| RAI: SCONTRO TRA PD E PDL E L'UNICO CHE CI RIMETTE PER ORA E' ORLANDO |
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| 20/06/2008 | |
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20 giu. -
L'elezione del vertice della commissione è saltata due volte perché Pdl, Mpa e Lega hanno fatto mancare il numero legale. Petruccioli vede il segretario del Pd e loda i risultati del Cda. Veltroni: "La maggioranza viola la prassi del rispetto istituzionale". Gasparri: "La trattativa si può fare a livello parlamentare"
Non si può evocare il classico muro contro muro solo perché la maggioranza classifica il suo atteggiamento come una "apertura", ma poco ci manca.L'elezione del vertice della commissione di Vigilanza Rai, a cominciare dal presidente, oggi è infatti saltata due volte, dopo che i componenti di Pdl, Mpa e Lega hanno deciso di far mancare il numero legale.
Un 'escamotage' tecnico di fine scontro parlamentare, perché per scegliere il presidente in commissione a numero crescente di votazioni corrisponde un abbassamento del quorum richiesto.
Questo significa che la prossima convocazione di fatto varrà come se fosse ancora la prima, con i 3/5 dei voti utili richiesti.
Una decisione, questa, che come raccontano alcuni commissari del Pdl è arrivata dai massimi vertici del partito ed è stata tenuta 'coperta' fino alla fine.
In quest'ottica, quindi, la mancanza del numero legale esprime non un giudizio sul nome del presidente designato, Leoluca Orlando, ma una 'scelta politica'. L'invito, però, di trattare a tutto campo è stato subito rispedito a mittente da Walter Veltroni.
"La maggioranza -ha detto- viola la prassi del rispetto istituzionale. Per il candidato siamo fermi sul nome di Leoluca Orlando". Il segretario del Pd è stato poi lapidario nel sottolineare che "bisogna eleggere il presidente della Vigilanza".
Quindi, niente Cda sul tavolo del confronto. Inoltre, particolare non secondario, secondo Veltroni quello che è successo è "un problema loro, non nostro".
"La maggioranza -ha detto- viola la prassi del rispetto istituzionale. Per il candidato siamo fermi sul nome di Leoluca Orlando".
Chi, nel Pd, segue attentamente la materia è propenso a leggere l'affermazione del segretario come una allusione alle dinamiche interne al Pdl sul rinnovo dei vertici Rai, in particolare alle trattative in corso per la presidenza e la direzione generale. Comunque sia, lo stesso Veltroni oggi ha avuto un colloquio alla Camera con Claudio Petruccioli, il presidente uscente della Rai. Senza commentare le vicende della Vigilanza, Petruccioli ha preferito evidenziare le 'performance' del suo Cda, sottolineando che la chiusura del terzo esercizio di bilancio è un risultato di tutto rispetto.
A questo punto, saranno i presidenti delle Camere a individuare la data migliore per una nuova convocazione della Vigilanza. C'è un orientamento a far presto, forse già martedì prossimo, a meno che non si decida di assicurare le migliori condizioni possibili per arrivare ad una soluzione positiva a un 'blocco' che comunque riguarda un importante tassello istituzionale.
Adesso, quindi, la pratica passa agli 'sherpa'. Un nuovo elemento, di fatto, c'è sul tavolo dopo gli eventi di oggi.
Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, ha spiegato: "Il presidente della Vigilanza spetta all'opposizione, questo è chiaro. Ma vorremmo avere la certezza di passare alla questione della nomina del Cda in modo rapido e concordando un percorso. La nomina del nuovo Consiglio infatti è urgentissima e serve una certezza immediata della sua operatività''. Gasparri, tra l'altro, indica anche il campo in cui poter costruire questo "percorso": "Se ne parlerà fra i gruppi parlamentari''.
La trattativa, che soprattutto per i rapporti tra Pd e Pdl oggi non gode proprio di buonissima salute dopo gli ultimi scontri in Parlamento, ha se non una 'dead line' quanto meno un appuntamento da rispettare: la sentenza della Consulta sul conflitto di attribuzioni sollevata nella passata legislatura dalla stessa Vigilanza nell'ambito della vicenda del consigliere Angelo Maria Petroni.
Una decisione è attesa per l'8 luglio, e il rischio potrebbe essere quello di una sentenza che contenga un riferimento alle fonti di nomina del Cda, oggi nelle mani della Vigilanza, che aprirebbe la questione dell'affidabilità della legge Gasparri che le ha stabilite.
In quest'ottica, una accelerazione nel rinnovo del board di Viale Mazzini potrebbe essere un'esigenza sentita da tutti gli schieramenti politici. "Le istituzioni devono essere messe in condizione di lavorare e di decidere nell'interesse di tutti", ha commentato Roberto Rao, componente della Vigilanza per l'Udc.
"Non vorremmo, nonostante le dichiarazioni apparentemente buoniste di Pdl-Lega-Mpa, che dietro questo stop ci fossero trattative, o peggio contrattazioni, sul servizio pubblico radiotelevisivo estranee alla funzione della Vigilanza", ha concluso Rao.
Mentre il candidato Orlando ha detto al termine della riunione di Vigilanza di sentirsi "testimonial di un principio istituzionale, rappresentato dal fatto che il presidente della Commissione di vigilanza Rai spetta all'opposizione".
(Adnkronos)
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