| SICUREZZA: AL SENATO PASSA IL DL CON 166 SI', 123 NO, 1 ASTENUTO - LE REAZIONI |
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| 25/06/2008 | |
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25 giu. - Il decreto sulla sicurezza e' passato al Senato con 166 voti a favore, 123 contro e un astenuto. La maggioranza (Pdl-Lega-Mpa) ha votato compattamente si' al decreto sicurezza . I no sono arrivati da Pd, Italia dei Valori e Udc. Il senatore Francesco Cossiga, che oggi a deciso di intervenire alle dichiarazioni di voto in aula, si e' astenuto.
COSSIGA, NON PARTECIPO AL VOTO
- Il senatore a vita Francesco Cossiga
ha annunciato che non partecipera' al voto per il decreto sulla
sicurezza, che contiene la norma blocca-processi. Cossiga ha
esordito con un duro attacco all'Anm, definita una ''potente
lobby politico-sindacale ai limiti dell'eversione'', spiegando
di aver deciso di non votare contro il provvedimento proprio per
''non fare un favore all'Anm''.
Il suo dissenso dal decreto, ha
spiegato Cossiga, viene dal suo essere ''un cristiano e un
antirazzista'', dunque contrario alle norme
anti-immigrazione.
D'ALIA, UDC VOTA NO PERCHE' C'E' BLOCCA-PROCESSI - ''Noi voteremo contro questo
provvedimento, perche' il lavoro svolto in commissione e' stato
vanificato dalle infauste norme blocca-processi''. Il capogruppo
dell'Udc al Senato, Giampiero D'Alia, ha spiegato in
dichiarazione di voto la contrarieta' dei centristi alla norma
che sospende i processi, pur riconoscendo che nel decreto ci
sono norme giudicate positive, tra cui quelle che inaspriscono
le pene per i mafiosi, con procedure piu' efficaci per il
sequestro dei patrimoni.
''La norma che sospende i processi - osserva D'Alia - e'
anticostituzionale e sbagliata, perche' se da una parte si parla
di tolleranza zero, dall'altra si bloccano proprio quei
procedimenti che riguardano reati con pene inferiori a 10 anni
che vanificano lo spirito di questo decreto''.
D'Alia ha anche detto che l'Udc comprende il problema del
rapporto tra politica e magistratura e precisa: ''Se verra'
presentato un provvedimento ad hoc, siamo disponibili a
valutarlo senza pregiudizi''.
Ma il problema del rapporto tra politica e magistratura non
si puo' inserire in questo decreto, perche' qui si introduce una
sorta di indulto e si vanifica tutto il lavoro fatto''.
Insieme all'Udc dovrebbe votare no anche la Svp che
appartiene allo stesso gruppo.
PROTESTE IN AULA SENATO DELL'ITALIA DEI VALORI - ''Il caimano e' tornato!''. Questo il
testo di uno dei cartelli esposti in aula al Senato dagli
esponenti dell'Italia dei valori al termine della seduta di
questa mattina.
Subito dopo l'approvazione del decreto legge
sulla sicurezza, che contiene le norme sulla sospensione dei
processi fino a dieci anni di reclusione, i senatori dell'Idv si
sono alzati in piedi e hanno esposto una decina di cartelli
recanti le scritte ''Vergogna!'' e ''Il caimano e' tornato!''.
Dai banchi della maggioranza, i senatori hanno risposto al
grido di ''Buffoni''.
La situazione e' tornata alla normalita'
quando i commessi dell'aula sono intervenuti a sottrarre i
cartelli e l'assemblea e' stata sciolta. Commenta
il capogruppo dell'Italia dei Valori Felice Belisario: "E'
intollerabile questo blocca processi. In questa legislatura
assisteremo ad attacchi violenti contro la magistratura perche'-
sostiene- nel disegno piduista la magistratura deve essere
asservita al potere esecutivo".
GASPARRI, ORGOGLIOSI DI VOTARE SI' - ''Votiamo con orgoglio un
provvedimento che da' piu' sicurezza gli italiani e piu'
trasparenza alla giustizia''. Cosi' il capogruppo del Pdl al
Senato Maurizio Gasparri ha annunciato in aula il voto
favorevole dei suoi senatori al decreto sulla sicurezza.
Gasparri ha difeso le norme contro l'immigrazione clandestina
e per l'utilizzazione dell'esercito nelle grandi citta':
''Preferiamo che sul territorio ci siano i soldati della
Repubblica piuttosto che quelli dei clan dei casalesi'', ha
detto.
Quindi ha sottolineato l'inasprimento delle norme
antimafia contenute nel decreto: ''Siamo orgogliosi - ha detto
- di dare all'Italia e alla magistratura norme che chiedevano
eroi civili come Falcone e Bersellino''.
Gasparri ha difeso anche la norma blocca-processi, rivolgendo
un duro attacco al magistrato Livio Pepino, relatore sul
provvedimento di fronte all'organo di autogoverno della
magistratura: ''Viste le sue dichiarazioni - ha detto Gasparri -
bisogna chiedersi se ci troviamo di fronte a un magistrato o a
un militante tra i piu' estremisti di una parte politica''.
''Ho il massimo rispetto del Csm - ha detto ancora Gasparri -
ma perche' non e' mai intervenuto per colmare la vergogna di
processi per reati di sei anni fa mai avviati? E' questo il vero
scandalo''.
MARONI, STRALCIO BLOCCA-PROCESSI PRETESTUOSO - ''Non vedo ragioni per dare ascolto a
critiche pretestuose dell'opposizione. Se verra' approvato un
disegno di legge che riprende il lodo Schifani o Maccanico va
benissimo, ma il decreto legge sulla sicurezza e' un'altra
cosa''. Cosi' il ministro degli Interni, Roberto Maroni,
risponde ai giornalisti che gli chiedono se puo' essere
accettata la proposta presentata dall'Anm e fatta propria
dall'opposizione di stralciare la norma che sospende i processi
di minore gravita' per un anno dal decreto sicurezza appena
approvato al Senato.
MARONI: MI RAMMARICO PER 'NO' OPPOSIZIONE - ''Esprimo il mio rammarico perche'
l'opposizione ha votato contro un provvedimento che contiene
norme contro la mafia, contro la criminalita' organizzata
promosse inutilmente per decenni da Giovanni Falcone e che noi
abbiamo trasformato in legge''. Il ministro dell'Interno,
Roberto Maroni, giunto al Senato quando e' stato votato il
decreto sicurezza, che ora passa all'esame della Camera,
sottolinea ''l'alto valore di un provvedimento che i cittadini
attendono'' e critica l'opposizione che ha votato contro
soprattutto per l'inserimento della norma che sospende i
processi non ritenuti di grave allarme sociale per circa un
anno.
All'osservazione dei cronisti che questo e' stato il
motivo del 'no' dell'opposizione all'intero decreto, Maroni
risponde: ''Se dovessimo dar retta a loro e ritirare tutto cio'
su cui non sono d'accordo dovremmo ritirare l'intero
provvedimento. La gente ci ha votato per prendere decisioni
rapidi e contrastare la criminalita' ''.
Maroni ha espresso, inoltre, apprezzamento per ''una
maggioranza molto compatta e una approvazione rapida del
decreto''.
FINOCCHIARO: PREMIER NON ALL'ALTEZZA AMBIZIONE STATISTA
AVEVA BISOGNO DI UN ANNO PER METTERSI RIPARO DA MAGISTRATURA - "La verita' e' che il presidente
Berlusconi aveva la necessita' di questo anno di tempo per poter
approvare una legge che lo mettesse al riparo da altre iniziative
giudiziarie". Cosi' Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del
Pd, spiega le ragioni per le quali e' stato inserito nel decreto
sicurezza la norma blocca-processi.
Nel fare questo, prosegue Finocchiaro, "Berlusconi ha commesso
un errore, non e' stato all'altezza della propria ambizione di
statista". Insomma, dice, "c'e' ricascato".
RIFUGIATI: BOLDRINI, PENALIZZATI DAL "PACCHETTO SICUREZZA" - "Alcuni provvedimenti del nuovo
pacchetto sicurezza messo a punto dal governo rimettono in
discussione gli alti standard qualitativi raggiunti dall'Italia
in materia di rifugiati". La critica e' arrivata oggi da Laura
Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite
per i rifugiati, a Cagliari per un incontro promosso in
occasione delle celebrazioni della Giornata mondiale del
rifugiato iniziata il 20 giugno.
"Il pacchetto - ha precisato Boldrini - riconsidera le
modalita' con cui l'immigrato, che si vede rigettata la domanda
d'asilo, puo' fare ricorso. Attualmente questo ricorso puo'
essere presentato dall'interessato mentre e' nel nostro Paese
con un regolare permesso di soggiorno. Secondo le future nuove
disposizioni, l'immigrato dovrebbe essere prima espulso per
poter poi presentare domanda di revisione dal proprio paese
d'origine". La portavoce ha espresso preoccupazione anche sul
reato di clandestinita' previsto nel pacchetto. "Chi fa domanda
d'asilo - ha detto - entra irregolarmente nel nostro Paese.
Ancora non e' chiaro se il nuovo reato deve essere applicato o
meno anche a queste persone".
Boldrini ha ricordato, incontrando la stampa, che nel 2007
i rifugiati sono aumentati nel mondo di 2,5 milioni, arrivando
oggi a 31,7 milioni di persone. In Italia sono oltre 30.000,
con 14.000 nuove domande presentate nel solo 2007. "Il vero
anello debole nel nostro paese - ha precisato Boldrini - e'
l'integrazione, perche' non si investono risorse sufficienti".
Sulla recente direttiva europea sui ritorni in materia di
immigrazione, Boldrini ha evidenziato che "l'Europa ormai gioca
al ribasso nel tentativo di uniformare le leggi nei diversi
paesi dell'Unione. Le nuove disposizioni comunitarie colpiscono
indirettamente anche i rifugiati".
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