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Ultimo aggiornamento: 22.11.2008 ore 12:44
SCAJOLA: GENNAIO 2009 ENTRA IN VIGORE LA CLASS ACTION.....PUZZA DI BRUCIATO Stampa E-mail
18/06/2008
18 giu. - Lo ha confermato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola: ''lo ritengo un obiettivo valido e uno strumento di assoluta importanza in mano ai consumatori. Ma per produrre effetti positivi necessita di alcuni ritocchi ''. Domani l'incontro con il Consiglio nazionale dei consumatori. "La class action entrerà in vigore dal prossimo primo gennaio". Lo ha confermato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola al termine di un incontro con il sindaco di Milano Letizia Moratti. L'entrata in vigore della normativa era stata inizialmente fissata per il 29 giugno.
scajoila_280x200.jpgCLASS ACTION RINVIATA - "Qualcuno -ha spiegato il ministro Scajola- ha forse interpretato il rinvio dell'entrata in vigore della class action come se fosse un disconoscimento della sua validità. Lo ritengo un obiettivo valido e lo confermo, così come ritengo sia uno strumento di assoluta importanza in mano ai consumatori".
"Siccome però sia io che il governo riteniamo che questo provvedimento debba produrre effetti positivi -ha proseguito il ministro Scajola- abbiamo il sospetto che così come è stato formulato possa dar seguito ad un vagone di ricorsi. Quindi necessita di alcuni ritocchi e quando vedrà la luce potrà rendere giustizia a chi si sente danneggiato. Per questo -ha concluso il ministro- domani incontrerò il Consiglio nazionale dei consumatori per discutere insieme i ritocchi al progetto di legge".
LA REAZIONE DI ADICONSUM - ''Se il rinvio della class action dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d'accordo, ma temiamo non sia cosi', viste le pressioni di Confindustria''. E' la posizione dell'Adiconsum dopo che il governo ha deciso di far slittare all'inizio del prossimo anno l'entrata in vigore delle misure sull'azione collettiva, che sarebbero dovute scattare dal primo luglio.
''Fin dall'inizio - sottolinea il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi - abbiamo sottolineato come la normativa sulla class action fosse macchinosa, lunga, scarsamente efficace. Se di questo e' convinto anche il ministro Scajola, avra' tutto il nostro appoggio per realizzare le modifiche e non sono i sei mesi l'aspetto determinante''.
Fra le modifiche sostanziali per una normativa efficace, Adiconsum indica l'esecutivita' della sentenza del giudice; il 'no' alla doppia procedura di appello prima sul filtro (l'ammissione dell'azione collettiva) e poi sul merito; il coinvolgimento diretto delle parti in causa, impresa e associazione promotrice dell'azione collettiva, nell'attuazione della sentenza o in un eventuale accordo preventivo, eliminando l'incombenza di una procedura conciliativa assegnata al presidente del Tribunale. Inoltre per l'associazione bisognerebbe sostituire il meccanismo 'in', cioe' la raccolta delle adesioni, con quello 'out', cioe' l'efficacia della sentenza anche nei confronti di coloro che non hanno dato la preventiva adesione, ''in vigore in tutti gli altri Paesi''.
Pieno accordo col ministro Brunetta sull'estensione della class action anche alla Pubblica Amministrazione, che oggi e' esclusa.
CORSO (PDCI), NON CONVINCE RINVIO ATTUAZIONE LEGGE - "Non convince il rinvio dell'entrata in vigore della legge sulla class action annunciato dal ministro Scajola. Ne' convincono le motivazioni da lui addotte. Se la legge, come afferma il ministro, serve a dare giustizia a chi si sente danneggiato e se e' di assoluta importanza per i consumatori, perche' rinviarne l'attuazione? La legge dovrebbe entrare in vigore a luglio. La si vuole migliorare? La si sperimenti e in seguito, se necessario, la si perfezioni". Lo afferma Francesca Corso, assessore della Provincia di Milano alla tutela dei consumatori, sul rinvio dell'entrata in vigore della legge di azione collettiva. "Chi ha chiesto tale rinvio e' Confindustria -continua- mentre chi vuole l'immediata attuazione della legge sono le associazioni dei consumatori. E' percio' originale che si affermi di sostenere gli interessi dei consumatori accettando la proposta dell'altra parte in causa, e cioe' del mondo delle imprese. Temo percio' che questo ventilato rinvio riveli un ritardo culturale; nel nostro Paese si fatica a rappresentare per legge l'equilibrio di interessi fra imprese e consumatori, mentre negli Stati Uniti non e' cosi'".
CODACONS, NO A RINVIO ORDINATO DA CONFINDUSTRIA - ''Siamo assolutamente contrari a qualsiasi rinvio dell'entrata in vigore della legge sulla class action e ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria''. Questo il commento del presidente Codacons, Carlo Rienzi, alla luce delle recenti dichiarazioni del ministro per le Attivita' produttive, Cluadio Scajola. ''Confindustria e Scajola - continua Rienzi - vogliono giustificare il rinvio della class action nascondendosi dietro la bugia che, con la nuova legge, ad arricchirsi sarebbero solo gli studi legali. Niente di piu' falso. Se si legge bene il provvedimento - prosegue - si capisce chiaramente che solo le associazioni senza fini di lucro e riconosciute dallo Stato possono utilizzare lo strumento della class action, che non e' invece utilizzabile dagli studi legali privati'' .
CITTADINANZATTIVA, UN RINVIO CHE SA DI INSABBIAMENTO LA VITTORIA SOLO DELLE LOBBY CHE TEMEVANO LE AZIONI RISARCITORIE - ''E' un pessimo segnale: non era certo il miglior testo possibile, ma rinviarlo sino a gennaio, dopo gli sforzi condotti dalle organizzazioni per testare nei fatti e senza speculazioni questo strumento di tutela, non e' certo un buon avvio per questo Ministro''.
Questa la dura presa di posizione di Cittadinanzattiva in merito al rinvio dell'entrata in vigore delle norme sulla azione collettiva risarcitoria. ''Ci sembra solo una ennesima vittoria delle lobby, parlamentari e non, a danno dei cittadini-consumatori -continua la nota-. Se ieri si parlava di depenalizzare tout court i reati legati al danno da malpractice, oggi questa pessima notizia di un 'rinvio' che sa di insabbiamento, effettuato nonostante la netta opposizione di tutte le organizzazioni dei consumatori e non solo''.
LEGAMBIENTE, ULTERIORE FRENO A PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA - ''Con il rinvio della class action, il governo mette un ulteriore freno alla partecipazione democratica alla vita del Paese e alla tutela dei diritti collettivi dei cittadini. Siamo assolutamente contrari a questa proroga; non vorremmo che fosse la prima di tante, come si usa spesso in Italia, per rinviare alle calende greche l'entrata in vigore di una legge giusta e utile''. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, commenta cosi' il rinvio al primo gennaio 2009 dell'entrata in vigore della legge sulla class action, annunciato dal ministro Scajola.
''La class action puo' essere ritoccata e migliorata anche dopo la sua entrata in vigore; l'importante e' farla partire senza indugi'' prosegue il presidente di Legambiente che rientra tra le associazioni riconosciute a intraprendere un'azione collettiva.
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