| UE: preoccupazione per l'aumento dei costi, solo energia +9,7% nell'ultimo mese |
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| 14/12/2007 | |
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14 dic. - Il Commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia è "molto preoccupato"
per l'andamento dell'inflazione in Eurolandia. "Quello di oggi é
chiaramente un dato negativo", ha spiegato la portavoce del
commissario, Amelia Torres, spiegando che "i dati sono peggiori delle aspettative".
"Quando il Commissario Almunia presentò le previsioni nello scorso novembre - ha spiegato Torres - mise già in evidenza i rischi di ulteriori rialzi dell'inflazione.
Noi speriamo che dalla metà del 2008 i prezzi tornino ad un livello normale.
Speriamo, perché in effetti i dati sono peggiori delle aspettative".
La portavoce di Almunia ha quindi spiegato come sul banco degli imputati ci siano principalmente i prezzi dell'energia, aumentati del 9,7% nell'ultimo mese, e quello dei generi alimentari. "L'andamento positivo o stabile, registrato in altri settori - ha aggiunto - non è sufficiente per compensare quegli effetti negativi".
Il tasso annuo d'inflazione nella zona dell'euro in novembre è stato del 3,1% contro il 2,6% di ottobre.
Lo ha reso noto oggi c, l'ufficio europeo di statistica, che ha rivisto al rialzo la stima flash del 30 novembre scorso pari al 3%.
Anche nell'Ue-27 il tasso è stato del 3,1% contro il 2,7% di ottobre.
Nella zona dell'euro si tratta del tasso più alto di inflazione dal maggio 2001 quando si attestò al 3,1%.
Un anno fa l'inflazione, sottolinea Eurostat, era stata dell'1,9% nella zona dell'euro e del 2,1% nell'Ue, mentre il tasso su base mensile in novembre è stato rispettivamente dello 0,5% in entrambe le zone.
Quanto ai singoli paesi, i tassi più bassi d'inflazione, a novembre, sono stati osservati in Olanda (1,8%), Finlandia (2,1%) e in Slovacchia (2,1%), mentre i più alti in Lettonia (13,7%), Bulgaria (11,4%) e in Estonia (9,3%).
Per l'Italia è stato del 2,6%. I tassi annui più elevati sono indicati per l'insegnamento (9,4%), i trasporti (5,8%) e i prodotti alimentari (4,3%), mentre i tassi annui più bassi sono stati rilevati per le comunicazioni (-1,8%), il tempo libero e la cultura (0,3%) e gli articoli d'abbigliamento (1,2%).
Per quanto riguarda invece alcuni sottoindici, i carburanti per i trasporti hanno segnato un +0,55%, i combustibili liquidi +0,17%, così come il latte, il formaggio e le uova +0,15% ed hanno avuto un impatto più forte al rialzo del tasso globale, mentre hanno visto un abbassamento le telecomunicazioni (-0,15%) e i vestisti (-0,11%).
CONFINDUSTRIA:
Il Pil 2007 si attesterà all'1,8%, mentre nel 2008 il ritmo di crescita rallenterà all'1%. Sono le stime del centro studi di Confindustria che ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni per l'anno in corso dal +1,7% indicato in precedenza, tagliando invece dall' 1,3% all'1% la crescita 2008.
Per il 2009 il Pil stimato è in aumento dell'1,4%. Le previsioni del governo indicano una crescita del Pil dell'1,9% nel 2007 e dell'1,5% per il 2008. Il rapporto deficit-pil dovrebbe attestarsi nel 2007 al 2,2% e confermarsi allo stesso livello anche nel 2008.
Confindustria stima che nel 2009 si dovrebbe invece scendere al 2,1%.
Per quanto riguarda il debito il centro studi lo stima nel 2007 al 104,8%, scendendo poi al 103,4% nel 2008 e al 101,2% nel 2009.
Nel 2008 i consumi delle famiglie subiranno un forte rallentamento. Secondo le previsioni dell'Ufficio studi di Confindustria si passerà dal +1,9% di quest'anno al +1,2% del prossimo.
I consumi riprenderanno lievemente nel 2009, con una crescita stimata dell'1,4%. (ANSA)
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