Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

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Ultimo aggiornamento: 08.01.2009 ore 01:00
USA '08:CHIUSURA TOUR EUROPEO IN SORDINA PER OBAMA - MCCACIN MESSAGGIO IN STILE BUSH Stampa E-mail
27/07/2008
27 lug. - Dopo le folle oceaniche di Berlino e il tappeto rosso all'Eliseo con il presidente francese Nicolas Sarkozy, Barack Obama ha finito decisamente in sordina oggi a Londra il suo strombazzato viaggio all'estero

obama_brown_280x200.jpg FINALE IN SORDINA DOPO BERLINO E PARIGI - Il primo ministro britannico Gordon Brown gli ha negato persino l' onore di una conferenza-stampa congiunta e il candidato democratico alla Casa Bianca s'e' ritrovato a parlare solo soletto ai giornalisti nel bel mezzo di Downing Street, dove vive e lavora il capo del governo di Sua Maesta'.

Malgrado laburisti e democratici si sentano parte della stessa famiglia politica, l'austero Brown (a rischio di defenestrazione dopo l'umiliante sconfitta elettorale di giovedi' in Scozia) ha deciso di dare a Obama lo stesso identico trattamento riservato a marzo al candidato repubblicano John McCain in un'analoga visita. E in barba all'Obamania che imperversa in Europa non si e' fatto nemmeno fotografare davanti al 10 di Downing Street per la rituale stretta di mano.

Durante le due ore di colloqui col senatore dell'Illinois, giunto dopo un breakfast in albergo con l'ex primo ministro Tony Blair, che mantiene un alto profilo internazionale in veste di mediatore per il Medioriente, Brown ha fatto un unico strappo alla rigida regola protocollare: ha ricevuto Obama amichevolmente in giardino e ha poi fatto con lui una passeggiata sotto il sole nei paraggi di St.James's Park. Non avendo alcun interesse a essere troppo strettamente associato a un Brown che sulla stampa britannica ha ormai l' etichetta del perdente nato, Obama non ha avuto ovviamente il minimo imbarazzo a cimentarsi senza di lui nella surreale conferenza-stampa solitaria davanti a Downing Street mentre il premier se ne stava asserragliato nella sua tana.

In risposta alla domanda di un giornalista, dopo gli auspici di rito sulla necessita' di ''rafforzare il rapporto transatlantico'' e di garantire al mondo una leadership congiunta Usa-Gb nell'approccio a problemi globali come cambiamento climatico, terrorismo e crisi economica, Obama si e' prodotto in una difesa a spada tratta del suo lungo viaggio all' estero che gli ha permesso di avere un'accoglienza da rockstar in Germania e di incassare il pieno, ammirato sostegno del presidente francese Sarkozy, ma che in patria non gli e' valso alcun aumento di popolarita' nei sondaggi. Obama, che aveva iniziato il lungo viaggio con capatine in Afghanistan, Iraq e Medioriente, ha insistito sulla necessita' di una costante apertura sul mondo: ''Non mi stupirei se in certi sondaggi la conseguenza del viaggio fosse una flessione ma - ha sottolineato - ci sono problemi che non possiamo risolvere a livello nazionale. Il viaggio mi sembra importante perche' sono convinto che molte delle questioni che fronteggiamo in casa non possono essere risolte con efficacia se non abbiamo forti partner all'estero''. Il senatore ha sostenuto che mettendo il naso fuori dai patri confini non ha soltanto ''messo in evidenza o amplificato come la situazione internazionale abbia un impatto sull'economia interna'' ma ha potuto fornire ai leader stranieri ''un'idea di quella che potrebbe essere la politica estera di un' amministrazione Obama''. Archiviati Blair (il passato) e Brown (il presente), Obama ha terminato la breve tappa londinese con il leader conservatore David Cameron, in pole position per diventare primo ministro alle prossime elezioni, che l'ha ricevuto per un'ora nel suo ufficio ai Comuni, rimanendone colpito: ''Meno male che non e' leader laburista perche' mi batterebbe'', ha scherzato.

Obama ha confidato a Cameron di volersi prendere una settimana di vacanza in agosto e gli ha girato un consiglio, ricevuto a sua volta da un personaggio con profonda esperienza alla Casa Bianca: ''In caso di vittoria prenditi grosse fette di tempo per pensare, altrimenti incominci a fare errori o perdi di vista il quadro di insieme''.

BILANCIO; LUCI IN EUROPA, OMBRE IN AMERICA - La luce che in Europa ha illuminato Barack Obama come una rock star della politica ha avuto in America un effetto diverso: e' stata ''troppa'', al punto che ora il candidato democratico alle presidenziali Usa 2008, fino a oggi maestro di comunicazione, esce ora un po' ''sovresposto'' dal suo viaggio europeo. ''Non ha importanza, dovevo farlo'', ha risposto lui da Londra, ultima tappa della tournee, poco dopo l'incontro con il premier inglese, Gordon Brown. ''Era necessario consultarsi con loro'' sulle principali questioni sul tappeto, si difende. Alle ombre elettorali addensatesi nel frattempo su di lui in patria, lui risponde ribadendo che anche parlare a Berlino, a Parigi e a Londra puo' essere utile per risolvere quello che davvero sta a cuore agli americani, vale a dire la crisi dei mutui e il caro petrolio.

Se e' vero John McCain lo ha esplicitamente criticato per il suo viaggio europeo accusandolo di essere presuntuoso, Obama da Londra ha replicato in questi termini al candidato repubblicano: ''Sinceramente non capisco i motivi della polemica. E' nell'interesse dell'America che chiunque sia il prossimo presidente abbia forti relazioni con i nostri alleati all'estero. Tant'e vero - aggiunge il senatore dell'Illinois - che anche il senatore McCain prima mi aveva raccomandato un viaggio all' estero, poi e' andato in Canada, in Colombia, in Messico, dove ha tenuto discorsi come ho fatto io''.

Tuttavia sul piano meramente elettorale agli americani alle prese con mutui e caro prezzi non e' piaciuta piu' di tanto la figura del candidato-presidente che saluta Berlino come se fosse John Kennedy o che abbraccia Sarkozy, Gordon Brown e Tony Blair come se gia' fosse un Capo di Stato, quando invece e' un semplice ''nominee'' (letterelmente ''nominando'') di partito, nomination che peraltro deve ancora essere ufficialmente ratificata dai Democratici alla prossima convention di Denver. Dunque non solo il discorso di Berlino, l'abbraccio di Sarkozy o il saluto a Tony Blair e Gordon Brown sono apparsi eccessivi a coloro che li hanno guardati in tv dagli Usa, ma dal punto di vista elettorale hanno imposto ''troppo'' Obama, con uno stile piu' da rockstar che da politico.

''Credo che da questo punto di vista il mio viaggio non sia stato compreso da tutti in America dove legittimamente prevale la preoccupazione per i mutui e il caro petrolio - ha ammesso Obama a Londra intervistato alla Cnn. Ma per me era necessario farlo. Non credo che avra' un impatto politico immediato, e addirittura sarei sorpreso se lo avesse sugli ultimi sondaggi. Anche perche' sono stato fuori dal Paese per una settimana, dunque qualche conseguenza e' inevitabile''.

Anche in politica estera era necessario il viaggio per mettere a punto con gli alleati la futura posizione di un'eventuale ''amministrazione Obama'' su temi come Iraq, Afghanistan, Iran. E' l'Afghanistan per Obama il nodo piu' urgente: lo ha ribadito ad Angela Merkel, a Nicolas Sarkozy e a Gordon Brown.

Ai quali ha anticipato che, se verra' eletto presidente, bisognera' rivedere le regole d'ingaggio per le truppe Nato impegnate in quella guerra. E se gli Stati Uniti sono pronti a inviare laggiu' due brigate aggiuntive, gli alleati europei - ha avvertito - dovranno essere pronti a far combattere i loro soldati. Diverso il caso dell'Iraq: entro 16 mesi le truppe americane dovranno essere tornate a casa. Quanto all'Iran, resta una minaccia. Ma per Obama e' la diplomazia la via principale da seguire

mcacin_casa_bianca_280x200.jpgMCCAIN, MESSAGGIO RADIOFONICO IN STILE BUSH - STOCCATE A OBAMA: PARLA A MONDO MENTRE AMERICANI IN DIFFICOLTA'  - Se sul piano politico il candidato repubblicano alle presidenziali Usa 2008, John McCain, cerca di distanziarsi dal presidente uscente, George W. Bush, per evitare l'accusa di essere troppo appiattito sulle sue posizioni, sul piano dello stile della comunicazione elettorale oggi McCain ha scelto di apparire in tutto e per tutto come lui. Come Bush, infatti, ha rivolto un discorso radiofonico alla nazione, e lo ha fatto per attaccare Barack Obama.

Da otto anni in qua George W. Bush e' solito entrare ogni sabato via radio nelle case di milioni di americani, per aggiornarli di volta in volta sul tema piu' sentito della settimana, dalla situazione della guerra in Iraq alla crisi dei mutui. Oggi John Mccain ha fatto la stessa cosa: ha rivolto un suo saluto radiofonico alla nazione per criticare il viaggio europeo del suo avversario: ''Non so voi - ha detto - ma io in questi giorni mi sono sentito messo un po' in disparte. Con il senatore Obama che ora indirizza i suoi discorsi al mondo, e con la copertura mediatica senza fiato che ha ricevuto, io ho cominciato a sentirmi come tagliato fuori. Forse anche voi...''.

Come gia' ieri, McCain ha attaccato Obama sia sulla politica estera, sia su quella interna. Da un lato lo ha accusato di aver cambiato piu' volte posizione, di avere ''posizioni multiple'' sulla guerra in Iraq, ripetendo quanto detto ieri, che Obama ''non ha il tipo di capacita' di giudizio per essere un comandante in capo''.

Sul piano interno McCain ha tacciato l' avversario di preoccuparsi di fare all'estero discorsi ''ai cittadini del mondo'' mentre in patria migliaia di americani sono alle prese con emergenze economiche di assoluta gravita', dal caro benzina alla crisi dei mutui, di cui molti americani ''non riescono a pagare le mensilita''.

Ben consapevole dei rischi da sovraesposizione a cui Obama andava incontro, anche oggi il candidato repubblicano ha scientemente contrapposto alle ''straordinarie'' giornate europee di Barack Obama le ''ordinarie'' giornate americane di John McCain: un incontro con un associazione di reduci, una spesa al supermercato, un giro sulla golf cart con George Bush senior, un wurstel in compagnia. Anche se solo poche ore prima McCain aveva incontrato il Dalai Lama, che ha definito ''un eroe del nostro tempo''.  (ANSA)

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