| RAI - I COMICI: VISIONE DELLA SATIRA DI ROMANI RITORNO DI UNA BRUTTA PAGINA DELLA TV |
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| 20/05/2008 | |
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20 Mag. - Gli attori satirici reagiscono alle parole di Paolo Romani sui programmi di satira che afferma "sei serate dedicate alla satira politica, con un preciso orientamento, non fa bene al servizio pubblico" e dalla patuglia di "Parla con me" arriva un coro di contestazioni a quello che rischia di passare come il "nuovo editto bulgaro".
Neri Marcorè è preoccupato: "Sono dichiarazioni fuori luogo. Non so se siamo sulla scia dell'editto bulgaro, ma il tipo di dichiarazione è quello, ed è sgradevole. Con Berlusconi è stata una brutta pagina della tv (con Biagi, Santoro e Luttazzi fuori della Rai), non vorrei che Romani dicesse una cosa e poi dei burocrati in Rai la applicassero. Per avere un plauso, una carezza dal potere. Non si deve fare satira 7 giorni su 7?
E' come dire che il Tg si deve fare 3 giorni la settimana".
Non è vero che a RaiTre si coltiva una satira orientata politicamente? "Mi pare un giudizio fazioso. Abiamo le nostre opinioni, ma la nostra ironia va contro tutti. Io ho fatto satira su Di Pietro e Fassino" dice l'attore, aggiungendo: "Contraporre la satira ll'informazione non è corretto. A me non piace la cancellazione di "Primo piano", ma credo che la satira debba trovare un suo spazio".
Per Ascanio Celestini la satira "è come un genere letterario: guarda agli avvenimenti ridendoci sopra". Per l'attore "è sterile la polemica contro la satira, non c'è nessun pericolo per la dmocrazia. Anzi si tratta di un servizio per il Paese". Sulle parole di Romani è duro: "Probabilmente siamo sulla scia dell'editto bulgaro. Spero non si arrivi a bloccare la nuova striscia di "Parla con me", è assurdo dire che la satira tutti i giorni non fa bene al servizio pubblico. E' come dire che il telegiornale, con tutte le notizie cattive che ospita, sarebbe meglio non darlo tuti i giorni". Satira orientata? "Io non mi pongo problemi di schieramento. Metto in evidenza anche le disfunzioni della sinistra, magari del sindacato, quando parlo di call center".
Antonio Cornacchione teme un "personale conflitto di interesse". Perché il suo personaggio è filo berlusconiano. "Non ho concordato le cose da dire con Romani, sono spiazzato. Devo capire se la satira deve far bene più a Berlusconi o al pubblico televisivo?", si chiede il comico. Poi però esce la sua vera natura: "Io credo che la satira non è come le medicine, non parliamo di modica quantità giornaliera. Ci sono dei comici che vanno da Vespa tutte le sere. L'opposizione in Italia non la fa più nessuno, è bene che rimanga almeno la satira". (Leandro Palestini)
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