| Sicilia 2.0. nella tecnologia la speranza del Sud |
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| 24/11/2007 | |
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24 nov. - Piergiulio Lauriano - Ilconvegno Sicilia 2.0 ha l’obiettivo di mettere attorno ad un tavolo lepiù importanti realtà del settore, ponendole in relazione con leimprese e le giovani generazioni siciliane. Target primariodell’iniziativa sono gli studenti universitari che sulla rete Internet,
con i new media e con le tecnologie disponibilisul mercato, possono costruire nuove opportunità e nuovi business utilia condurre la Sicilia verso nuovi percorsi di sviluppo e versoun’eccellenza che la più grande regione d’Italia ha spesso dimostratodi poter inseguire in molti campi, dalla scienza alla letteratura, allacomunicazione. Il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichèha voluto presenti al convegno tra i relatori, autorevolirappresentanti di Google, Yahoo, Expedia, Apple e Vivendi Games. Tra irelatori si segnalano, tra gli altri, Paolo Liguori, Direttore del Tgcom e Luigi Crespi, Spin doctor editorialista di Clandestinoweb
C'è da aspettarsi un dibattito molto interessante, con la presentazione di casi di studio sulle opportunità di business, ricerca e sviluppo offerte da Internet ed il Web 2.0, la presenza di aziende del calibro di Google, Apple, Yahoo, Vivendi, TgCom e ClandestinoWeb"certificano" l'eccellenza della manifestazione, in una Sicilia che intende essere protagonista nel panorama tecnologico Europeo ed un esempio da seguire per un'Italia che non ha ancora preso parte alla sfida.
Ma cosa è realmente il Web 2.0?Web 2.0 è un termine nato nel 2004 dalla mente di Tim O'Reilly, che lo ha definito a partire dal presunto fallimento della New Economy, osservando che in realtà, mentre il mondo scientifico e tecnologico dichiarava la morte di Internet, questa stava invece evolvendosi con nuovi siti ed interessanti applicazioni, partorite dalle nuove e vecchie aziende che erano sopravvissute alla bolla delle dot com, fù interessante notare le caratteristiche che accomunavano i nuovi protagonisti.
Casualità e dinamicità erano le nuove parole d'ordine, infatti se prima bene o male si sapeva quale era il decorso di un'informazione in rete, adesso questo assunto non è più così certo, grazie ai meccanismi virali che innescano, per esempio i social network, l'informazione viaggia e si propaga con delle modalità difficilmente decifrabili e questa imprevedibilità è la chiave del successo del Web 2.0.
Voglio fare qualche esempio concreto per spiegarmi, Netscape era l'archetipo identificativo del Web 1.0, Google lo è del Web 2.0, prima esistevano i siti personali, adesso i blog, prima esitevano le applicazioni locali e adesso i vari Flickr Gmail, Google Docs, Office Online, YouTube ci consentono di avere i nostri programmi di uso comune direttamente in rete, relegando il computer al concetto di terminale, inteso per interagire con questi nuovi strumenti.
Certamente il fatto più rilevante che contraddistingue il fenomeno del Web 2.0 è questo stato di beta perenne in cui si trovano questi nuovi siti, applicazioni e servizi, raramente assistiamo al rilascio definitivo di un prodotto, vi sono continui miglioramenti, Google, i blog, i social network sono "entità" dinamiche e mutevoli, un Work in Progress perenne che fa bene al mercato e arricchisce l'esperienza degli utenti. Piergiulio Lauriano
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