| TREMONTI SPIEGA POLITICAMENTE L'INFLAZIONE PROGRAMMATA A 1,7% |
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| 22/06/2008 | |
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22 giu. - "Fate lo 00496913...e' il numero
della Bce, che vi spieghera' cosa bisogna scrivere nel Dpef a
proposito dell'inflazione". Chiama in causa la Banca centrale
europea, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, per
spiegare le ragioni "tecniche" del tasso d'inflazione
programmata all'1,7% fissato nel Dpef. "Bisogna stare tutti -
spiega Tremonti - sotto al 2%". Sul tasso di inflazione
programmata, Tremonti fornisce anche una spiegazione politica.
Tremonti cita a questo proposito l'esempio del petrolio. "Di colpo - dice - la speculazione si e' mossa passando da le perdite sul mercato finanziario a tentati guadagni sul mercato delle materie prime. In questi termini la speculazione e' la peste sociale di questo secolo". Il ministro si scaglia poi contro l'opposizione e i sindacati: "chi parla della speculazione oggi? Oggi non ne parla nessuno certamente non ne parla la sinistra e tantomeno se ne occupa il sindacato". Infine tornando al tasso di inflazione programmata, Tremonti non rinuncia a una battuta: "apprendo con piacere che ancora qualcuno legge il Dpef - dice - e' un documento surreale che non serve a niente". E continua a Levico Terme dove si trova per la festa nazionale della Cisl, parlando della card per i meno abbienti: "Non accetto al demagogia sulla pelle della povera gente. Non accetto i frequentatori dei salotti che scrivono articoli facendo speculazioni sulla pelle della povera gente".
Quello del minsitro ''e'
un lavoro usurante'', aggiunge in un dibattito alla Festa nazionale della Cisl su
manovra e misure economiche.
Il lavoro di ministro ''suggerirei di farlo part time, a
turno, stagionale'', dice il ministro, in una tavola rotonda con
il leader sindacali di Cgil, Cils e Uil. ''Cosi' anche Epifani potrebbe misurarsi con la drammatica
concretezza dei problemi da affrontare'' "Rinnovare i contratti con un'inflazione programmata all'1,7 % è una mascalzonata sociale. Significa impoverire ancora di piu' le buste paga di tutti i lavoratori dipendenti, dagli operai agli impiegati agli insegnanti ai ricercatori. " E' quanto afferma Manuela Palermi, della segretria nazionale del Pdci. "Se Berlusconi si accanira' contro i lavoratori, il prossimo autunno sara' davvero caldo. E' su questi contenuti che va lanciata la sfida al governo, perche' sta qui la vera, profonda differenza tra destra e sinistra. Finora si e' fatto il contrario. Veltroni - il principale responsabile della caduta del governo Prodi - ha portato allo sfascio il Pd e il centrosinistra perche' ha voluto appannare questa differenza di fondo, imbarcandosi in penosi dialoghi sulle riforme da condividere e in furbizie interessate sulle leggi elettorali". ''Il governo rischia di favorire uno scenario di tipo ''argentino''. Rinnovare i contratti con una inflazione programmata del 1,7% significherebbe impoverire ancora piu' drammaticamente le famiglie italiane contraendo ulteriormente la loro capacita' di spesa''. Lo afferma Maurizio Ronconi dell'Udc. ''E' una decisione da rivedere perche' determinerebbe una reazione da parte dei cittadini durissima anche perche' non sono piu' nella condizione di sopportare altri tagli ai loro redditi pena un impoverimento complessivo ed uno scenario di tipo 'argentino''', aggiunge. ''Molto meglio invece ipotizzare brevi 'contratti ponte' con l'accordo di rivedere tutto in base all'andamento dell'economia nel corso del prossimo anno e assumendo come riferimento il potere d'acquisto dei salari medi''. |
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