| Petrolio ormai oltre quota 100USD: rischio recessione |
|
|
||
| 03/01/2008 | |
|
03 gen. - Il prezzo del petrolio, che ieri aveva oltrepassato la
barriera simbolica dei 100 dollari al barile a New York, è apparso in
ripiegamento nei primi scambi del mattino in Asia, in un contesto di
mercato nervoso, condizionato dalle tensioni geopolitiche mondiali.
Nelle negoziazioni mattutine, il barile di greggio con consegna a febbraio è arretrato di 43 centesimi a 99,19 dollari.
Il Brent del mare del Nord con consegna a febbraio ha perso 64 centesimi a 97,20 dollari.
Anche a New York, alla chiusura di ieri, il petrolio era tornato sotto i 100 dollari, a 99,62, superando comunque il precedente record alla chiusura di 96,55 dollari registrato il 23 novembre scorso.
Hanno pesato sui mercati i timori per le tensioni in Pakistan e per le crescenti violenze in Nigeria, primo Paese africano produttore di petrolio, dove almeno 12 persone sono morte in scontri durante le festività di fine anno. Secondo gli analisti, il petrolio potrebbe oggi oltrepassare nuovamente la soglia dei 100 dollari dopo l'annuncio delle riserve petrolifere americane, anche se ieri la Casa Bianca ha assicurato che 'non saranno toccate'
CASA BIANCA, NON VERRANNO TOCCATE RISERVE - La Casa Bianca non ha l'intenzione di toccare le riserve di petrolio, la cosidetta Spro, per arginare il prezzo del greggio: lo ha ribadito oggi a Washington la portavoce del presidente George W. Bush, Dana Perino. "Il presidente non ha l'intenzione di utilizzare la Spro per modificare i prezzi, lo farà soltanto in caso di vera emergenza... Sappiamo per esperienza che sfruttare le riserve temporaneamente non modifica i prezzi più di tanto". Le riserve strategiche si trovano in un sistema di caverne lungo le coste della Lousiana e del Texas, e consistono in circa 700 milioni di barili.
DE VITA, 100 DLR SOGLIA EFFETTO, PREOCCUPA TENDENZA - "Si tratta di una soglia d'effetto, psicologica, importante. Purtroppo stavamo già a 97-98 dollari" e da un punto di vista di valore dell'oro nero la differenza non è enorme. Ma "é comunque un brutto segno per la tendenza" spiega Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera commentando, a caldo, il nuovo record del petrolio che ha toccato quota 100 dollari a New York. "E' un brutto segno per la tendenza" delle quotazioni, ribadisce il presidente dei petrolieri auspicando che "il calmarsi di certe tensioni geopolitiche possano fare invertire" la rotta ai prezzi dell'oro nero. Prezzi su cui - ricorda - "non sono estranei i mercati finanziari il cui peso sugli scambi di greggio è ormai significativo". Solo nell'ultimo anno - secondo gli ultimi dati dell'Up, diffusi qualche settimana fa - gli hedge fund avrebbero "accumulato 200 miliardi di dollari in futures petroliferi" con il volume medio delle transazioni giornaliere sul solo Wti (il greggio americano) passato negli ultimi tre anni a 460 milioni di barili al giorno (+117%). "Ogni giorno cioé sui mercati mondiali viene scambiata una quantità di greggio pari a 6 volte la produzione mondiale". (ANSA)
|
|
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Economia, altre notizie
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








35 visitatori online

.jpg)


