| TRATTA DEGLI SCHIAVI: 11.200 vittime in Italia in 6 anni |
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| 13/12/2007 | |
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13 dic. - I dati ufficiali parlano di 11.226
vittime della tratta di esseri umani in Italia dal 2000 al
2006, ma le organizzazioni avvertono che il fenomeno ha
dimensioni "molto piu' vaste e articolate". A scattare una
fotografia aggiornata sui flussi di adulti e bambini 'schiavi',
coinvolti nello sfruttamento sessuale e costretti a lavoro
coatto, mendicita' e attivita' illegali, e' una ricerca
realizzata nell'ambito del progetto europeo 'Equal-Osservatorio
Tratta'
coordinato dall'associazione On the Road, e promossa
da Save the Children.
Quest'ultima, in occasione di una giornata di studio sul
tema, ha presentato il primo Protocollo di 'identificazione e
supporto dei minori vittime di tratta e di sfruttamento'.
Messo
a disposizione di forze dell’ordine, magistrati e operatori,
il documento presenta, in modo schematico, i profili dei gruppi
a rischio di tratta e sfruttamento, fornisce una lista di
indicatori per l'identificazione delle potenziali piccole
vittime e descrive gli strumenti di tutela e protezione
disponibili in Italia.
Il protocollo, ha sottolineato Carlotta
Sami, direttore dei programmi di Save the Children Italia, e'
indispensabile per promuovere la massima collaborazione tra
tutti gli attori coinvolti "in questo delicatissimo compito".
Perche', ha spiegato, "chi e' vittima di tratta, tanto piu' se
e' un bambino, vive una tale condizione di segregazione e
violenza da diventare invisibile e difficilmente raggiungibile
anche da parte di chi, polizia, autorita' giudiziarie e
operatori sociali, e' chiamato ad aiutarlo".
Lo studio mette in evidenza come la tratta sia un fenomeno
transnazionale, gestito anche da gruppi fortemente organizzati
e con ambiti di sfruttamento sempre piu' differenziati.
Sensibile il coinvolgimento di minori, anche con meno di 14
anni e spesso di etnia rom, soprattutto nel caso di
sfruttamento allo scopo di furti, borseggi ed elemosina.
Secondo gli esperti, poi, sono in aumento i Paesi di
provenienza delle vittime: Romania, Bulgaria, Moldavia, Ucraina
ma anche Nigeria, Gabon e Senegal.
Per arginare il fenomeno, secondo Isabella Orfano,
dell'Osservatorio Tratta e curatrice di uno dei due volumi
presentati, "occorre rendere omogenee e pienamente operative le
norme gia' esistenti a tutela delle vittime, con particolare
riferimento all'applicazione sul territorio italiano del
permesso di soggiorno per motivi umanitari". (AGI)
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