| UE: SALE IL DEFICIT (2,3%) RALLENTA IL PIL, INFLAZIONE 3% - ITALIA ULTIMA IN EUROPA |
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| 28/04/2008 | |
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28 apr. - Alumnia lancia l'allarme, nel nostro paese inflazione galoppante e deficit che aumenta, queste le pessime notizie per l'economia italiana ultima in Europa, la Commissione ha rivisto al ribasso le stime di crescita del nostro paese, nel 2008 la crescita è stat del 0,5%, in merito all'inflazione le stime sono al rialzo e si attesterà sul 3% nel 2008 e sul 2,2% nel 2009.
Lo dice la Commissione Ue nel Rapporto di primavera, che ha riveduto al ribasso di quasi un punto percentuale la stima per il 2008 che era di +1,4% nel Rapporto autunnale (poi aggiustato a +0,7% a inizio marzo) e ha dimezzato quella per il 2009 (da +1,6% in autunno). L'Italia, come già nel 2007, avrà la performance peggiore nell'Eurozona e nei 27 Paesi dell'Ue e, dice la Commissione, «il gap già negativo con la media dell'Eurozona, si allargherà ulteriormente». In corso un «marcato rallentamento» L'anno scorso l'economia italiana è cresciuta dell'1,5% e la stima del Governo per quest'anno è ferma a +0,6%, mentre l'Fmi in aprile ha drasticamente riveduto la nostra crescita a +0,3% quest'anno e l'anno prossimo. L'Italia, dice la Commissione nel Rapporto di primavera, «è entrata nel 2008 con un trascinamento negativo» di crescita dal quarto trimestre 2007, che è stato negativo, e gli indicatori segnalano che «l'attività economica resterà moderata in tutta la prima parte dell'anno». La crescita sarà sostenuta dalla sostanziale tenuta del settore manifatturiero che compensa, almeno in parte, il forte peggioramento di quello dei servizi. Inoltre, dice il Rapporto, visto che parte del calo accusato nel quarto trimestre 2007 potrebbe essere dovuto a fattori straordinari, come ad esempio lo sciopero dei trasporti del dicembre scorso, il primo trimestre potrebbe aver visto «una lieve ripresa» dell'attività, seguita da crescita piatta nel secondo. Nei restanti due trimestri si prevede un miglioramento, anche se a passo molto lento. I l Rapporto evidenzia, tuttavia, che «il gap sempre negativo a livello di crescita con la media dell'Eurozona è destinato ad allargarsi, malgrado l'esposizione relativamente modesta del settore bancario alle turbolenze di mercato». Al rallentamento in corso, che viene definito «marcato», contribuiscono tutte le componenti della domanda: i consumi privati andranno sempre più a rilento a causa dell'aumento dell'inflazione e della minore fiducia, gli investimenti nel settore privato sono previsti in stagnazione, mentre aumenteranno nel settore pubblico, e il calo della domanda estera assieme all'apprezzamento del cambio peseranno sulla crescita dell'export. Crescita della produttività sempre a rilento Nel 2009, la crescita dovrebbe restare modesta a fronte di uno scenario globale sempre sfavorevole, ma l'Italia dovrebbe beneficiare di un «marginale» trascinamento positivo da quest'anno e di una limitata ripresa dei consumi di riflesso al previsto calo dell'inflazione, mentre i il contributo netto dell'export sarà negativo con le importazioni in crescita più 'velocè rispetto alle esportazioni. Il «sostanziale» rallentamento nel 2008 e nel 2009 avrà un impatto sulla crescita dell'occupazione prevista a +0,4% e +0,5% rispettivamente (+1% nel 2007), ma la disoccupazione dovrebbe continuare a scendere al 6% quest'anno (da 6,1% nel 2007) e al 5,9% nel 2009 con un contenuto sulla crescita sempre piuttosto alto: di conseguenza la produttività del lavoro migliorerà dello 0,2% soltanto in entrambi gli esercizi e questo sottolinea «il persistente problema italiano» in questo campo. I contratti di fine 2007 e previsti per il 2008 in molti settori porteranno a «una netta accelerazione delle retribuzioni per addetto che, assieme alla debole produttività, risulteranno in aumento dei costi unitari del lavoro (+0,8% quest'anno dopo -0,8% nel 2007) con una decelerazione solo nel 2009. Questa batteria di dati, dice la Commissione, «avrà un impatto negativo sulla posizione competitiva dell'economia italiana sia nei confronti dell'Eurozona sia del resto nel mondo». Bruxelles mette in guardia su calo gettito Il rapporto deficit/Pil italiano - stima ancora la Commissione - salirà quest'anno al 2,3% dall'1,9% registrato nel 2007, e al 2,4% nel 2009, a politiche invariate. I dati tengono conto delle misure adottate a tutto il 15 aprile, e della revisione al rialzo al 2,4% del dato per quest'anno contenuto nella Trimestrale di cassa di marzo. L'ampia correzione dei conti pubblici raggiunta negli ultimi due anni «si è basata soprattutto sull'andamento delle entrate», ma questo fattore, ammonisce la Commissione, «si esaurirà progressivamente». Per il rapporto debito/Pil le attese di Bruxelles sono sempre favorevoli: il trend positivo iniziato nel 2007, con un calo al 104%, d ovrebbe continuare quest'anno (al 103,2%) e il prossimo (al 102,6%), sempre sulla base di politiche invariate. Sui conti pubblici, la Commissione segnala che l'avanzo primario dovrebbe ridursi di mezzo punto percentuale rispetto al pil nel 2008 e prevede che, al netto dei fattori ciclici e di misure una tantum, sia il deficit sia l'avanzo primario peggioreranno di un quarto di punto, rispetto al 2007, a causa dell'aumento di spesa e di tagli alle tasse. Nel dettaglio, la previsione sconta lo slittamento al 2008 di alcune voci negative, come nuovi trasferimenti al settore sociale, investimenti e tagli all'Irap, in precedenza previsti per il 2007. Gli investimenti pubblici sono previsti in forte aumento, ma non quanto iscritto nel bilancio dello Stato a causa di prevedibili ritardi nell'attuazione. L'andamento positivo dei conti pubblici italiani nei primi tre mesi dell'anno, sottolinea, tuttavia, Bruxelles, riflettono il gettito ancora molto vivace e il continuo controllo esercitato sulla spesa. L'andamento favorevole del gettito dovrebbe, però, «esaurirsi progressivamente a causa dell'effetto ritardato del rallentamento economico e la scomparsa di alcuni fattori temporanei». È, inoltre, molto incerto il risultato concreto delle modifiche alla tassazione societaria introdotte con la Finanziaria 2008. L'ascesa al 2,4% prevista per il 2009, infine, è dovuta a un calo del gettito dalle società sia per le nuove misure sia perl'andamento negativo del ciclo economico. Il livello di spesa «resterà nel complesso invariato» perchè non dovrebbero esserci le forti spese previste per quest'anno per il rinnovo di contratti nel settore pubblico. Per il deficit strutturale la previsione è di un lieve ampliamento all'1,8% quest'anno (da -1,7% nel 2007) e di un miglioramento all'1,6% nel 2009. Nel 2008 l'inflazione italiana toccherà il 3%, per poi tornare al 2,2% nel 2009. «L'aumento dei prezzi del petrolio e degli alimentari - si legge nel capitolo dedicato all'Italia - ha fatto salire l'inflazione anno su anno nell'ultima parte dell'anno. Assumendo prezzi del petrolio e delle materie prime stabili nel periodo di previsione, l'inflazione dovrebbe progressivamente scendere dal 3,3% dei primi due trimestri del 2008 per raggiungere il 2,5% alla fine dell'anno, per via di un effetto base minore». La Commissione europea chiuderà presto la procedura per deficit eccessivo avviata contro l'Italia e il Portogallo. Lo ha annunciato il commissario europeo agli Affari economici e monetari, Joacquin Almunia. L'annuncio di Almunia è arrivato dopo la certificazione del deficit italiano per il 2007 all'1,9% del Pil. scritto da Claudio M '58, aprile 29, 2008 Questa previsione, secondo me alquanto faziosa e condizionata da una visione del mercato troppo liberista, andrebbe comunque copiata e salvata sul computer per vedere quanto, di quello che è previsto, riuscirà a perseguire e mantenere il governo di CDX. Dal momento che le previsioni si basano su uno scenario di politiche invariate, poi non venite a dire che la colpa è di Prodi, che anche se non mi piaceva penso che sarebbe stato capace di fare di più di quanto previsto. COPIATE E SALVATE POI NE RIPARLEREMO. Claudio |
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