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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 14:08
RAPPORTO AMNESTY'08: I DIRITTI UMANI NEGATI - ECCO LE VIOLAZIONI Stampa E-mail
28/05/2008
28 MAG “LEADER MONDIALI CHIEDANO SCUSA PER 60 ANNI DI FALLIMENTI” - A sessant'anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti umani, Amnesty International chiede ai leader mondiali di porgere le proprie scuse per le promesse disattese, invitandoli a rinnovare subito gli impegni per il rispetto di quei principi sottoscritti nel 1948.

tortura_fm.jpg L'occasione e' la presentazione del Rapporto Amnesty 2008 che in 590 pagine analizza la situazione dei diritti umani lo scorso anno in 150 Paesi. ”I governi devono scusarsi per aver tradito i principi della Dichiarazione universale e per sessant'anni di fallimenti”, ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, ricordando che 'il 2007 e' stato caratterizzato dall'impotenza dei governi occidentali e dall'ambiguita' o riluttanza delle potenze emergenti rispetto ad alcune delle peggiori crisi dei diritti umani'.

USA ED UNIONE EUROPEA
Lascia 'sbigottiti', in primo luogo, l'atteggiamento degli Usa, che come Stato piu' potente del mondo 'ispirano la linea di condotta agli altri governi. Ma la guerra al terrore e' stata, anche nel 2007, il contesto in cui e' stata commessa la gran parte delle violazioni dei diritti umani. Centinaia di prigionieri a Guantanamo Bay (base Usa a Cuba) e a Bagram (Afghanistan) e migliaia in Iraq non sono ancora stati processati ne' addirittura formalmente accusati. 'Il presidente Bush - denuncia inoltre Amnesty - ha autorizzato la Cia a ricorrere ancora alla detenzione e agli interrogatori segreti, sebbene cio' si configuri come crimine internazionale di sparizione forzata'. Un crimine commesso con la complicita' di alcuni Paesi membri dell'Unione Europea che, secondo Amnesty, si sono voltati dall'altra parte o hanno partecipato direttamente a casi di sequestro, detenzione segreta e trasferimento illegale di prigionieri verso Paesi in cui sono stati sottoposti a torture o ad altri maltrattamenti. 'Nel 2007 sono emerse nuove prove sul coinvolgimento di paesi europei nelle 'extraordinary rendition' e nessun governo dell'Unione ha preso misure per impedire che si ripetano', ha detto Pobbiati. 'L'Ue continua a professarsi un'unione di valori basata sul rispetto per lo stato di diritto, ma come puo' chiedere il rispetto dei diritti umani a Paesi come la Cina, l'Iran o il Sudan, quando i suoi stessi membri favoriscono l'uso della tortura?'

Nonostante la moratoria contro la pena di morte approvata dalle Nazioni Unite e la generale tendenza registrata negli ultimi anni verso l'abolizione o la sospensione delle esecuzioni capitali, Amnesty riporta che almeno 1252 persone sono state giustiziate nel mondo.

1252 ESECUZIONI CAPITALI, SOLO IN CINA 470. Nella sola Cina, dove le statistiche sulla pena di morte sono considerate segreto di Stato, si stimano almeno 470 esecuzioni. 'La Cina puo' cogliere l'occasione dei Giochi di Pechino per migliorare il suo curriculum in tema di diritti umani', ha auspicato Pobbiati ricordando le limitazioni della liberta' di espressione e i buchi neri del sistema giudiziario che permangono nel gigante asiatico.

RUSSIA REPRESSO IL DISSENSO Anche la Russia ha represso nel corso del 2007 il dissenso politico e le manifestazioni pacifiche come il Gay Pride. Giornalisti e avvocati sono stati minacciati e aggrediti. L'impunita' in Cecenia ha spinto alcune vittime a cercare giustizia alla Corte europea dei diritti umani a Strasburgo. 'Tutto questo accade a fronte di un'opinione pubblica sempre piu' sensibile', ha sottolineato il presidente di Amnesty Italia. 'Basti pensare alla fiaccola olimpica braccata in tre continenti da attivisti che, in tema di diritti umani, hanno le idee molto piu' chiare di chi li governa - ha concluso -. I governi devono dire da che parte stanno: se la Dichiarazione universale dei diritti umani e' da rispettare o se e' facoltativa'

cappio169.jpgLE VIOLAZIONI IN CIFRE

- Questi alcuni dei dati forniti da Amnesty in occasione della presentazione del Rapporto 2008:

- 1252: le condanne a morte eseguite in 24 Paesi;

- 81: i Paesi in cui sono stati documentati casi di tortura o altri trattamenti crudeli, inumani e degradanti;

- 23: i Paesi in cui sono state evidenziati leggi discriminatorie nei confronti delle donne;

- 15: i Paesi in cui sono state evidenziati leggi discriminatorie nei confronti dei migranti;

- 14: i Paesi in cui sono state evidenziati leggi discriminatorie nei confronti delle minoranze;

- 600: le persone detenute senza accusa, processo o revisione giudiziaria nella base aerea statunitense di Bagram, in Afghanistan;

- 25.000: le persone detenute dalla Forza multinazionale in Iraq;

- 54: i Paesi in cui sono stati riscontrati procedimenti giudiziari iniqui;

- 270: le persone ancora detenute nella base Usa di Guantanamo Bay dal 2002 senza accusa ne' procedimento legale corretto.

- 550: le postazioni militari e altri blocchi imposti da Israele che hanno limitato o impedito il movimento dei palestinesi all'interno della Cisgiordania;

- 45: i Paesi in cui sono stati registrati 'prigionieri di coscienza';

- 77: i Paesi in cui sono state riscontrate leggi limitative della liberta' di espressione e di stampa;

- 700: i 'prigionieri di coscienza' ancora in carcere alla fine del 2007 in Birmania, tra le migliaia di persone arrestate durante la repressione delle manifestazioni pacifiche di agosto e settembre;

- 39: i sindacalisti arrestati assassinati in Colombia; nei primi mesi del 2008 i morti sono gia' stati 22.

- 14% della popolazione del Malawi affetta da Hiv/Aids e solo il 3% di essa ha accesso ai farmaci anti-retrovirali gratuiti; un milione di bambini reso orfano per cause mortali collegate al virus

amnety.jpgLE RACCOMANDAZIONI PER IL 2008 - Amnesty International esorta le maggiori potenze mondiali - in particolare Usa, Ue, Russia e Cina - a 'dare l'esempio' nel rispettare la Dichiarazione universale dei diritti umani dopo 'sessant'anni di fallimenti'. Nel 2008 la Cina dovra' cogliere l'occasione delle Olimpiadi di Pechino per 'consentire piena liberta' di espressione e di stampa e porre fine alla rieducazione attraverso il lavoro'.
Gli Stati Uniti, che si apprestano a cambiare presidente, ' dovranno chiudere il centro di detenzione di Guantanamo e le strutture detentive segrete, processare i prigionieri oppure rilasciarli e respingere inequivocabilmente l'uso della tortura'. Amnesty auspica che anche in Russia il cambio di presidente comporti un cambio nell'approccio ai diritti umani.
Mosca 'dovra' mostrare maggiore tolleranza verso il dissenso politico e nessuna indulgenza per le violazioni dei diritti umani in Cecenia'. Amnesty invita infine l'Unione europea a 'indagare sulla complicita' dei suoi Stati membri nelle 'rendition' di sospetti terroristi e pretendere dai suoi membri il medesimo rispetto dei diritti umani che chiede agli altri Paesi del mondo'.

 


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