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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 14:08
PRIVACY: ALLARME DEL GARANTE SIAMO A RISCHIO - LE REAZIONI Stampa E-mail
16/07/2008
16 lug. - ''Troppo frequentemente in questi anni le informazioni raccolte durante le indagini sono state oggetto di pubblicazione e di diffusione al di fuori dei processi. Fenomeno questo che, nella misura e nei modi in cui in molti casi e' avvenuto, ha costituito e costituisce indubbiamente una anomalia tutta italiana''.

privacy_280x200.jpg Lo dice il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti nella sua relazione annuale al Parlamento parlando della pubblicazione delle intercettazioni. Fenomeno che avviene in ''un Paese che vuole tutto sapere e tutto conoscere, ma nel quale e' purtroppo tuttora irrisolto il cortocircuito tra le ragioni della giustizia, dell'informazione e della tutela della riservatezza''

Secondo Pizzetti le intercettazioni ''oltre che uno strumento di indagine cono anche una delle forme piu' invasive della nostra sfera personale. Infatti esse incidono pesantemente su quella liberta' di comunicazione che l'art. 15 della nostra Costituzione considera un diritto fondamentale, comprimibile solo con atto motivato dell'autorita' giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge''.

Non da' giudizi sul numero di intercettazioni ma sottolinea: ''anche se in Italia vi fosse un'unica intercettazione, quella sola intercettazione dovrebbe comunque essere protetta e tutelata''. Sottolinea Pizzetti che ''l'eventuale pubblicazione del loro contenuto da parte dei media trova fondamento esclusivamente nel diritto, parimenti costituzionalmente garantito, di cronaca e di informazione. Questo significa - aggiunge - che si devono sempre pienamente rispettare le regole del codice deontologico dei giornalisti; che le informazioni non devono essere raccolte illegittimamente o con raggiri; che il giornalista deve valutare sempre se sussiste un effettivo interesse della pubblica opinione a conoscere; che occorre sempre aver cura di salvaguardare la dignita' delle persone; che le persone pubbliche hanno si' una tutela attenuata ma hanno comunque diritto al rispetto della loro vita strettamente privata''.

Il presidente rinnova ''l'appello a che il disegno di legge sulle intercettazioni sia completato prevedendo l'obbligo di adottare specifiche misure tecniche rigorose di protezione, da definire in collaborazione con il Garante. Al Ministro della Giustizia - conclude - chiediamo di dare agli uffici giudiziari le risorse necessarie a proteggere i dati dei cittadini. Per questo auspichiamo vivamente che gli eventuali risparmi derivanti dalla riduzione delle intercettazioni siano destinati in modo vincolato ad innalzare le misure di protezione''

UFFICI GIUDIZIARI ALL'ANNO ZERO - ''La nostra Autorita' - spiega ancora Pizzetti - si e' misurata piu' volte col tema della giustizia. Il primo aspetto che ci interessa da vicino e' se e come sono protetti negli uffici giudiziari e da parte di tutti gli operatori della giustizia, i dati dei cittadini. Si pensi a quanti dati delicati e sensibili possono essere contenuti in una causa di separazione o in una controversia ereditaria o in un'azione di interdizione o in una causa di lavoro. Per non parlare poi dei dati raccolti nelle indagini giudiziarie o trattati nei processi penali''. Sempre in tema di giustizia il presidente segnala il provvedimento adottato da pochi giorni ''che mette ordine in uno dei settori piu' delicati delle attivita' processuali: quello degli ausiliari e dei periti del giudice''. Qui a suo avviso ''occorrono regole precise sui temi di conservazione; sulle modalita' con le quali devono essere conservati o distrutti; sui casi e i modi in cui e' lecito incrociare fra loro informazioni raccolte in attivita' peritali diverse e su delega di autorita' giudiziarie differenti''. Auspica quindi che questo provvedimento ''insieme al codice deontologico di imminente approvazione sulle investigazioni difensive possa portare ordine in quella che sinora e' stata una zona franca priva di regole''.

GIORNALISTI FERMATEVI A RIFLETTERE - ''Fermatevi e riflettete''. E' questo ''l'accorato appello'' agli uomini dei media rivolto oggi dal presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti durante il discorso per la consueta relazione annuale dell'Autorita' al Parlamento.

Per Pizzetti, che rilancia un tema gia' affrontato ieri dal presidente dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabro' nella relazione annuale, ci sono ''troppi processi mediatici, troppa commistione fra realta' e reality''. Si riferisce ai talk show ''basati su fatti ed episodi della politica, della vita sociale, delle relazioni interpersonali, che mettono in piazza, nei moderni fori telematici, vicende spesso anche privatissime''. Cosi' a suo avviso ''questa non e' informazione, non e' trasparenza, non e' un servizio che si fa all'opinione pubblica e alla democrazia. Non e' giusto, in nome di una trasparenza che diventa prima di tutto spettacolo, e talvolta persino morbosita', invocare la legittimita' di ogni invasione nella sfera piu' intima delle persone''.

Per questo il Garante ''chiede al Parlamento, e specificamente ai presidenti delle due Camere, misure opportune per evitare che nelle interrogazioni e nelle interpellanze pubblicate in rete dopo anni, siano riportati dati e fatti che, utili per il dibattito parlamentare di allora, possono pero' continuare a ledere gravemente le persone citate''

URGONO MISURE PER 'FEDERALISMO SICUREZZA' - ''La moltiplicazione sul territorio delle strutture istituzionali e organizzative competenti in materia di sicurezza pubblica, e la nuova, importante tendenza a costruire il 'federalismo della sicurezza' o, se si preferisce' una 'sicurezza federale', rendono urgente l'adozione di misure tecniche di protezione dati, in particolare di quelli contenuti nelle grande banche dati di polizia''.'Lo dice il presidente del Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti in occasione della relazione annuale dell'Autorita' al Parlamento. Per il presidente ''un Paese che non conosce neppure quali e quante sono le sue banche dati e che non sa proteggerle e' un Paese arretrato, che espone a gravi rischi non solo i cittadini ma anche gli operatori della giustizia, della sicurezza, dell'amministrazione finanziaria, solo per citare alcuni tra i settori piu' delicati nei quali in questi anni si sono verificati rilevanti furti o usi illeciti di dati''. In particolare Pizzetti cita il caso delle videocamere. ''Con la legge finanziaria 2008 sono stati previsti sgravi fiscali a favore dei commercianti che installino videocamere a protezione dei loro esercizi. I comuni e le regioni danno contributi e sostegni economici e organizzativi ai privati che colleghino le loro videocamere con le questure. Con il recente decreto sicurezza, infine, si sono estese anche in questa materia le competenze del sindaco. E' dunque necessario - aggiunge Pizzetti - aggiornare le indicazioni date dal Garante solo quattro anni fa''. Il caso delle videocamere poi ''si inquadra in un fenomeno piu' generale: l'uso crescente da parte delle forze di polizia e di sicurezza di dati prodotti nell'ambito di attivita' del tutto private''

RIS HA 20MILA CAMPIONI,SERVE LEGGE SU DNA - ''Urge una legislazione chiara in materia di banche dati del Dna''. A chiederlo e' il presidente dell'Autorita' per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti, che nella relazione annuale cita un dato significativo: ''la nostra attivita' ispettiva e le nostre ispezioni al Ris di Parma sul trattamento dei campioni biologici da loro detenuti in misura vicina alle ventimila unita', hanno rappresentato un'esperienza importante''. Per Pizzetti serve una legislazione sulle banche dati del Dna e ''il legislatore deve definire i tempi di conservazione: le finalita' per le quali tali campioni o i loro marcatori possono essere conservati; il tempo entro il quale essi devono essere distrutti; le regole che devono presiedere al loro utilizzo''.

RETE E' FRONTIERA, ATTENZIONE A YOUTUBE - ''Assistiamo con vigile attenzione al diffondersi di Youtube e dei nuovi social networks quali, tra i tanti, Myspace, Facebook, Asmallword, che consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete''. Un fenomeno che, secondo il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, ''puo' determinare in futuro, specie nel momento dell'accesso al lavoro, rischi gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza''. Nel suo discorso di presentazione dell'attivita' annuale della'Autorita' al Parlamento, Pizzetti infatti ha definito l'Italia un Paese che vede i suoi giovani '''nativi di Internet' e non piu' come noi, soltanto degli 'immigrati di Internet', vivere in un nuovo e virtuale 'Mondo delle meraviglie', dimentichi che sulla rete corrono idee e manifestazioni del pensiero, dell'arte e della creativita' insieme a forme perverse di comportamenti umani''.

Cosi' come ci sono quelle novita' legate a rischi sui quali il Garante sente il dovere ''di dare al piu' presto indicazioni chiare, anche per consentire agli utenti un uso piu' attento e informato''. Ad esempio la cosidetta '''pubblicita' comportamentale' che utilizza la nostra navigazione in Internet per inviarci pubblicita' mirata sulla base dei nostri gusti, interessi e comportamenti. Lo stesso avviene per il geomarketing che, sfruttando il controllo satellitare e' in grado di seguire i nostri spostamenti e di offrirci in ogni localita' i prodotti e i servizi da noi preferiti''. Per l'Autorita' questa e' ''la frontiera piu' avanzata. Quella sulla quale dobbiamo trovare ogni giorno il giusto punto di equilibrio''.

intercettazioni_03_280x200.jpgINTERCETTAZIONI SICUREZZA PRIMA DI PENA - ''Non tocca a noi esprimere un giudizio sulla questione dell'inasprimento delle pene in tema di intercettazioni ma quello che possiamo dire e che ci compete e' che i dati vanno protetti meglio. Quindi vanno adottate prima le misure tecniche di quelle giuridiche'': lo dice il presidente dell'Autorita' garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti, parlando a margine della sua relazione annuale.

''Quello che ci interessa - aggiunge - e' che i dati siano protetti, che gli armadietti siano messi in sicurezza cosi' come i dischetti, che vengano adottate le misure tecniche adeguate prima di quelle giuridiche. Non si potra' sapere chi e' il colpevole se prima non si mettono in sicurezza i dati dal punto di vista tecnico''.

I COMMENTI

INTERCETTAZIONI: FINI, NUMERO ANORMALE, SI USANO MAGLIE STRETTE - ''In Europa il nostro paese e' quello dove il ricorso alle intercettazioni ha numeri cosi' elevati da assumere carattere di anormalita'''. E' l'allarme lanciato dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel suo intervento alla presentazione della relazione del Garante della Privacy, Luciano Pizzetti. ''Siamo forse un paese di malfattori congeniti? - chiede Fini - O piuttosto, per catturare grandi prede fa piu' comodo utilizzare reti a maglie molto strette invece che a maglie larghe? Se cosi' fosse, difficile garantire riservatezza e dignita' della persona''.

''I sistemi di intercettazione telefonica e di immagazzinamento presso i fornitori di servizi delle informazioni relative al traffico sulla rete - sottolinea il presidente della Camera - aprono complesse questioni che Governo e Parlamento sono chiamati a risolvere: il Garante avra' certamente un ruolo importante in materia, anche alla luce dei contributi che ad esso derivano dalla fattiva collaborazione alle conferenze europee degli altri Garanti''

TENAGLIA, NO LIMITAZIONI SI' TUTELA PRIVACY - ''Le conclusioni contenute nella relazione del Garante della Privacy Francesco Pizzetti, relative alle intercettazioni si pongono nel solco delle proposte da noi avanzate su questa delicata ed importante questione. Il problema non e' limitare l'utilizzo di un importante strumento di indagine, come si determinerebbe adottando le misure volute dal governo Berlusconi, quanto quello di tutelare la privacy dei cittadini''.

Lo sottolinea Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd. ''Per questo - aggiunge - e' necessario assicurare l'effettiva segretezza dell'indagine garantendo che il materiale coperto da segreto resti tale. Le intercettazioni, quando sono irrilevanti ai fini dell'indagine o si riferiscono a fatti personali, devono rimanere segrete, sempre''.

CONSOLO (PDL), LEGIFERARE QUANTO PRIMA - ''Condivido le preoccupazioni del Garante Pizzetti. E' indispensabile legiferare quanto prima in materia di intercettazioni, ma -come ho avuto modo di dire alla riunione dei deputati del Pdl- rilevo che tutti hanno ragione eppure il provvedimento e' inspiegabilmente fermo. Sarebbe ora di sbloccarlo per mettere la legislazione italiana al pari con quelle europee, e non solo''.

Lo dichiara Giuseppe Consolo, deputato del Pdl e vice presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, commentando l'allarme lanciato da Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorita' garante della per la protezione dei dati personali, nella sua presentazione della Relazione sull'attivita' 2007. Per Consolo, ''bisogna intervenire non solo sul divieto di licenza di intercettare ma anche sull'assoluto divieto di pubblicazione di atti coperti da segreto istruttorio, nulla a che vedere con la liberta' di cui all'articolo 21 della Costituzione. Sarebbe ridicolo - insiste l'esponente del Pdl - limitarsi a sanzionare gli autori, mai peraltro scoperti, della fuga di notizie, che vanno comunque puniti. Bisogna rendere inutile, attraverso la non pubblicabilita', l'alimentare del gossip giudiziario''. ''Tutto cio' non significa certo - conclude - rinunciare a questo delicato strumento investigativo, ma limitarlo ai reati piu' gravi''.

CICCHITTO, RIFLETTERE SU PAROLE GARANTE - ''La relazione del Garante per la protezione dei dati personali Francesco Pizzetti e' equilibrata nei toni e nei contenuti. Molto importante e', tra le altre, la parte sulle intercettazioni perche' sottolinea l'abuso che di questo strumento viene perpetrato in Italia fino a costituire una autentica anomalia nel panorama dei paesi democratici'': lo afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. ''Le parole di Pizzetti su questa delicata materia devono far riflettere sul fatto che e' urgente ed indifferibile la definizione di una nuova normativa sull'uso delle intercettazioni che sia rispettosa della dignita' dei cittadini'', conclude.

ADUC, BENE PIZZETTI MA PREOCCUPA EFFICACIA GARANTE - ''Il giudizio del Garante per la protezione dei dati personali sulla situazione italiana e' condivisibile: per molti aspetti, ed in particolar modo la giustizia, siamo all'anno zero. Cio' che invece preoccupa nella relazione e' la scarsa efficacia del Garante nel proteggere la privacy dei cittadini comuni''. Lo dice Pietro Yates Moretti, vicepresidente Aduc, associazione diritti utenti e consumatori. '' La relazione descrive una diminuzione dei ricorsi presentati dai cittadini al Garante (da 435 nel 2006 a 316 nel 2007). Ma se il Garante interpreta questo dato come segnale di un crescente rispetto della privacy, niente ci dice che non si possa invece parlare di una minore fiducia da parte dei cittadini nell'efficacia di questa istituzione. Infatti, nel 2007 le segnalazioni giunte alla nostra associazione per violazione della privacy sono state circa 600, ovvero il 4% in piu' rispetto al 2006. Inoltre, ricordiamo che fare ricorso al Garante costa 150 euro in diritti di segreteria, molto piu' di quanto costi ricorrere dal giudice di pace. Quasi sempre le sanzioni del Garante sono deludenti e i cittadini preferiscono ricorrere alla giustizia ordinaria per il rispetto dei propri diritti. Non vi e' dubbio che la colpa di tutto cio' e' solo in minima parte del Garante, il quale dovrebbe godere di maggiori poteri sanzionatori e di maggiori risorse per far fronte alla potenziale moltiplicazione delle violazioni''.

GASPARRI, BENE PIZZETTI, E' LINEA GOVERNO - ''Sull'abuso e la diffusione impropria delle intercettazioni, il presidente dell'Autorita' garante della privacy Pizzetti ha sollevato, nella sua relazione, gli stessi problemi avanzati anche da governo e maggioranza''. Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. ''Non solo - aggiunge Gasparri - l'Italia e' uno dei paesi in cui questo strumento di investigazione e' utilizzato fino all'accesso, ma va soprattutto stigmatizzata l'anomalia tutta italiana legata alla pubblicazione ed alla diffusione di questi dati. La questione va affrontata su un doppio binario. Quello economico dello spreco eccessivo di risorse per intercettazioni inutili. E quello della riservatezza e della dignita' della persona minacciate dalla pubblicazione sui giornali''. ''Due questioni - conclude Gasparri - che Pizzetti ha giustamente richiamato all'attenzione di tutti e che merita una riflessione approfondita e risposte che vanno comunque date con iniziative concrete''.

MARONI, CON GARANTE PRIVACY CONFRONTO APERTO - ''Con il Garante il confronto e' aperto. Non abbiamo nessuna obiezione a tenere conto delle sue raccomandazioni''. Cosi' il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha risposto al presidente dell'Autorita' garante per la protezione dei dati personali, Francesco Pizzetti, che nella sua relazione annuale ha invitato a un uso ''non discriminatorio'' delle impronte digitali. ''Ne terremo conto - ha assicurato Maroni - Tutto sara' fatto a regola d'arte''.

YOUTUBE, BENE RICHIAMO GARANTE, NOI GIA' IMPEGNATI - ''Il richiamo del Garante e' importante e interessante. Non e' la criminalizzazione delle nuove tecnologie, ma un auspicio ad usarle in maniera utile e virtuosa''. Cosi' Marco Pancini, European Policy Counsel di Google Italia, commenta la relazione del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti, che ha spiegato come l'Autorita' sia impegnata a vigilare sullo sviluppo dei social networks come YouYube.

''Noi raccogliamo questo invito a perfezionare la nostra opera di educazione e informazione - ha proseguito Pancini -. Anzi stiamo sperimentando delle forme innovative, come la pubblicazione di video su Youtube in cui un ingegnere spiega come raccogliamo e come trattiamo i dati degli utenti e come gli utenti stessi possono esercitare i loro diritti''.


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