| Sanità: le eccelenze, Ferrazzi 7 anni per scoprire la "molla" salva vita. |
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| 01/11/2007 | |
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di Francesco Fusco
1 Nov. - Salverà le persone afflitte da scompensi cardiaci una molla per il cuore
e ci restituisce l’Altra Italia.
La scoperta è degli Ospedali Riuniti di Bergamo ed è costata sette anni di lavoro diuturno e silenzioso e potrà salvare da sicura morte decine di milioni di persone nel mondo.
Mentre la politica, la magistratura, la stampa italiane si azzuffano dando del nostro Paese una immagine scombiccherata, spesso incomprensibile agli osservatori internazionali, l’Altra Italia lavora, studia, esperimenta, vince. Un’Italia fatta di uomini che si alzano ogni mattina, vanno al lavoro, elaborano idee, le trasformano, e unendosi ad altri settori di attività le fanno diventare una carta In silenzio, per sette anni inseguono un’idea nata dall’osservazione attenta, e oplà, scatta la molla, trovano una soluzione per un male che affligge fra Stati Uniti ed Europa 11,5 milioni di pazienti e procura solo in queste due aree 550mila morti all’anno. Già, si tratta di una molla, si, una semplice molla, ma capace di curare chi soffre di scompenso cardiaco, un anello elastico capace di regolare l’attività del cuore. Lo spiega con parole che non suonano altisonanti, come certi sterili proclami che ottengono tuttavia i titoli di testa dei giornali, Paolo Ferrazzi il direttore del Dipartimento Cardiovascolare degli Ospedali Riuniti di Bergamo al quale si deve l’invenzione resa pubblica dall’autorevole rivista scientifica Journal of American College of Cardiology. "E' un'idea semplice e originale - ha spiegato Ferrazzi, - nata dall'osservazione clinica dei pazienti con scompenso cardiaco. Nel nostro studio sperimentale, un anello costituito da una molla metallica e' stato impiantato all'interno di cuori dilatati. Coordinandosi con i battiti cardiaci, l'anello agisce durante la fase di riempimento del ventricolo sinistro, restituendo la forza incamerata durante la contrazione e utilizzando l'energia che solitamente in un cuore dilatato e' dissipata". Semplice, no, come tutte le idee geniali.
Ma la molla deve essere biocompatibile, deve resistere per circa 120mila battiti cardiaci al giorno e 500 milioni di battiti in dieci anni. Occorreva trovare chi potesse realizzarla e Ferrazzi si è rivolto al Mollificio MSA S. Ambrogio, una società high-tech italiana. L'anello elastico e' stato ideato e sviluppato interamente nel nostro Paese e rappresenta una nuova speranza per combattere lo scompenso cardiaco.
In Italia lo scompenso cardiaco e' la prima causa di morte. La molla di Terrazzi costituisce una grande speranza per chi ne soffre, capace di restituire a questi sfortunati una vita serena. E l’annuncio di questa ulteriore scoperta, come ci si è arrivati, da parte di una Sanità spesso mal retribuita e maltrattata appena si può, ci restituisce una certezza. Che esiste un’ Altra Italia , fatta di gente seria, capace di avere idee costruttive, di saperle coltivare in silenzio, e di arrivare al traguardo senza inutili proclami, destinati a rimanere solo tali. L’Italia e gli Italiani che tutti nell’intimo vorremmo, e che invece troppo spesso per ideologie sorpassate o per ripicche trascuriamo, avvilendola. Francesco Fusco
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