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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 20.07.2008 ore 07:27
RED LIST: 16.306 specie a rischio estinzione Stampa E-mail
27/12/2007
27 dic. - Stando alla Lista Rossa pubblicata da IUCN - Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) il 39% delle piante, degli animali e di altri organismi viventi sottoposti a valutazione sono sicuramente a rischio, ovvero 16.306 specie che rischiano l'estinzione.
iucn_280x200.jpg Il numero degli animali, piante e altri organismi la cui sopravvivenza è minacciata, sta aumentando di anno in anno, ma ci sono ancora delle speranze, avverte il Wwf, che ha redatto un sintetico elenco di vincitori e perdenti per il 2007.
Per alcune specie, grazie a misure protettive e all’impegno delle organizzazioni ambientaliste, si sta assistendo a una leggera inversione di tendenza.
Stando alla Lista Rossa pubblicata quest’anno dall’ Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) , il 39% delle piante, degli animali e di altri organismi viventi sottoposti a valutazione sono sicuramente a rischio.
Ciò corrisponde a un patrimonio di 16.306 specie, un numero che nel 1996 ancora si collocava a quota 10.533. La curva della minaccia segna una brusca impennata e nessun mutamento di tendenza è in vista, rileva in un comunicato il Wwf.
Tra le specie perdenti per l’anno che volge al termine figurano il gorilla, per colpa del bracconaggio selvaggio, del virus Ebola e della turbolenta congiuntura politica nei Paesi dell’Africa Centrale.
Nella Lista Rossa dell’IUCN, ora i gorilla di montagna sono classificati come specie «fortemente minacciata».
Vi è poi il tonno rosso.
Una volta di più, le flotte peschereccie europee hanno superato in misura massiccia le quote di pesca, prime fra tutte quelle di Spagna e Francia.
Segue il giaguaro, originariamente diffuso dal sud degli Stati Uniti fino al Sudamerica meridionale.
Negli ultimi decenni la sua area di diffusione si è ridotta del 50% e oggi si stima che la densità di popolazione del giaguaro nel punto di confluenza dei tre Stati di Argentina, Paraguay e Brasile sia da cinque a sei volte inferiore rispetto al 1990. Non è finita.
Che dire del corallo rosso? Sfruttamento selvaggio, temperature dell’acqua in aumento e spietati metodi di pesca hanno già distrutto molte barriere coralline.
Ma ora la minaccia sta crescendo, poichè proprio il corallo rosso nell’industria della gioielleria viene utilizzato in grandi quantitativi.
La domanda presentata nel mese di giugno affinchè questa specie di corallo venisse inclusa nella Convenzione di Washington sulla protezione delle specie è stata respinta dagli Stati contraenti.
Esso rimane quindi senza alcuna tutela e il suo commercio può proseguire indisturbato.
Infine un grave rischio è corso dalla lince. Dopo lo sterminio di cui fu oggetto nel 19° secolo, dagli anni ’70 il reinsediamento di questo felino ha reso possibile un lento ma costante incremento della popolazione.
Purtroppo nel 2007 le linci hanno subito una drastica riduzione nelle Alpi nordoccidentali e le autorità cantonali presumono che ciò sia soprattutto da addebitare al bracconaggio.
È comunque un brutto colpo per la diffusione della lince, perchè la sua consistenza numerica sulle Alpi svizzere continua a essere troppo esigua per assicurarne la sopravvivenza nel lungo periodo.
Ma ci sono anche buone notizie, rileva il Wwf.
Tra i vincitori per il 2007 figura il gipeto barbuto (avvoltoio degli agnelli).
Oggi sono circa un centinaio gli esemplari di questa specie che si librano nell’aria dello spazio alpino. Segue il naso, un raro pesce che ancora pochi decenni fa era una delle specie predominanti nei nostri fiumi, mentre oggi è classificato come «minacciato di estinzione» ed è protetto in tutta Europa.
La sua sopravvivenza in Svizzera è essenzialmente legata a dieci luoghi di cova.
Buone notizie anche per la tigre dell’Amur. Per la prima volta da 30 anni a questa parte, i team di ricerca del WWF hanno trovato tracce della rara tigre siberiana a nord del fiume Amur. Il censimento più completo finora effettuato della tigre siberiana ha indicato che alcuni esemplari erano migrati verso nord per oltre 900 km, varcando addirittura il confine verso la Cina.
La migrazione di questa tigre è un buon segno.
In Cambogia, sulle rive del Mekong, è stata riscoperta una tartaruga di acqua dolce tra le più grandi e rare: la tartaruga gigante del Cantor. Si riteneva che questa rara specie fosse ormai estinta. (LaStampa)
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