| TOTOMINISTRI. VICEPREMIER: CALDEROLI QUASI FUORI GIOCO |
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| 26/04/2008 | |
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26 Apr. - Fino a lunedì almeno, il Cavaliere non può concludere la scelta dei ministri. Perché una cosa è se domenica Alemanno batte Rutelli nelle comunali di Roma, tutt’altra faccenda se l’aspirante sindaco di An viene sconfitto. Nel qual caso occorre consolarlo con una poltrona al
governo, magari il Welfare. Ne discenderebbe il classico effetto-domino, uno
spostamento che tira l’altro, per cui Berlusconi prima attende notizie dal
Campidoglio. Le ultime certezze sono dunque un tecnico (Fazio) alla Salute,
Catricalà sottosegretario a Palazzo Chigi, Elio Vito alla Giustizia.
Ciò non frena il rincorrersi di notizie, anche clamorose. Ad esempio, Calderoli non farà il vice-premier. Perlomeno: chi ha modo di colloquiare con Berlusconi, ha ricavato questa nettissima impressione. Colpa della maglietta anti-Islam mostrata in tivù, che già costrinse l’esponente leghista alle dimissioni da ministro. Ma pesa pure l’urgenza di mettere un freno al Carroccio che, osservano preoccupati nel Pdl, si allarga sempre più. Okay dunque Bossi regista delle Riforme, e passi pure per Maroni all’Interno (un ruolo che, in 40 anni, la Dc mai cedette). Si aggiunga Zaia all’Agricoltura. Ma il vice-premier, quello è davvero troppo. In astratto, Calderoli potrebbe perfino dare ordini a un Tremonti... Ora si tratta di capire come la prende Bossi. Da via Bellerio giunge un brontolio di tuono. «Niente tentennamenti», ringhia il Senatùr, «ma soprattutto si sta sulle cose decise e sulla parola data». La Lega sente puzza di bruciato, Bossi «entro domani» vuole stringere il Cavaliere, quasi certamente si rivedranno ad Arcore. Resta da capire se davvero su Calderoli pianterà la grana, oppure è solo un colpo d’avvertimento dell’Umberto nel timore che Silvio ci ripensi su Bobo al Viminale. L’altra notizia riguarda l’offerta di un incarico governativo a Luca Cordero di Montezemolo. Gli sarebbe stato prospettato ieri durante due incontri, il primo a metà giornata con Berlusconi, il secondo a sera con Gianni Letta. Però l’ipotesi, anticipata già l’altro ieri dal Cavaliere nel suo colloquio col Presidente Napolitano, non è andata in porto. Doveva consistere, a quanto pare, nel ministero delle Attività produttive. I diretti protagonisti smentiscono la circostanza. Il presidente uscente di Confindustria taglia corto, «non ne abbiamo parlato, niente di tutto questo». Berlusconi sdrammatizza con una battuta delle sue: «No, è Montezemolo che mi ha offerto di andare a lavorare in Fiat...». E di battute ne regala molte, il futuro premier. Nel comizio con Fini in piazza Navona, per sostenere Alemanno, ha dato a Veltroni del «sindaco furbone», compiacendosi di averlo «rispedito in Africa». Quanto a Rutelli, «speriamo di restituirgli il motorino invece dell’auto blu». Fini, meno spiritoso, considera il candidato del Pd «una salma cui fare una pernacchia». Veltroni s’indigna, «siamo al peggio della politica». E fa anche autocritica: «L’indulto è stato un errore, fatto dal centrosinistra, dal partito di Berlusconi ma anche dall’attuale candidato sindaco del centrodestra». La posta è pesante, gli insulti volano. Bettini, braccio destro di Walter, scommette: «La destra verrà punita per la campagna di odio». Cicchitto (futuro capogruppo Pdl) gli dice «taci tu, erede di Sbardella». L’altro gli dà del piduista, Cicchitto di rimando lo invita a «rilassarsi in Thailandia». Hanno paura di perdere, sghignazza La Russa; no, sono loro nervosi, replica Gentiloni. Come quindici giorni fa, la gara è a chi promette di più. Vince Rutelli, cento euro al mese per quanti hanno il mutuo indicizzato, alla rata ci pensa il Comune. Quindi 10 mila nuove case, altrettanti alloggi ad affitto agevolato, 6 mila per gli studenti. Blair lo incontra, gli augura «good luck», in bocca al lupo. Poi fa lo stesso con Berlusconi. Il quale si auto-proclama migliore della Thatcher, boccia le ronde dei cittadini sulla sicurezza («è compito dello Stato»), prende le distanze da «Roma ladrona» (la Lega «deve cambiare linguaggio») e fa la Cassandra: pure Roma rischia di finire sommersa sotto i rifiuti. (La Stampa) |
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