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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 02:00
QUOTE LATTE - L'Italia costratta ad importare il 40% della materia prima Stampa E-mail
13/12/2007
13 dic. - Per la senatrice Loredana De Petris, è indispensabile apportare modifiche sostanziali alla proposta Ue per la regolamentazione delle quote latte. Gli allevatori italiani sono stati costretti a pagare in questi anni le quote latte fino a 10 volte di più dei loro colleghi del nord Europa
latte2_280x200.jpgPer Loredana De Petris, senatrice dei Verdi e capogruppo in commissione Agricoltura, "la proposta della Commissione sulle quote latte conferma una impostazione che favorisce gli esportatori nord-europei e ha ridotto al lastrico gli allevamenti italiani". De Petris chiede al governo "un forte impegno per salvaguardare un settore in sofferenza, costretto ad importare il 40% della materia prima".

"L'Italia è l'unico Paese dell'Ue - dichiara la senatrice in una nota - ad avere diritti di produzione attribuiti molto inferiori al consumo interno, mentre tutti gli Stati nord-europei hanno quote assegnate ben superiori al fabbisogno e spesso non le utilizzano a pieno, con punte del 360% per l'Irlanda e del 230% per la Danimarca, guarda caso paese d'origine dell'attuale Commissario all'agricoltura".

"L'attuale regime - prosegue la senatrice - altera anche le condizioni di concorrenza fra le aziende zootecniche europee. I nostri allevatori sono stati costretti a pagare in questi anni le quote latte fino a 10 volte di più dei loro colleghi del nord, con un esborso dal 2003 ad oggi di quasi 500 milioni di euro, risorse preziose sottratte ai bilanci delle aziende ed agli investimenti per la qualità del prodotto".

"Non si può perpetuare - conclude l'esponente dei Verdi - una situazione iniqua. L'aumento delle quote deve essere attribuito prioritariamente agli Stati deficitari e deve essere consentita la compensazione mediante affitto intracomunitario." (Apcom)

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