| Stipendi logorati: 1.900 euro in meno in 5 anni |
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| 20/11/2007 | |
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20 nov. - Crolla il potere di acquisto
dei salari. In cinque anni, dal 2002 al 2007, il calo e'
stato di 1.210 euro, ai quali va sommata la mancata
restituzione del fiscal drag, pari a 686 euro. In totale,
quindi, poco meno di 1.900 euro.
I
dati vengono da una ricerca dell´Ires-Cgil che nel suo
rapporto su salari e produttivita' in Italia e in Europa,
evidenzia questo pesante distacco dovuto all´inflazione, ai
rinnovi al ralenti dei contratti e ad una inadeguata
distribuzione della produttivita'.
Secondo il rapporto 'il
potere d´acquisto delle retribuzioni di fatto, malgrado le
retribuzioni contrattuali siano cresciute di circa un punto
oltre l´inflazione, ha lasciato sul terreno 0,3 punti in
cinque anni'.
In pratica la perdita cumulata sulla
retribuzione media annua di un lavoratore dipendente al 2007
(pari a 25.890 euro), in euro a prezzi correnti, si traduce
in un taglio netto di 1.210 euro ai quali va aggiunta 'la
mancata restituzione del fiscal drag, di 686 euro in cinque
anni'.
Il picco e' stato toccato nel 2003: in un solo anno,
grazie anche ad un´inflazione del 2,9 per cento e a
retribuzioni salite solo dell´1,8 per cento, si sono
volatilizzati 1.298 euro che sommati ai 151 euro di mancata
restituzione del fiscal drag, hanno portato la perdita
complessiva del salario di un lavoratore dipendente a 1.440
euro annui.
Migliori i risultati raggiunti dal 2004 al 2007
con inflazione e retribuzioni che hanno marciato di pari
passo".
"Il quadro complessivo, secondo la Cgil, peggiora pero'
se si analizza il reddito familiare medio. L´effetto di alcune politiche fiscali
targate centrodestra, hanno di fatto allargato la forbice del
potere d´acquisto tra le famiglie degli imprenditori e quelle
di operai ed impiegati: ponendo nel 2007 il reddito familiare
medio italiano pari a 100, il reddito delle famiglie di
operai in proporzione si traduce in 28 punti in meno mentre
per gli imprenditori e i lavoratori autonomi in 105 punti in
piu'.
Ad aggravare la questione salariale e ad abbassare il
livello delle retribuzioni medie e del loro tasso di crescita
c´e', per la Cgil, la questione giovanile: un lavoratore
giovane, tra i 15 ed i 34 anni, guadagna di media circa il 27
per cento in meno di un dipendente standard.
Il viceministro
Vincenzo Visco, che non elude la questione salariale ('esiste
e va affrontata' ha detto ieri), ricorda che sono quasi 11
milioni i contribuenti favoriti dall´Irpef 2007 grazie alle
misure introdotte con la Finanziaria dello scorso anno.
Per
il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, 'il governo dovrebbe
assumersi la responsabilita' di aprire a gennaio un tavolo
sulla politica dei redditi che affronti insieme il problema
della bassa produttivita', i bassi salari e la bassa
crescita'.
Il ministro del Lavoro Cesare Damiano ha invece
rilanciato l´idea di allungare i tempi dei contratti da due a
tre anni.
Sul tema e' intervenuto,
infine, anche il leader di Confindustria Luca Cordero di
Montezemolo, che ha invitato le parti sociali 'a rompere con
vecchi tabu''" (Il Velino)
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