| PIER FRANCESCO GRASSELLI HA... SCARICATO MISS ITALIA |
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| 31/03/2008 | |
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31 Mar. - di Giovanni Zambito. Venerdì 11 aprile all’Art Café di Roma, Pier Francesco Grasselli, presenterà il suo nuovo romanzo “Ho scaricato Miss Italia” nel corso di una speciale serata “a tema”. Dopo il successo dei due precedenti romanzi “L’Ultimo Cuba Libre” e “All’inferno ci vado in Porsche” editi sempre da Mursia. Stavolta uno dei più originali tra i giovani
scrittori punta sul lato più fragile dei ragazzi di oggi, i
sentimenti, raccontando la storia di Leo, diciottenne di buona
famiglia più incline a studiare nuove miscele alcoliche che i
libri di giurisprudenza. L’autore è già andato a
presentarlo nella discoteca Hollywood di Milano: niente relatori o
sociologi ma vocalist e dj che tra un pezzo musicale e l’altro
leggono frasi del libro. Come mai questa scelta così
insolita? “Un po’ - ci dice Grasselli - perché i miei
romanzi vi sono ambientati, un po’ per coinvolgere nella lettura
gente che normalmente non tocca un libro, quella appunto che
frequenta le discoteche e i locali notturni”
Hai avuto qualche riscontro effettivo di tale scelta? “Sì, molti giovani mi hanno avvicinato ammettendo di aver letto i miei libri e ad alcuni ho consigliato di proseguire con alcuni autori che anch’io prediligo: è piaciuto per esempio il racconto “Vuoi star zitta per favore?” di Carver che è davvero divertente” Nel tuo terzo romanzo quale allarme sociale lanci in particolare? “C’è sempre una sorta di ribellione più accentuata rispetto agli altri romanzi dove i protagonisti sguazzano in un mondo di superficialità e apparenze finendo in una spirale che li porta a combinare l’impossibile. Qui, invece, c’è Leo, un personaggio che ha dei dubbi, si pone delle domande, l’unico che ha un barlume di speranza, con valori positivi, anche se a volte li aggira, però si ribella verso lo status di cose del mondo di oggi che si presenta con i valori sballati” Credi che i media affrontino questi argomenti in modo adeguato? “Senz’altro si vuole l’evento eclatante però attualmente se ne occupano abbastanza ed è positivo. Il fatto sta nel far acquisire autoconsapevolezza in questi ragazzi riguardo alla droga, all’alcol. Leo ha dei problemi di dipendenza dall’alcol e non riesce a divertirsi senza prima ubriacarsi, cosa molto comune e diffusa. Alla fine la consapevolezza provocata dal rispecchiarsi nelle pagine di un libro piuttosto che di un servizio giornalistico o televisivo, possa aiutarli ad aprir gli occhi sulla situazione che vivono, a tirarsene fuori, a estraniarsene guardandola oggettivamente” Come vedi i rapporti fra i ragazzi e i nuovi mass media? “Oggi se non hai il computer sei fuori dal mondo, tutti i ragazzini hanno il telefonino. Da una parte è un passo, perché un pc ti dà delle potenzialità di comunicazione che nessuno fino a vent’anni fa si sarebbe mai immaginato. Dall’altra è un po’ un rischio perché può portarti a provare troppo presto delle esperienze che un tempo erano dilazionate nel corso degli anni e vengono bruciate per eccessiva velocità della cosiddetta “speed generation”, i ragazzi di oggi” Per le tue storie, oltre che dai locali attingi anche dalle email che ricevi e dal blog del tuo sito www.pierfrancescograsselli.com? “Certamente. Dopo il primo libro ho lanciato un concorso invitando i giovani a raccontare il loro “Ultimo Cuba Libre”, cioè le proprie esperienze in discoteca. Nel sito c’è un dibattito abbastanza vivo: per costruire le mie storie prendo da quello che sento, come le battute e le frasi, i discorsi che faccio con la gente, dalle storie che vedo anche quelle drammatiche e agghiaccianti della cronaca” L’antagonista Thomas supera il limite: al suo confronto non si rischia di valorizzare ciò che fa Leo che seppur in misura minore è comunque sbagliato? “Hanno due problemi diversi: Thomas per una serie di problemi alle spalle fa uso di pasticche, Leo si rende conto di aver problemi con il bere, quando si ritrova a vivere nei giardini pubblici come un barbone e alla fine ha uno sprazzo di lucidità. Forse questo rischio c’è, però ad un certo punto Leo si rende conto che il suo bisogno nasce da cose stupide come l’esigenza di essere più sciolto con le ragazze, dato che è molto timido e insicuro, un atteggiamento che si riscontra in tanti ragazzi che rimangono bloccati in schemi sociali e temono i giudizi altrui. Oggi i locali più “in” non sono più un luogo di aggregazione: non si comunica, non si socializza, non si stringe amicizia. Sembrano più vetrine vacue, vuote, dove tutti stanno sulla difensiva, per paura di esporsi e così come Leo molti ricorrono all’alcol”. (Giovanni Zambito) scritto da michele, aprile 06, 2008 rispetto ai due romanzi precedenti, questo mi è parso un po' più sdolcinato pur mantenendo certe descrizioni dure sul mondo giovanile. Grasselli ha un merito innegabile: continua a parlare della realtà sballata e notturna di certi locali, dove i ragazzi s'impasticcano e s'ubriacano. Dalla cronaca invece abbiamo solo il resoconto dei morti per gli incidenti stradali e nessuno va a monte della cosa. |
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