| SICUREZZA: CAMERA 322 SI, 267 NO APPROVATA LA FICUCIA SUL DL |
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| 16/07/2008 | |
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16 lug. - L'aula della Camera ha approvato la
fiducia sul dl sicurezza.
La fiducia e' stata approvata con 322 si' a fronte di 267
no. I deputati presenti erano597, i votanti 589. La
maggioranza richiesta era di 295, gli astenuti sono stati 8.
A favore ha votato la maggioranza, contro le opposizioni
di Pd, IdV e Udc.
L'aula della Camera ha approvato la
fiducia sul dl sicurezza.
La fiducia e' stata approvata con 322 si' a fronte di 267
no. I deputati presenti erano 597, i votanti 589.
La
maggioranza richiesta era di 295, gli astenuti sono stati 8.
A favore ha votato la maggioranza, contro le opposizioni
di Pd, IdV e Udc.
Gli astenuti sono i deputati radicali
eletti nel Pd che hanno motivato la decisione per non avere
avuto corrispondenza alle loro ragioni contrarie ne' nel Pdl
ne' nel Pd.
Il voto finale sull'intero provvedimento e' rinviato a
domattina.
Il testo del maxi-emendamento del
governo alla legge di conversione del dl sicurezza, riprende
il testo gia' approvato dal Senato ad eccezione dei due
emendamenti presentati dal governo alla cosidetta norma
blocca-processi.
LA SCHEDA DEL PROVVEDIMENTO DOPO IL MAXIEMENDAMENTO
ERGASTOLO PER CHI UCCIDE PUBBLICO UFFICIALE: Per chi uccide
un agente delle forze dell'ordine in servizio (poliziotti,
carabinieri, finanzieri e altri agenti di sicurezza) la
condanna sara' dell'ergastolo.
PIU' REATI SENZA SOSPENSIONE CARCERE: Aumenta il numero dei
reati per i quali non e' concessa la sospensione della pena
detentiva. Rimarra' in carcere chi commette atti osceni,
violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo, furto e tutti
i delitti aggravati dalla clandestinita', ma anche chi
spaccia sostanze stupefacenti e psicotiche. Non scatteranno
piu' in maniera automatica le attenuanti generiche per chi e'
incensurato. Il giudice valutera' caso per caso a seconda
della gravita' del reato.
INSERIMENTO DELL'AGGRAVANTE DI CLANDESTINITA': Se chi
commette un reato si trova illegalmente sul territorio
nazionale le pene sono aumentate di un terzo. La nuova
aggravante di clandestinita' viene applicata sia agli
extracomunitari che ai cittadini di Stati membri dell'Unione
europea irregolarmente entrati in Italia.
TRASFORMAZIONE DEI CPT IN CIE: I centri di permanenza
temporanea diventano Centri di identificazione ed
espulsione.
Per il momento il decreto stabilisce solo il cambio di
denominazione le cui conseguenze pratiche e funzionali
saranno definite nel ddl.
ESPULSIONI: Espulsione per tutti gli stranieri che siano
stati condannati a una pena superiore a due anni (fino ad
oggi era di 10 anni), ed espulsione immediata per gli
stranieri comunitari o clandestini che delimquono o
(comunitari, dopo due mesi di permanenza nel nostro paese)
che non sono in grado di dimostrare una fonte lecita di
guadagno. Per questi e' previsto il rito per direttissima ed
e' abolito il patteggiamento in fase di appello.
CONFISCA DEGLI IMMOBILI AFFITTATI A CLANDESTINI: viene
confermato il carcere da 6 mesi a 3 anni e la confisca degli
immobili ceduti a titolo oneroso a clandestini e irregolari,
nel caso in cui per il proprietario ne derivi un'illecito
profitto'. Con questo escamotage si sono voluti salvaguardare
i casi delle badanti e colf alloggiate nelle case dei datori
di lavoro sequestrate.
UTILIZZO DEI MILITARI NELLE GRANDI CITTA': Il ricorso a
unita' dell'esercito nelle grandi citta' sara' consentito
'per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della
criminalita''. Saranno 3mila le unita' che, per un periodo
massimo di sei mesi (rinnovabile una volta) saranno a
disposizione dei prefetti delle aree metropolitane o comunque
densamente popolate per servizi di vigilanza a siti e
obiettivi sensibili, nonche' di perlustrazione e
pattugliamento in concorso e congiuntamente alle forze di
polizia. Saranno utilizzati preferibilmente carabinieri
impiegati in compiti militari o comunque volontari delle
stesse forze armate specificamente addestrati per i compiti
da svolgere.
PIU' POTERI A SINDACI E PREFETTI: Piu' poteri a sindaci e
prefetti in tema di sicurezza e ordine pubblico. Prevista la
cooperazione tra la polizia locale (municipale e provinciale)
e le forze di polizia statale, nell'ambito di direttive di
coordinamento del ministero dell'Interno. Il sindaco puo'
adottare provvedimenti 'contingenti e urgenti' per prevenire
ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumita'
pubblica e la sicurezza urbana.
PIU' REATI CON RITO DIRETTISSIMO, STOP AL PATTEGGIAMENTO IN
APPELLO: Per accelerare i processi, il decreto prevede
l'obbligo, e non piu' la facolta', per il pubblico ministero,
di richiedere il rito direttissimo o il giudizio immediato
per i reati per i quali sono previsti i riti speciali. Il
pubblico ministero puo' procedere con il rito direttissimo
nei confronti dell'imputato quando l'arresto inflagranza e'
gia' stato convalidato e quando lo stesso imputato abbia
confessato o la prova della sua colpevolezza sia evidente. Il
rito direttissimo diventera' la regola in relazione a tutte
le indagini che non richiedono attivita' ulteriori da parte
del pm. Viene introdotto il divieto di patteggiamento in fase
di appello: l'accordo tra le parti potra' aversi solo in fase
di udienza preliminare. La sospensione della pena non potra'
essere applicata per i reati in relazione ai quali ci sono
esigenze di tutela della collettivita'.
RINVIO REATI MENO GRAVI: Con
l'emendamento presentato dal governo agli articoli 2-bis e
2-ter (cosidetta norma 'blocca-processi')non ci sara' piu' la
sospensione dei processi (come prevedeva il dl uscito dal
Senato), ma solo un rinvio a 18 mesi, di quelli 'meno
importanti'. In pratica i capi degli uffici giudiziari
dovranno tener conto, nella formazione dei ruoli d'udienza,
delle priorita' indicate nella direttiva di carattere
generale introdotta nell'emendamento. Ogni ufficio dovra',
alla luce di questo elenco di reati considerati prioritari,
stilare un elenco 'proprio' del quale dovranno essere pero'
informati Csm e ministero della Giustizia: per riaffermare
che la politica giudiziaria in Italia resta nelle mani di
queste due istituzioni. I processi che potranno essre
sospesi, secondo la proposta di modifica del governo,
riguarderanno per lo piu' quelli colpiti da indulto cioe'
commessi fino al 2 maggio 2006.
Il rinvio, che non potra' superare i 18 mesi, sospende
anche i termini di prescrizione e non potra' essere disposto
se l'imputato si oppone e se e' gia' stata chiusa la fase del
dibattimento. Gli elenchi delle priotita' disposti dai
singoli Capi degli uffici dovranno essere comunicati al Csm e
al Guardasigilli che sprimera' la sua valutazione in sede di
relazione annuale alle Camere sull'amministrazione in sede
civile.
Dunque il provvedimento, ottenuta la fiducia dall'aula di
Montecitorio, dopo il voto finale dell'assemblea, avendo
subito in questa sede la modifica della norma
'blocca-processi', dovra' tornare per la seconda volta al
Senato per la definitiva approvazione entro il 25 luglio.
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