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Ultimo aggiornamento: 16.05.2008 ore 20:56
RAPPORTO APAT: nel 2006 abbiamo prodotto 32,5 mln di tonnellate di rifiuti. +2,7% rispetto al 2005 Stampa E-mail
06/02/2008

6 Feb. - Novità e conferme dal Rapporto Rifiuti Apat 2007, presentato oggi a Roma dal presidente dell'Agenzia, Giancarlo Viglione, alla presenza del ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Cresce ancora, infatti, la produzione nazionale di rifiuti urbani e si attesta, nel 2006, a 32,5 milioni di tonnellate con un incremento, rispetto all'anno precedente, superiore al 2,7% (circa 860 mila tonnellate).

rifiutistrada2.jpgA differenza degli anni precedenti, l'aumento piu' consistente si osserva al nord Italia, la cui produzione cresce del 3% circa, a fronte dei quasi 2,9 punti percentuali al Sud e dell'1,8% osservato al Centro.
E' quest'ultima macroarea, al contrario, a registrare il valore maggiore pro capite nella produzione di rifiuti: con 638 kg per abitante per anno, infatti, le regioni centrali conquistano l'infelice primato, distaccandosi nettamente dal Sud (509 kg) e dal Nord (544 kg).
In termini percentuali, tuttavia, le regioni meridionali registrano incrementi piu' del resto d'Italia: circa il 3%, in contrapposizione al 2,4% del Nord e una sostanziale stabilita' del
Centro (-0,2%).
Nello specifico, e' la Toscana, con 700 kg pro capite, la regione che produce il quantitativo maggiore di rifiuti, seguita da Emilia Romagna (677 kg), Umbria (661 kg) e Lazio (611 kg); in coda alla classifica, la Basilicata, con 401 kg pro capite, il Molise (405 kg), la Calabria (476 kg), il Friuli Venezia Giulia (492 kg) e il Trentino Alto Adige.

La Lombardia mantiene il primato virtuoso di regione che conferisce in discarica la percentuale inferiore di rifiuti urbani prodotti: 17% del totale, nonostante un incremento dell'11,5%, in parte ascrivibile all'aumento della produzione dei rifiuti (+3,8%).
In crescita anche i dati relativi alla Liguria, con un aumento del 16,2%, imputabile ai conferimenti in discarica provenienti da altre regioni.
Si conferma il divario tra centro-sud e nord del Paese emerso nelle passate edizioni del Rapporto Rifiuti APAT: rimangono nelle posizioni basse della classifica, infatti, Sicilia, Molise e Puglia, "responsabili di un ricorso elevatissimo allo smaltimento in discarica (94%, 93% e 91%)", spiega l'APAT. Non distante il Lazio, con oltre 2,8 milioni di tonnellate smaltite e una percentuale pari all'85% di quanto prodotto; la sola citta' di Roma, nel 2006, ne ha smaltito in discarica 1,5 milioni di tonnellate, a fronte dei 2 milioni dell'intera provincia.
Cambiano destinazione, al contrario, i rifiuti della Sardegna, forte del suo 12,7%, legittimato dalla crescita della raccolta differenziata. Per la Calabria, invece, si registra un abbattimento di tale valore (-19,5%), tuttavia giustificato dal crescente avvio di RU in impianti per l'incenerimento. Il ricorso alle altre forme di gestione appare abbastanza stabile: l'incenerimento registra una diminuzione dello 0,1%, mentre il trattamento meccanico biologico ed il compostaggio da matrici selezionate aumentano, rispettivamente, dello 0,6% e dello 0,2%.
Nel complesso positiva la diffusione della raccolta differenziata, tuttavia ancora lontana dall'obiettivo del 40%, da raggiungersi entro il 31 dicembre 2007 e introdotto dalla legge 27 dicembre 2006, n. 296.
A livello nazionale, infatti, la raccolta differenziata registra una percentuale del 25,8% della produzione totale dei rifiuti urbani, contro il 24,2% rilevato nel 2005. In valore assoluto, la crescita del settore e' quantificabile in 700 mila tonnellate, grazie soprattutto al contributo del nord Italia (circa 447 mila tonnellate, pari all' 8,3%), in cui la raccolta differenziata e' ben sviluppata gia' da anni. Si rileva, tuttora, un sensibile divario tra le diverse macroaree geografiche; infatti, mentre il Nord, con un tasso di raccolta pari al 40% raggiunge, con un anno di anticipo, l'obiettivo del 2007, il Centro ed il Sud, con percentuali rispettivamente pari al 20% ed al 10,2%, risultano ancora decisamente lontani da tale obiettivo. Va comunque rilevato il forte incremento del Sud (+19%).
E' il Trentino Alto Adige la regione con una maggiore percentuale di differenziata (49,1%), seguita a ruota da Veneto (48,7%), Lombardia (43,6%) e Piemonte (40,8%).
In Campania, per la quale il dato complessivo regionale raggiunge l'11,3%, si evidenzia un mosaico eterogeneo: la raccolta differenziata si attesta intorno al 20% nelle province di Salerno (21,3%) e Avellino (19,3%), per poi ridursi in riferimento alle province di Benevento (13,3%), Caserta (9,5%) e Napoli (8%). (ITALPRESS)

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