| STATALI TAGLI PER 400 MLN - BRUNETTA RASSICURA, SINDACATI VERSO LO SCIOPERO |
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| 20/07/2008 | |
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20 lug. - Ci saranno quattrocento milioni di euro
in meno per i rinnovi contrattuali e gli adeguamenti
retributivi del personale delle amministrazioni statali per il
prossimo triennio (2009-2010-2011). Lo prevede il maxi
emendamento alla manovra economica.
Lo prevede il maxiemendamento alla manovra economica presentato dal governo e sul quale verrà posta al questione di fiducia.
"Il fondo per interventi
strutturali di politica economica - si legge nel testo - e'
integrato dell'importo di 500 milioni di euro per l'anno 2008 e
di 2.340 milioni a decorrere dall'anno 2009" rispetto ai 2.740
milioni previsti nella stesura iniziale del decreto
legge.
L'obiettivo, secondo quanto denuncia la Cgil, è in particolare il blocco delle leggi che nel tempo sono andate a costituire il cosiddetto "salario accessorio".
Dal testo del maxiemendamento depositato giovedì scorso alle commissioni di Montecitorio trapelano inoltre ulteriori dettagli.
Per quanto riguarda la sanità, nel 2009 è confermato lo stanziamento di 102,6 milioni di euro per il Servizio sanitario nazionale. Nel 2010 lo stanziamento salirà a 103,9 milioni; nel 2011 a 106,2 milioni.
All'interno di queste cifre, anche i 50 milioni di euro annui destinati all'ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.
"Per gli anni 2010-2011 - prosegue il testo - l'accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato è subordinato alla stipula di una intesa fra Stato e Regioni" che contempli: 1) una riduzione dello standard dei posti letto;
2) la riduzione delle spese per il personale;
3) l'impegno delle regioni ad introdurre i ticket in caso di "squilibrio di bilancio". Il maxiemendamento stabilisce anche il potenziamento dei "procedimenti di verifica delle esenzioni".
"Non ci sara' piu' quella franchigia
di uno, due, tre giorni senza alcun controllo. Basta con i medici
compiacenti, con i dirigenti che non si curano di accertare le assenze
dei propri dipendenti, con i lavoratori che abusano di una situazione
tutto sommato di privilegio. La pubblica amministrazione, invece, deve
avere le stesse regole del privato". Cosi', in un'intervista a "La
Repubblica", il ministro per la Funzione Pubblica, Innovazione e
Tecnologie, Renato Brunetta, traccia il nuovo scenario per la pubblica
amministrazione, cominciando col dire "basta soldi a tutti" perche'
"li prendera' solo chi li merita" e le "risorse arriveranno eliminando
delle consulenze".
Cio' vuol dire, spiega Brunetta, che "bisogna costruire una
convergenza tra settore pubblico e privato perche' non possono piu'
essere due mondi separati. Non e' piu' accettabile che nel pubblico
impiego ci sia il doppio di assenteismo rispetto al privato, che non
ci sia produttivita', che non ci sia trasparenza nei bilanci e nei
comportamenti, che non si misuri la soddisfazione dei
consumatori-cittadini".
"Io ritengo -prosegue- che almeno un terzo del
nostro differenziale negativo di crescita sia dovuto all'inefficienza
della pubblica amministrazione. Il mio, quindi, non e' un accanimento
terapeutico nei confronti del pubblico impiego".
"La mia e' una battaglia per avere negli uffici pubblici la
stessa efficienza della Ferrari, della Brembo o di Versace. Come? E'
molto semplice: costruire nella pubblica amministrazione delle regole
simili a quelle del privato. Ci vuole un padrone vero perche' i policy
maker o i dirigenti sono padroni finti, il loro obiettivo non e'
quello di massimizzare il benessere dei cittadini" dice ancora
Brunetta.
E Brunetta spiega: "Con l'introduzione dal primo
gennaio della class-action anche per i servizi della pubblica
amministrazione si dara' voce oltre che al cittadino-elettore, che
vota, al cittadino-consumatore che potra' rivalersi se il servizio
offertogli non sara' all'altezza. Sara' licenziato il dirigente
responsabile del servizio. Il fiato dei cittadini sul collo della
pubblica amministrazione e' una grandissima novita'". "Nel privato
-prosegue il ministro- la produttivita' la misura il mercato: se non
sei efficiente salti. Cosi' dovra' essere anche nel pubblico. La class
action portera' con se' delle indicazioni di standard relativi ai
tempi e alla qualita' di erogazione dei servizi".
"Bene, l'introduzione di standard -continua- implica
l'individuazione dei responsabili. Chi non raggiungera' gli obiettivi
se ne andra', gli altri saranno premiati". "Il pesce -aggiunge- puzza
dalla testa. Quindi la colpa e' del datore di lavoro, dei dirigenti e
di una sorte di cogestione tra cattivo datore di lavoro e un sindacato
non piu' meramente portatore di interessi bensi' cogestore del lavoro
pubblico".
Quindi riguardo la possibilita' di motivare i lavoratori
con un aumento contrattuale di 60 euro, Brunetta afferma: "Ma non e'
cosi'! I dati oggettivi dicono che negli ultimi sette anni i
dipendenti pubblici hanno ricevuto incrementi doppi rispetto
all'inflazione effettiva, mentre nel privato gli aumenti sono stati di
poco superiori all'inflazione. Nel pubblico la contrattazione di
secondo livello riguarda tutti con incrementi a pioggia".
E sul taglio del 30 per cento dello stipendio, il ministro
insiste: "Non e' vero, e' falso. La Finanziaria, da una parte, taglia
il fondo per la contrattazione di secondo livello, ma dall'altra
istituisce un fondo per la premialita' virtuosa, finanziato dalle
risorse che arriveranno dal taglio delle consulenze che grazie a me
scompariranno. Dunque i soldi ci saranno ma non saranno piu' erogati a
pioggia. Questa e' una battaglia per il paese e soprattutto per la
parte piu' debole. Io non dimentico di aver diretto per vent'anni la
Fondazione Brodolini. E proprio Brodolini diceva che si deve 'stare da
una parte sola, dalla parte dei lavoratori'. Questa e' una battaglia
di sinistra e vorrei tanto che i sindacati stessero con me".
SINDACATI PRONTI ALLO SCIOPERO «Il re è nudo, il governo sta chiamando lo sciopero». Così Carlo Podda, segretario della Funzione pubblica Cgil, commenta la notizia dei tagli di 400 milioni di euro per i rinnovi contrattuali degli statali, previsti nel maxiemendamento alla manovra. «Se si continua su questa linea - afferma Podda - a settembre lo sciopero sarà inevitabile per sostenere la nostra piattaforma e tutti i cittadini».
Per il segretario della Fp infatti questi tagli non ricadranno solo sugli stipendi dei dipendenti della p.a. che si vedranno, con lo stanziamneto 2.800 milioni di euro, 8 euro lordi in più al mese per il 2008 e 60 per il 2009. Ma ci saranno anche meno servizi per i cittadini: «Con questi tagli - spiega Podda - verranno meno fondi per l'apertura dei musei la domenica, per mostre speciali e musei sotto le stelle.
Ci saranno anche meno servizi nella sanità, come ha detto bene Formigoni, che non può certo essere tacciato di ostilità politica, e non saranno più finanziati progetti speciali per ridurre l'evasione, nè quelli dell'Inps per quella contributiva».
Per Podda insomma è una manovra solo di tagli che si disinteressa delle conseguenze sui cittadini: «Il governo non potendo più negare l'evidenza - conclude Podda - tenta di trasformare una scelta negativa contro i dipendenti pubblici e i cittadini in una scelta virtuosa per premiare i lavoratori più produttivi».
In autunno, stando così le cose, la mobilitazione per la Cgil sarà d'obbligo.
«Ci stanno preparando una polpetta avvelenata» ma comunque lo sciopero ci sarà solo «in extrema ratio».
Così Gianni Baratta segretario confederale della Cisl e responsabile della Funzione Pubblica che conferma le critiche della Cgil, ma si smarca sullo sciopero a settembre.
Baratta ribadisce la disponibilità del sindacato ma «stando a questi numeri il confronto ci sembra molto molto complicato». «Anche nel tavolo Aran - afferma il segretario - abbiamo chiesto di spiegarci la coerenza con cui nel Dpef si parla, da una parte di inflazione programmata all'1,7% e dall'altra di inflazione reale al 3,8%, e per la fine dell'anno al 3,4%. In tutto questo si parla di rinnovo del contratto con le stesse regole del '93».
Per Baratta serve dunque chiarezza e coerenza: «I soldi stanziati per quest'anno valgono lo 0,3% di inflazione. In più con 2.800 milioni di euro per il 2008 e 2009 per tutti i lavoratori centralizzati, compresa la scuola, ci saranno circa 70 euro lordi al mese nel biennio. Si parla infine anche del taglio del salario accessorio». Una cifra che ovviamente per il sindacato, con l'aumentare di tutte le bollette, del prezzo del petrolio e del costo della vita, non può essere sufficiente. «Abbiamo dunque chiesto all'Aran - continua Baratta - di rifare meglio i conti e di spiegarci la manovra».
Quindi in attesa di decidere uno sciopero visto come «ultima spiaggia», la Cisl annuncia di voler stabilire nei territori iniziative di mobilitazione e informazione ai cittadini per denunciare «le malefatte della politica centrale e periferica e confermare la nostra volontà di riformare la pubblica amministrazione».
scritto da max68, luglio 20, 2008 Come al solito cercheranno di raccimolare dove e sicuro che possono prendere. Testimonianza e domanda. Io guadagno 1200 nella PA in 16 anni ho fatto in totale 6 giorni di malattia soli, perchè mi devono diminuire lo stipendio e devo subire l'isolamento se (spero di no..) mi ammalo o mi faccio male? Non era più semplice prendere i tanti ( tantissimi) furbi (ps magari a cominciare dagli assenteisti in parlamento molti anche loro) che pescare in generale? Sarei contento se si attuasse la meritocrazia nella PA ma si dovrebbe cominciare con il clientelismo che è il primo male della PA. I dirigenti sono tutti uomini politici che si costruiscono loro nicchia di voti siano di destra o di sinistra, ma quelli non si toccano.......... sono politici delle varie amministrazioni. Il fannullone nel privato incontra un dirigente che lo fà rigare dritto, nella PA incontra un dirigente che ha paura di perdere il suo voto... |
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