| SALDO POSITIVO DI 905MLN PER IL COMMERCIO CON L'ESTERO |
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| 16/04/2008 | |
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16 Apr. - A febbraio, gli scambi commerciali tra l'Italia e i paesi dell'Ue hanno fatto registrare un saldo positivo di 905 mln, contro il 'rosso' di 125 mln del febbraio 2007. Lo rende noto l'Istat: in particolare, le esportazioni sono aumentate del 6,4% su base annua e delle importazioni dello 0,5%. Su base mensile, invece, e cioe' rispetto a gennaio scorso, le
esportazioni sono salite dello 0,2%, le importazioni dello 0,7%. A febbraio, su base mensile, segnala l'Istat, i dati indicano un incremento dell'1,7 per cento
per le esportazioni e dello 0,6 per cento per le importazioni. Nel periodo gennaio-febbraio, invece, le esportazioni hanno
segnato, rispetto allo stesso periodo del 2007, un incremento dell'11,1 per
cento e le importazioni dell'8,2 per cento. Nello stesso periodo il saldo e'
stato negativo per 4.513 milioni di euro, rispetto al deficit di 5.559 milioni
di euro rilevato nello stesso periodo del 2007.
Nel dettaglio, l'Istat rileva che per le esportazioni, un andamento tendenziale positivo in ogni raggruppamento principale per tipologia di beni; i maggiori incrementi si rilevano per l'energia (più 39,8 per cento) e i beni strumentali (più 11 per cento), mentre risultano inferiori alla media gli incrementi dei beni di consumo non durevoli (più 10,4 per cento), dei prodotti intermedi (più 9,6 per cento) e dei beni di consumo durevoli (più 5 per cento). Per le importazioni si rilevano aumenti in ogni raggruppamento principale salvo che per i prodotti intermedi (meno 1,9 per cento); l'incremento maggiore riguarda l'energia (più 26,1 per cento). Incrementi più contenuti si rilevano invece per i beni strumentali (più 4,7 per cento), per i beni di consumo non durevoli (più 4,1 per cento) e per i beni di consumo durevoli (più 0,8 per cento). Infine, facendo un'analisi per settore di attività economica, emergono per le esportazioni andamenti tendenziali positivi in ogni settore di attività economica. Gli incrementi maggiori riguardano i prodotti petroliferi raffinati (più 37,4 per cento), i prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca (più 23,2 per cento), le macchine e apparecchi meccanici (più 18,4 per cento) e i prodotti alimentari, bevande e tabacco (più 17,6 per cento). Per le importazioni, tassi di crescita elevati si rilevano per i minerali non energetici (più 37 per cento), i minerali energetici (più 29,4 per cento), i mobili (più 17,5 per cento), i prodotti petroliferi raffinati (più 16,9 per cento) e le macchine ed apparecchi meccanici (più 15,2 per cento). Le variazioni negative riguardano energia elettrica, gas e acqua (meno 26,6 per cento), prodotti chimici e fibre sintetiche e artificiali (meno 9,4 per cento), metalli e prodotti in metallo (meno 3,5 per cento) e mezzi di trasporto (meno 2,1 per cento). (AGI) |
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