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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
SICUREZZA: AL SENATO PASSA IL DL CON 166 SI', 123 NO, 1 ASTENUTO - LE REAZIONI Stampa E-mail
25/06/2008
25 giu. - Il decreto sulla sicurezza e' passato al Senato con 166 voti a favore, 123 contro e un astenuto. La maggioranza (Pdl-Lega-Mpa) ha votato compattamente si' al decreto sicurezza . I no sono arrivati da Pd, Italia dei Valori e Udc. Il senatore Francesco Cossiga, che oggi a deciso di intervenire alle dichiarazioni di voto in aula, si e' astenuto.
senato_caimano_280x200.jpg COSSIGA, NON PARTECIPO AL VOTO - Il senatore a vita Francesco Cossiga ha annunciato che non partecipera' al voto per il decreto sulla sicurezza, che contiene la norma blocca-processi. Cossiga ha esordito con un duro attacco all'Anm, definita una ''potente lobby politico-sindacale ai limiti dell'eversione'', spiegando di aver deciso di non votare contro il provvedimento proprio per ''non fare un favore all'Anm''.
Il suo dissenso dal decreto, ha spiegato Cossiga, viene dal suo essere ''un cristiano e un antirazzista'', dunque contrario alle norme anti-immigrazione.
D'ALIA, UDC VOTA NO PERCHE' C'E' BLOCCA-PROCESSI - ''Noi voteremo contro questo provvedimento, perche' il lavoro svolto in commissione e' stato vanificato dalle infauste norme blocca-processi''. Il capogruppo dell'Udc al Senato, Giampiero D'Alia, ha spiegato in dichiarazione di voto la contrarieta' dei centristi alla norma che sospende i processi, pur riconoscendo che nel decreto ci sono norme giudicate positive, tra cui quelle che inaspriscono le pene per i mafiosi, con procedure piu' efficaci per il sequestro dei patrimoni.
''La norma che sospende i processi - osserva D'Alia - e' anticostituzionale e sbagliata, perche' se da una parte si parla di tolleranza zero, dall'altra si bloccano proprio quei procedimenti che riguardano reati con pene inferiori a 10 anni che vanificano lo spirito di questo decreto''.
D'Alia ha anche detto che l'Udc comprende il problema del rapporto tra politica e magistratura e precisa: ''Se verra' presentato un provvedimento ad hoc, siamo disponibili a valutarlo senza pregiudizi''. Ma il problema del rapporto tra politica e magistratura non si puo' inserire in questo decreto, perche' qui si introduce una sorta di indulto e si vanifica tutto il lavoro fatto''. Insieme all'Udc dovrebbe votare no anche la Svp che appartiene allo stesso gruppo.
PROTESTE IN AULA SENATO DELL'ITALIA DEI VALORI - ''Il caimano e' tornato!''. Questo il testo di uno dei cartelli esposti in aula al Senato dagli esponenti dell'Italia dei valori al termine della seduta di questa mattina.
Subito dopo l'approvazione del decreto legge sulla sicurezza, che contiene le norme sulla sospensione dei processi fino a dieci anni di reclusione, i senatori dell'Idv si sono alzati in piedi e hanno esposto una decina di cartelli recanti le scritte ''Vergogna!'' e ''Il caimano e' tornato!''.
Dai banchi della maggioranza, i senatori hanno risposto al grido di ''Buffoni''.
La situazione e' tornata alla normalita' quando i commessi dell'aula sono intervenuti a sottrarre i cartelli e l'assemblea e' stata sciolta. Commenta il capogruppo dell'Italia dei Valori Felice Belisario: "E' intollerabile questo blocca processi. In questa legislatura assisteremo ad attacchi violenti contro la magistratura perche'- sostiene- nel disegno piduista la magistratura deve essere asservita al potere esecutivo".
GASPARRI, ORGOGLIOSI DI VOTARE SI' - ''Votiamo con orgoglio un provvedimento che da' piu' sicurezza gli italiani e piu' trasparenza alla giustizia''. Cosi' il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri ha annunciato in aula il voto favorevole dei suoi senatori al decreto sulla sicurezza. Gasparri ha difeso le norme contro l'immigrazione clandestina e per l'utilizzazione dell'esercito nelle grandi citta': ''Preferiamo che sul territorio ci siano i soldati della Repubblica piuttosto che quelli dei clan dei casalesi'', ha detto.
Quindi ha sottolineato l'inasprimento delle norme antimafia contenute nel decreto: ''Siamo orgogliosi - ha detto - di dare all'Italia e alla magistratura norme che chiedevano eroi civili come Falcone e Bersellino''. Gasparri ha difeso anche la norma blocca-processi, rivolgendo un duro attacco al magistrato Livio Pepino, relatore sul provvedimento di fronte all'organo di autogoverno della magistratura: ''Viste le sue dichiarazioni - ha detto Gasparri - bisogna chiedersi se ci troviamo di fronte a un magistrato o a un militante tra i piu' estremisti di una parte politica''. ''Ho il massimo rispetto del Csm - ha detto ancora Gasparri - ma perche' non e' mai intervenuto per colmare la vergogna di processi per reati di sei anni fa mai avviati? E' questo il vero scandalo''.
MARONI, STRALCIO BLOCCA-PROCESSI PRETESTUOSO - ''Non vedo ragioni per dare ascolto a critiche pretestuose dell'opposizione. Se verra' approvato un disegno di legge che riprende il lodo Schifani o Maccanico va benissimo, ma il decreto legge sulla sicurezza e' un'altra cosa''. Cosi' il ministro degli Interni, Roberto Maroni, risponde ai giornalisti che gli chiedono se puo' essere accettata la proposta presentata dall'Anm e fatta propria dall'opposizione di stralciare la norma che sospende i processi di minore gravita' per un anno dal decreto sicurezza appena approvato al Senato.
MARONI: MI RAMMARICO PER 'NO' OPPOSIZIONE - ''Esprimo il mio rammarico perche' l'opposizione ha votato contro un provvedimento che contiene norme contro la mafia, contro la criminalita' organizzata promosse inutilmente per decenni da Giovanni Falcone e che noi abbiamo trasformato in legge''. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, giunto al Senato quando e' stato votato il decreto sicurezza, che ora passa all'esame della Camera, sottolinea ''l'alto valore di un provvedimento che i cittadini attendono'' e critica l'opposizione che ha votato contro soprattutto per l'inserimento della norma che sospende i processi non ritenuti di grave allarme sociale per circa un anno.
All'osservazione dei cronisti che questo e' stato il motivo del 'no' dell'opposizione all'intero decreto, Maroni risponde: ''Se dovessimo dar retta a loro e ritirare tutto cio' su cui non sono d'accordo dovremmo ritirare l'intero provvedimento. La gente ci ha votato per prendere decisioni rapidi e contrastare la criminalita' ''. Maroni ha espresso, inoltre, apprezzamento per ''una maggioranza molto compatta e una approvazione rapida del decreto''.
FINOCCHIARO: PREMIER NON ALL'ALTEZZA AMBIZIONE STATISTA AVEVA BISOGNO DI UN ANNO PER METTERSI RIPARO DA MAGISTRATURA - "La verita' e' che il presidente Berlusconi aveva la necessita' di questo anno di tempo per poter approvare una legge che lo mettesse al riparo da altre iniziative giudiziarie". Cosi' Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd, spiega le ragioni per le quali e' stato inserito nel decreto sicurezza la norma blocca-processi. Nel fare questo, prosegue Finocchiaro, "Berlusconi ha commesso un errore, non e' stato all'altezza della propria ambizione di statista". Insomma, dice, "c'e' ricascato".
RIFUGIATI: BOLDRINI, PENALIZZATI DAL "PACCHETTO SICUREZZA" - "Alcuni provvedimenti del nuovo pacchetto sicurezza messo a punto dal governo rimettono in discussione gli alti standard qualitativi raggiunti dall'Italia in materia di rifugiati". La critica e' arrivata oggi da Laura Boldrini, portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, a Cagliari per un incontro promosso in occasione delle celebrazioni della Giornata mondiale del rifugiato iniziata il 20 giugno.
"Il pacchetto - ha precisato Boldrini - riconsidera le modalita' con cui l'immigrato, che si vede rigettata la domanda d'asilo, puo' fare ricorso. Attualmente questo ricorso puo' essere presentato dall'interessato mentre e' nel nostro Paese con un regolare permesso di soggiorno. Secondo le future nuove disposizioni, l'immigrato dovrebbe essere prima espulso per poter poi presentare domanda di revisione dal proprio paese d'origine". La portavoce ha espresso preoccupazione anche sul reato di clandestinita' previsto nel pacchetto. "Chi fa domanda d'asilo - ha detto - entra irregolarmente nel nostro Paese. Ancora non e' chiaro se il nuovo reato deve essere applicato o meno anche a queste persone".
Boldrini ha ricordato, incontrando la stampa, che nel 2007 i rifugiati sono aumentati nel mondo di 2,5 milioni, arrivando oggi a 31,7 milioni di persone. In Italia sono oltre 30.000, con 14.000 nuove domande presentate nel solo 2007. "Il vero anello debole nel nostro paese - ha precisato Boldrini - e' l'integrazione, perche' non si investono risorse sufficienti".
Sulla recente direttiva europea sui ritorni in materia di immigrazione, Boldrini ha evidenziato che "l'Europa ormai gioca al ribasso nel tentativo di uniformare le leggi nei diversi paesi dell'Unione. Le nuove disposizioni comunitarie colpiscono indirettamente anche i rifugiati".

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