Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 29.08.2008 ore 02:00
RAI: la trave negli occhi della politica Stampa E-mail
21/12/2007
22 dic - di Francesco Fusco C’è una trave negli occhi della politica italiana, uno in quello di destra, uno in quello di sinistra, intendendo descrivere così le due “fazioni”, i due differenti punti di vista. La trave si chiama Rai, l’ente radiofonico e televisivo nel quale – checché se ne dica – per forza di cose si riflettono le simpatie per i due schieramenti politici in seno ad amministratori, dirigenti, funzionari, giornalisti, programmatori, operatori, e perfino fattorini.
trave.jpgMigliaia di persone che lavorano all’interno di una mastodontica struttura non possono e non devono essere classificati a seconda del loro pensiero della loro simpatia, della loro morale o addirittura del modo come votano. L’unica importante valutazione dovrebbe scaturire dalla loro professionalità, dalla loro capacità di condurre a termine i compiti loro assegnati, dalla loro onestà intellettuale oltre che materiale. Soprattutto in una struttura che viene pagata allo stesso modo da chiunque nel nostro Paese possegga un televisore, e quindi non può sfuggire alla imposizione del canone da parte dell’ Agenzia delle entrate.
Il cosiddetto “scandalo” suscitato a più riprese dalla pubblicazione di intercettazioni telefoniche e strumentalizzato politicamente quasi a voler mettere una zeppa nel processo di “pacificazione” politica che farebbe passare gli antagonisti da nemici a competitori, questa volta ha avuto come oggetto la parte destra dello schieramento. Ma visto il numero eccezionale di “intercettazioni” di cui è oggetto chiunque sia in una posizione di potere per quanto modesto, chi può sinceramente dire che domani non possano venir fuori altre intercettazioni simili per la parte opposta? Ne abbiamo avuto la prova con il caso Unipol, i cui riverberi ancora producono effetti devastanti.
Dobbiamo prepararci – perché rientra nel novero delle cose possibili - a uno scandalo di colore diverso? O siamo tanto ipocriti da pensare che l’Italia sia divisa in due parti distinte, una fatta solo di buoni, puri, onesti da un lato, la sinistra o come diavolo si chiamerà in un prossimo futuro, depositaria della sola, unica verità, e dall’altra i cattivi, gli improbi, i mascalzoni, pronti sempre a mentire, a fare i furbi? Siamo davvero tanto ipocriti, in un momento in cui il pubblico dibattito è impegnato a mettere in luce concorsi universitari truccati, cattedre affidate ai figli e ai parenti, ospedali gestiti da incompetenti iscritti a un partito, da pensare che la Rai, dove il potere politico ha sempre pescato a piene mani, possa essere un’isola felice?
Per convincersi del contrario basta vedere quanti ex-giornalisti RAI siedono oggi in Parlamento, il loro schieramento, per rendersi conto di come non fossero esenti da simpatie o da partigianerie. Il partito nel quale oggi militano come deputati o senatori li ha introdotti, aiutati a far carriera, li ha preparati sfruttando anche la loro popolarità in video per trasformarli in legislatori. E allora perché meravigliarsi, perché gridare allo scandalo? Perché gli italiani pagano il canone, e la Rai dovrebbe essere un servizio pubblico, uguale per tutti. Come lo sportello dell’anagrafe o della Agenzia delle entrate. Solo che la Rai non distribuisce moduli da compilare per la dichiarazioni del redditi, non emette carte di identità.
Dalla Rai ci arrivano notizie, idee, si promuovono culture, spesso propinate al pubblico partendo da punti di vista diversi e a volte preconcetti. Non confeziona un prodotto uguale per tutti, volerlo ad ogni costo è un’utopia. Quindi o bisogna rassegnarsi a vederla orientata a seconda del vento che tira e dei “protettori” che i tanti suoi dipendenti si sono scelti, o bisogna toglierle questa etichetta ipocrita di servizio pubblico.
E’ semplicemente un’azienda come le altre, che oltre a raccogliere pubblicità è aiutata dai contribuenti. I quali ne dovrebbero essere i veri padroni ma non riescono ad esserlo malgrado il telecomando. Ne viene fuori un Giano bifronte, non solo per questo essere a un tempo servizio e industria commerciale, ma anche perché al suo interno, come nel resto del Paese, si agitano anime diverse.
Se vogliamo porre fine al dissidio, agli scandali, rendiamola privata, sottraiamola al Tesoro, affidiamola a chi ha abbastanza capitali da detenerne la proprietà. I soldi non mancano in giro, quella che manca è la volontà politica. Perché ci si illude di poterla utilizzare – senza lo scandalo di turno - come strumento di potere. E allora le travi che accecano la politica verrebbero a cadere. Francesco Fusco
Commenti (0) >>
Scrivi commento

busy
<-> Hai ritenuto interessante questo articolo? Condividilo in rete
 
< Prec.   Pros. >

Scritti da voi, altre notizie

1° AGOSTO, NUOVA ECLISSE DI SOLE - LE INFLUENZE ED I CAMBIAMENTI CHE PORTERA'29/07/2008
21 DICEMBRE 2012: CATASTROFE MONDIALE O NUOVO INIZIO - TRA LEGGENDA E VERITA'04/07/2008
LE NOTIZIE DALLE STELLE: L' ASCENDENTE NEI SEGNI D’ARIA26/05/2008
DALLE STELLE: 4 LUGLIO - IL COMPLEANNO DEGLI STATI UNITI 18/05/2008
STORACE, manda un post a Napolitano: Signor Presidente, anche se lei mi vorrebbe in galera...25/01/2008
Caduto Prodi, ora tocca a Veltroni.25/01/2008
Gad Lerner: la vittoria di Berlusconi25/01/2008
USA: si risparmiano 120 Mln di dollari se si da la patente ai clandestini17/10/2007
ARIETE e BILANCIA le prospettive nel 2008, e per l'Italia si prevedono colpi di scena...07/02/2008
LE NOTIZIE DALLE STELLE: L'ASCENDENTE NEI TRE SEGNI DI TERRA08/05/2008

Studi e Ricerche

Fai tu la notizia

Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

SEGNALACI UNA NOTIZIA

Vetrina

opinion.jpg

tg5.png

vr.jpg

logo la destra news

radioradicale.png




 

 

serverstudio web marketing e design