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di Clarida Salvatori - Modella brasiliana, ha debuttato sul piccolo schermo in “Urban Legends” accanto
ad Andrea Pellizzari. Testimonial di marchi prestigiosi la bellissima top model è pronta a conquistare il pubblico con la forza
di un incredibile sguardo È nata una stella. E dalle passerelle è arrivata
direttamente al piccolo schermo.
Così Regina Fioresi, splendida ventiduenne brasiliana, si candida a
diventare il nuovo volto di Italia Uno, dal momento che è la presenza
femminile fissa del nuovo programma Urban Legends. Umile, solare,
attenta ai problemi che la circondano, da lei tante starlette di casa
nostra avrebbero da imparare qualcosa.
Regina, questa è la tua prima esperienza televisiva?
Come partecipazione ad un programma sì. Prima però ho fatto delle
pubblicità e dei videoclip musicali.
Così passerai dalle sfilate, dove quello che conta è l’aspetto fisico,
alla tv dove invece dovrai parlare e interagire.
Hai paura?
Un pochino sì. Come succede sempre per le prime volte. Io sono un tipo
apprensivo e perfezionista. Per me ogni difetto è un problema. Ma io ci
provo e vediamo come va.
Come sei arrivata al nuovo programma di Italia Uno, “Urban Legends”?
Avevo sentito parlare del provino per un nuovo programma e così ci sono
andata. È andato bene e il giorno dopo mi hanno richiamato per dirmi
che erano interessati a me. Non è stata la follia di un momento, quello
di fare tv è un pensiero che ho sempre avuto. Tempo fa ero stata
contattata anche per un film di Pieraccioni.
C’è una leggenda metropolitana che ti ha colpito particolarmente?
In realtà in Brasile non ne esistono, sono più un’invenzione degli
Stati Uniti. Però mi ricordo di aver sentito spesso parlare di un
coccodrillo che viveva nelle fogne di New York.
E in Brasile cosa si racconta?
Si raccontano storie legate alla tradizione degli Indios. E a me piace
molto quella che parla di un piccola creatura che vive nella giungla,
con i piedi girati all’indietro e tutta rossa. Ma sono tutte molto
belle perché parlano di personaggi fantastici.
Adesso che sei entrata nel mondo della tv, continuerai comunque a
sfilare?
È una parte del mio lavoro che mi piace molto e finché ci riesco
continuerò a dedicarmi ad entrambe le attività. Se poi dovrò scegliere
si vedrà. Nel frattempo si saranno aperte anche altre porte. Chissà…
magari quelle del cinema.
Quando è iniziata la tua carriera?
Avevo 16 anni quando in Brasile ho partecipato a un concorso di
bellezza internazionale e sono arrivata al quarto posto. Per me è stata
una sorpresa. Da lì ho cominciato a girare il mondo e a lavorare: ho
passato sei mesi a San Paolo, da sola, in una città di 20 milioni di
abitanti. Poi altri sei a New York.
Ma perché una ragazza sceglie di fare l’indossatrice? Cosa si prova a
sfilare su una passerella?
Io non l’ho scelto, per me non è mai stato un sogno.
Con questo mestiere si inizia quando si è molto piccole e non si hanno
grandi ambizioni. Io poi non ero per niente femminile, non rubavo i
tacchi della mamma, non mi truccavo.
Successivamente ho imparato a sfruttare questa professione, soprattutto
per conoscere altri Paesi, altre lingue e altre culture. Nelle prime
sfilate ti sembra di morire, non ti fidi di te stessa,
del tuo modo di camminare e sai che appena entrerai in passerella ti
troverai davanti ad un muro di fotografi e che non vedrai niente. Anche
questo, con il tempo, impari a viverlo in maniera piacevole.
Cosa vuol dire, a soli 22 anni, essere stata già la testimonial di
grandi maison come Valentino, Dior e Thierry Mugler?
È bellissimo, sono lavori di prestigio che ti fanno sentire
soddisfatta. Nel nostro mestiere le campagne pubblicitarie, cioè quando
un’azienda prende la tua faccia come marchio di un prodotto,
rappresentano il livello più alto a cui si possa aspirare.
Ma non bisogna dargli troppa importanza, le campagne durano sei mesi e
poi al tuo posto entreranno altre ragazze.
Ti è capitato di sfilare con qualcuna delle modelle tanto rinomate?
Ho lavorato con Naomi Capmbell e con Kate Moss a New York, con Gisele
Bundchen
in Brasile, con Adriana Lima e con tante altre.
Spesso la figura della fotomodella viene associata a quella
dell’anoressia. È davvero un problema così diffuso?
È un problema che io già conoscevo e al quale sono molto sensibile,
anche perché ho due genitori medici. Tante ragazze ne soffrono e, se
posso, cerco di aiutarle. Tuttavia non credo che sia un fenomeno legato
solo al mondo della moda. Ho avuto amiche che ne hanno sofferto pur non
facendo le modelle.
Hai visto al riguardo la nuova campagna pubblicitaria di Oliviero
Toscani? Cosa ne pensi?
Sono rimasta molto sorpresa dal fatto che, in Italia, abbiano permesso
una foto così. Ha un impatto fortissimo su chi la guarda e, secondo me,
funziona: ne stanno parlando tutti e ciò significa che si concentra
grande attenzione sul problema.
Si può essere indossatrice e avere un’alimentazione normale e
equilibrata?
Normalissima. Io mangio anche di più della maggior parte delle persone.
Faccio cinque pasti al giorno e non faccio differenze tra pasta, carne,
gelati e cioccolata. Quello che non si sa è che spesso noi modelle
siamo così magre perché abbiamo un metabolismo molto veloce.
Ti capita di passare il tuo tempo libero dietro i fornelli?
Sì, sono un’amante della cucina. Quando sono arrivata in Italia ho
imparato a fare la pasta a mano e poi le lasagne e il pane.
Un po’ di tempo fa, con lo scandalo che ha coinvolto Kate Moss si è
parlato anche del binomio modelle-cocaina…
Purtroppo ho visto più di quello che avrei voluto vedere. Le modelle, a
New York, vanno in giro con le star di Hollywood e con i cantanti. E la
droga lì è un’abitudine normale. Te la offrono come se fosse alcool. è
pericolissimo anche perché, molte volte, vengono coinvolte ragazze
giovanissime. Personalmente sono contraria all’uso di droghe perché,
già da bambina, ho visto come ti riducono. Mi ricordo ancora di quando
i miei genitori mi portavano nelle cliniche e il solo ricordo mi fa
male. Ma da sola non posso far molto. Non credo ci sia un modo per
frenare tutto questo.
Cosa ti aspetti da questa esperienza televisiva?
Solo che sia una bella e piacevole esperienza. E spero anche di
imparare qualcosa e di crescere come persona.
Hai già altre offerte dal piccolo schermo?
Magari ne avessi.
E dal grande?
Ho ricevuto delle proposte prima dell’estate, ma sono molto selettiva.
Anche se recitare mi piace. Ho studiato per undici anni danza classica,
sono una ballerina e mi piace il palcoscenico, mi piace interpretare.
I tuoi occhi sono fantastici, è una caratteristica di famiglia?
In realtà nessuno in casa mia ha occhi di questo colore: sono un strano
mix tra quelli marroni di mio padre e quelli verdi di mia madre. E ogni
volta che faccio un provino per un lavoro non so mai cosa scrivere
sulla mia scheda alla voce “occhi”.
A chi somigli di più fisicamente?
Nei lineamenti del viso, nel colore della pelle, a mio padre.
Fisicamente, per la magrezza, a mia madre.
E di carattere?
Non lo so. Con mio padre ho vissuto solo dieci anni perché poi i miei
genitori si sono separati. Però credo di aver preso la professionalità
e la precisione dalla mamma,
la sensibilità dal papà.
Sei una donna molto decisa?
Sì. Quando voglio qualcosa, in genere la ottengo.
Secondo te serve la cultura anche ad una modella?
Serve a tutti. Bisogna studiare tutti i giorni per crescere, c’è tanto
da imparare, da sapere e da conoscere.
Leggi i giornali?
Sì, sempre. Se posso anche mentre mi truccano, tengo un occhio aperto
per leggere. E poi vado spesso su Internet a cercare le notizie dal
Brasile.
E i libri?
Tanti. Li leggo in italiano, in inglese e in portoghese.
Qual è il tuo preferito?
“Il segreto”, me lo ha fatto conoscere una mia amica australiana. È
un’auto conoscenza. Ho anche il dvd, che è bellissimo.
Nel tempo libero cosa fai?
Di tutto. Nelle ultime due settimane per esempio ho dipinto i muri di
casa, oppure leggo, vado al parco col mio cane, ballo, vado in
palestra, a nuotare, a correre, studio...
Ti piace viaggiare?
È la parte del mio lavoro che mi piace di più. Appena ho un po’ di
tempo parto per Parigi, New York e Milano.
Il viaggio che vorresti fare e che ancora non hai fatto?
La Thailandia. Vorrei conoscere meglio l’oriente. Non sono proprio il
tipo di modella che lavora molto lì. A loro piacciono le bionde, con la
carnagione chiara. Io, invece, nei tratti sono molto brasiliana. di Clarida Salvatori
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