| TERREMOTO IN CINA: OLTRE 10.000 MORTI, E IL BILANCIO CONTINUA A CRESCERE |
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| 13/05/2008 | |
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13 Mag. - A tre mesi dalle Olimpiadi di Pechino il peggior terremoto negli ultimi 32 anni ha devastato il sud-ovest della Cina nella provincia del Sichuan causando quasi 10.000 vittime accertate. L’ultimo bilancio ufficiale è di 9.129 morti ma le autorità temono sia destinato ad aggravarsi. I feriti sono oltre 10.000 e l’80% degli edifici nella sola
contea di Beichuan, la più colpita, sono crollati. I sismologi cinesi,
riferiscono, di non aver registrato alcuna anomalia geologica che
potesse segnalere l’imminenza del sisma. L’esercito, guidato dal premier Wen Jiabao accorso sul posto, sta ancora scavando ma le operazioni, in serata, sono state rese più difficili dall’oscurità e dai danni riportati dalla rete dei collegamenti. Molte zone sono rimaste isolate: gran parte delle strade non sono infatti percorribili, e le comunicazioni telefoniche risultano quasi ovunque interrotte tanto che l’agenzia ufficiale Xinhua riferisce che da alcune ore non si hanno più notizie fresche. La scossa principale di magnitudo 7,8 di è registrata alle 14,28 locali (le 8,28 ora italiana) e ha avuto come epicentro la regione montagnosa del Wenchuan. A seguire si sono registrate oltre 300 scosse di assestamento e secondo i geologi cinesi un sisma di tale intensità può causare altre scosse devastanti. La scossa è stato avvertita a Pechino ma anche ad Hong Kong e a Taiwan ha causato vittime e danni oltre che in Sichuan, nel vicino Yunnan e in Gansu. L’area coinvolta si stima sia pari a 1,3 milioni di chilometri quadri, in cui vivono circa 180 milioni di persone, circa un decimo dell’intera popolazione cinese. Il terremoto ha sepolto sotto le macerie 900 studenti di un liceo di Dujiangyan nella provincia del Sichuan. Cinquanta salme sono state finora estratte dalle macerie. Le autorità riferiscono di 8 edifici scolastici crollati, tra cui due scuole a Chongqing, circa 300 chilometri a nord dell’epicentro in cui hanno perso la vita quattro bambini. Nello Shifang due impianti chimici sono crollati seppellendo centinaia di lavorati e causando una perdita di 80 tonnellate di ammoniaca: 6.000 residenti sono stati evacuati. Nel 1976 un altro sisma di 8,2 gradi di magnitudo devastò Tangshan nella provincia nordorientale dell’Hebei causando quasi 300.000 vittime. «La situazione è più grave di quanto avessimo stimato in precedenza», ha detto il primo ministro a Dujiangyan, la città che ospita il quartier generale delle operazioni di soccorso. «Abbiamo bisogno di più persone per prestare aiuto». Dujiangyan dista circa cento chilometri dall’epicentro del sisma, situato nella provincia di Sichuan. Dopo la scossa più grave, con una intensità di 7,8 gradi della scala Richter, Wen aveva parlato di un «disastro» e sottolineato l’importanza di «un’organizzazione forte». Secondo i geologi dell’Istituto di Fisica della terra di Parigi il sisma è stato causato dal movimento tettonico dell’altopiano tibetano che il movimento delle placche spinge proprio contro la provincia del Sichuan. L’area colpita è una delle più fertili dell’intero paese e le autorità temono che il terremoto possa aver danneggiato l’antico sistema di irrigazione delle piene controllate di Dujuangyan, di 2.000 annui. Questo potrebbe contribuire a far impennare ulteriormente il costo degli alimenti , uno dei fattori di spinta decisivi dell’inflazione cinese. (La Stampa) |
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