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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 07.09.2008 ore 19:32
PUBBLICITA’ ON-LINE: IN CRESCITA DEL 40%, UN BUSINESS DA 1 MILIARDO Stampa E-mail
09/05/2008

9 Mag. - Un 2008 da un miliardo. E' quanto varrà alla fine dell'anno la pubblicità online in Italia, dove il business è in crescita vertiginosa. Il giro d'affari nel settore è stato di 690 milioni di euro nel 2007 e raggiungerà i 960 milioni entro dicembre, con un aumento del 40%, che si dovrebbe replicare anche nel 2009.

advertising280x200.jpgInsomma, le cifre degli investimenti nella pubblicità sul Web sono destinate a correre molto rapidamente. La crescita a due cifre nel settore dovrebbe consentire alla pubblicità online di raggiungere il 10% del totale già il prossimo anno.

In occasione della prima edizione romana dello Iab (Interactive Advertising Boureau) Forum, il mercato della pubblicità online fa parlare di sè su tanti fronti, soprattutto per quanto riguarda i formati e l'utenza ai quali è rivolta, l'importanza della "non invasività" e della varietà di scelta.

"Prevedo, tra i principali elementi di cambiamento, da una parte una maggiore interattività e dall'altra un costante perfezionamento delle tecniche di segmentazione, affinchè i messaggi siano indirizzati effettivamente verso utenti potenzialmente interessati a essi", spiega Mauro Lupi, vicepresidente Iab Italia, a Ign, testata online del Gruppo Adnkronos.

Proprio riguardo all'utenza, Lupi sottolinea come sia "sempre più inopportuno parlare di target" nel senso stretto del termine: oramai è necessario passare "a un approccio orientato alla conversazione" perchè, aggiunge ancora, "in Italia ci sono oltre 24 milioni di persone che si collegano a internet e, tra questi, più di 10 milioni la usano praticamente tutti i giorni. Sono persone cui la Rete offre strumenti informativi e di maggiore indipendenza dalla pubblicità e dai media tradizionali, non ultima la possibilità di essere loro stessi dei produttori di contenuti influenzando le scelte o le non-scelte di acquisto di altri individui. Di fatto, Internet sta aiutando le persone a svincolarsi dai target nei quali le aziende li hanno considerati negli ultimi 40 anni di pubblicità 'mass market'. E questa è la sfida degli operatori di comunicazione dei prossimi anni".

Una sfida importante che sta affrontando l'advertising sul Web è quella di andare a cercare l'utente non più "in target" con il sito. E in questo senso giocheranno un ruolo importante anche gli investimenti delle pubblicità on line nei social network. "Un altro fenomeno che vedremo crescere sarà l'advertising per i social media. Anche in questo caso un distinguo è d'obbligo: la pubblicità nei social network deve essere integrata in modo curato e deve essere rilevante per la community", dice a Ign Lorenzo Montagna, commercial director di Yahoo! Italia.

Per andare incontro a questa esigenza, ad esempio, sono state "lentamente introdotte campagne pubblicitarie nella propria community per eccellenza Yahoo! Answers e l'inserzionista è stato quasi sempre un 'partecipante' dell'iniziativa commerciale insieme agli utenti. Quindi una formula diversa da una tradizionale campagna di display advertising". E non va dimenticata l'altra sfida, quella della pubblicità che si sposterà in futuro sui dispositivi mobili.

"Che nel caso di Yahoo!" spiega ancora Montagna "significano campagne di display advertising e search marketing appositamente sviluppate per gli utenti in mobilità". E c'è chi punta proprio sul social network per ampliare il suo business, anche se l'informazione online si sta spostando verso i siti di informazione. Come Pixel Advertising che, spiega a Ign l'amministratore delegato Cristina Pianura, "si polarizza sui siti verticali leader di settore per fronteggiare quelli informativi". Per farlo, la concessionaria di Roma punta anche sulla novità, su un nuovo formato presentato a fine marzo, definito "impattante" e chiamato 'Site Screen'. Un minisito che "consente la navigazione al suo interno, ma è sovrapposto nella stessa pagina" e che soprattutto "non è invasivo: solo se l'utente è interessato si va avanti". (Tgfin)

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