| PORTALE ITALIA.IT: 45Mln definitavemente buttati! Il portale non c'è più! |
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| 19/01/2008 | |
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19 gen. - Ricordate il nostro articolo di metà ottobre dal titolo:
Italia.it: 45 milioni di euro per un cantiere ancora aperto...., del mese di ottobre? Bene, il Portale Italia.it da oggi non c'è più, chiuso dopo mesi in bilico nella speranza di un rilancio
Ieri nel pomeriggio è scomparso dal Web il controverso Portale Italia: se cliccate www.italia.it viene fuori una pagina di errore con la scritta: "Network Access Message: The page cannot be displayed".
Una decisione presa l'altra sera dal Dipartimento dell'innovazione tecnologica gestito dal ministro Luigi Nicolais.
Ma Francesco Rutelli e il suo Ministero per i Beni e le Attività Culturali da cui dipendeva il portale "non si sono sentiti", dicono amareggiati dalla redazione di Italia.it.
«Speravamo in un rilancio visto l’investimento cospicuo (5 milioni e 800 mila euro), abbiamo corretto gli errori denunciati lavorando gratis in questi ultimi mesi, e invece siamo a spasso senza nemmeno una comunicazione ufficiale» commenta il caporedattore Luca Palamara.
Solo ieri Palamara aveva scritto una mail con il seguente appello, che pubblichiamo:
"Volevo comunicarle la situazione paradossale in cui versa il portale in questo momento. Questo è sempre in bilico tra la chiusura ed il rilancio, tra il passaggio all’Enit ed il prolungamento del contratto con il vecchio Rti a causa del rimpallo di non-decisioni che rischiano di mandare definitivamente all'aria un investimento cospicuo (pari a circa 5 milione e ottocentomila euro).
Il portale è ancora online grazie anche al lavoro gratuito della redazione, anche se formalmente è stato dichiarato chiuso da un paio di mesi (ironia della sorte, nell'ultimo mese sono aumentati anche gli accessi).
Ma intanto nessuno decide: classico esempio di bizantinismo politico di stampo kafkiano che in Italia produce continuamente delitti reati e sperperi senza arrivare mai a determinare colpevoli e cause.
Le Regioni sono adesso fortemente interessate al contributo promesso per il portale e quindi sono passate dalla fase di rifiuto di un anno fa ad una di adesione, attiva partecipazione e promozione per la sopravvivienza del portale stesso.
Ma ovviamente le risposte non arrivano perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità e i quasi 6 milioni spesi fino ad adesso saranno a breve l'unica eredità visibile di tutta questa assurda vicenda".
"
n.b.: i clamorosi errori riportati ad ottobre attenevano a quelli riscontrati dai blog alla messa-on-line del portale (22 febbraio) e non sono più presenti già dai giorni immediatamente successivi a quella data". (LaStampa)
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