| Renato Marotta, attore del film-tv "Io non dimentico", si racconta a Clandestinoweb |
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| 10/01/2008 | |
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10 gen. - di Giovanni Zambito - Con risultati più che lusinghieri
(una media oltre ai sei milioni di telespettatori), su Canale 5 è appena andata
in onda la fiction "Io non dimentico" per la regia di Luciano Odorisio, e con un
cast di tutto rispetto che annoverava come protagonisti della vicenda Manuela Arcuri e Brando
Giorgi, e la partecipazione di Giancarlo Giannini, Angela Molina, Elena Russo, Giovanni
Scifoni, Sergio Muniz. Una storia di
passione con la camorra sullo sfondo: un lavoro piuttosto impegnativo sulle
tracce del film "La sfida" di Francesco Rosi e che pur attingendo poco dal
reale, ha citato il caso di Franca Viola, la prima donna siciliana che rifiutò
il matrimonio riparatore, diventando un simbolo della crescita civile dell'Italia
nel secondo dopoguerra e dell'emancipazione delle donne italiane.
Il pubblico avrà certamente notato anche la bella performance nel ruolo di Peppiniello del giovane Renato Marotta, trentatré anni, nato a Laurina (Salerno). L'artista si racconta a Clandestinoweb e confessa la soddisfazione provata per il successo di "Io non dimentico": "Sono contentissimo - dice -: abbiamo stravinto con quasi 6milioni e 900mila spettatori". Il fatto di cominciare ad essere popolare è importante per un giovane attore, vero? "È inutile dire ipocrisie: è così, è bello sentirsi vicini alla gente che comincia a riconoscerti per strada. Per me poi rappresenta un'ulteriore occasione per comunicare arte a più persone possibili. Il riscontro avuto nella mia terra è poi stato splendido e gratificante" Questa esperienza lavorativa è stata anche formativa: lavorare a fianco di un attore come Giannini... "La reputo una grande fortuna. Avevamo già lavorato insieme in ‘L'onore e il rispetto', il mio primo ciak in assoluto: mi ricordo che alla fine lui si complimentò con me in napoletano dicendomi ‘Bravo, guaglio'!' e sentii un brivido scendermi lungo la schiena. Adesso l'ho ritrovato certo con meno timore ma per me rimane sempre un maestro, una divinità e con me si è comportato come un collega mettendomi a mio agio. Anche se insieme abbiamo girato poche scene io ne spiavo la preparazione, la recitazione e come si proponeva per ‘rubare' quanto più possibile della sua bravura" Di che cosa un giovane deve essere subito consapevole per diventare un bravo attore? "Alla domanda che mi fecero nel backstage della fiction ‘Che cosa non dimentichi?' io risposi ‘Le mie origini'. La risposta bisogna ritrovarla nel proprio dna, non dimenticandosi da dove si proviene e domandarsi sempre ‘Sto in linea con quello che voglio essere e rappresentare?'. Quindi, è essenziale che non si scordi mai chi si è" Hai recitato in ‘L'onore e il rispetto' e in ‘Io non dimentico'. Recentemente è stato trasmesso il film su Riina e prossimamente andrà in onda quello su Provenzano. Tutti questi film incentrati sulla criminalità che effetto sortiscono secondo te? "Queste figure possono sembrare dei miti, ma non lo sono affatto. Poco tempo fa una signora di 60 anni di cultura medio bassa mi ha confessato di amare le storie dove c'è sangue ma che comunque ritraggono cose che accadono realmente, ma soprattutto apprezza il finale positivo e allegro. Ecco, credo che per molte persone questi film sia come avvicinarsi parzialmente a leggere un giornale e conoscere fatti della storia attuale. L'importante è il giusto dosaggio sulla morale della storia e comunicare il senso di lealtà verso la giustizia" Come vivi l'attuale situazione d'emergenza della tua Campania? "Venendo in auto, dall'autostrada Salerno-Reggio Calabria vedevo già i cumuli di immondizia. Provo rabbia e vergogna per un sistema politico che non basa le proprie azioni sulla cultura. Questa immondizia è emersa adesso ma era nascosta da anni, latente nelle menti delle persone che hanno governato, un qualcosa da sempre esistito. Bisogna ripartire da zero, dalla scuola, dalla base" La colpa è solo dei politici? "In effetti spesso vige la cultura del delegare e lasciar fare agli altri che testimonia qualcosa di malsano che c'è nell'atteggiamento generale" Presto andrà in onda il film ‘Vita da paparazzi' di Pingitore in cui reciti anche tu: credi ci sia un limite da porre fra la notorietà e l'invasione dei media? "Ogni artista che fa spettacolo non può esimersi dall'essere un personaggio pubblico: deve quindi stare al gioco e se si mostra una persona lineare e di spirito, non avrà alcun problema. Se invece c'è qualcosa in cui esagera deve comunque scendere in pista e continuare a ballare" Ho visto le tue belle foto sul sito: ti consideri un sex simbol? "No: mi accetto, mi piaccio. Guardando le mie foto da bambino, mia madre mi ricorda quanto fossi bello e che oggi non me ne devo preoccupare perché un uomo non deve esserlo. Per me è importante che dal viso traspaia quello che ho dentro e poi sono pure basso..." Sogni di tornare al teatro con maggior carica? "Certo: è il mio sogno. Sto preparando un'installazione particolare per il Sud con Maria Pia D'Orange, un'artista geniale che ha inventato la tecnica pittorica satellitare e con mio cognato Lillo De Marco, un musicista noto nel Cilento: si tratta di uno spettacolo con molti linguaggi, quello visivo, narrativo e musicale. Una bella cosa per la mia terra" Ne fai sempre riferimento, eh? "Logico: ho bisogno di venire a dissetarmi"
Giovanni Zambito |
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