| USA '08: DOPO IL SUCCESSO A BERLINO OBAMA VOLA A PARIGI - SARKOZY: "E' UN AMICO" |
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| 26/07/2008 | |
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26 lug. -
Il volto sorridente di Barack Obama spunta sulle
magliette in vendita nei negozi turistici del quartiere delle Halles,
in pieno centro di Parigi. Sopra, la scritta "Yes, we can". Su
un'altra, la foto del candidato democratico alla Casa Bianca è accanto
a quella di Martin Luther King: "The Dream", si legge.
"Sono articoli che si vendono bene, soprattutto ai giovani tra i 17 e i 25 anni", osserva un negoziante.
La "Obamania" colpisce Parigi oggi tanto quanto Berlino ieri, anche se la visita del senatore dell'Illinois nella capitale francese, dopo il bagno di folla di ieri a Berlino, si svolgerà in modo piuttosto discreto.
Solo un incontro all' Eliseo a tu per tu col presidente Nicolas Sarkozy e una conferenza stampa.
Delusione dei numerosi fans? "E' un peccato che resti così poco, ma il nostro sostegno non cambierà", dice Samuel Solvit, 22 anni, che ha creato il primo Comitato di sostegno a Obama di Francia.
"Se ha scelto di parlare in pubblico a Berlino - continua - è per ragioni simboliche e storiche, il suo è stato un discorso notevole, le nostre attese sono quindi pienamente soddisfatte". Il comitato riunisce oggi più di 3.500 membri, tra i quali anche il filosofo Bernard Henri-Levy e la stilista Sonia Rykiel.
L'esempio parigino è stato poi seguito a Lione, dove è nato di recente un Comitato di amici di Obama, un migliaio di aderenti che chiamano il loro idolo familiarmente Barack. Così Obama resterà in tutto solo poche ore nella Ville Lumiere che ha già visitato con la moglie Michelle.
Ma l' evento è molto atteso, soprattutto nelle banlieue, dove il senatore dell'Illinois è diventato un idolo.
Qui in molti lo considerano un misto tra John Kennedy e Martin Luther King, per molti rappresenta una speranza di cambiamento negli Usa, ma di riflesso, in Europa e nel mondo. "E' giovane, dinamico, ha idee nuove.
E poi non si può negare che il colore della sua pelle fa che molte persone escluse dalla vita politica si sentano finalmente rappresentate": le parole del giovane Stanislas, residente a Villiers-le-Bel, banlieue nord di Parigi, quelle che spesso e volentieri vengono definite "a rischio", sembrano riassumere le speranze di tutta una generazione di giovani francesi, di solito più diffidente nei confronti degli uomini politici. Molti sono "meticci" qui proprio come lui, figlio di un immigrato keniano e un'americana del Kansas. Se Obama fa sognare la Francia è perché è l'esempio vivente di un "reve americain" (sogno americano) diventato realtà, fa notare lo storico Francois Durpaire sulla rete tv Lci. E poco importa se il suo programma quasi nessuno in banlieue lo conosce nei particolari. "Se dovesse diventare presidente la Francia non potrà essere da meno", sostiene Azedine Haffar del comitato di Lione, perché l'Obamania ricorda innanzi tutto la situazione francese, dove l'elezione d'un presidente figlio di immigrati per molti resta solo un sogno.
Che un fenomeno Obama esista in Francia lo dicono anche i sondaggi.
Uno recente pubblicato dal 'Daily Telegraph' sostiene per esempio che il 65% dei francesi lo voterebbe.
Ma il fenomeno sembra toccare anche le alte sfere del Paese, con un consenso che va da destra a sinistra, fino ad arrivare in cima allo stato.
"Obama? E un mio amico", ha detto Sarkozy. Qualcuno però si chiede se tutto questo entusiasmo francese non finisca per nuocere al candidato alla Casa Bianca: Francois Durpaire, co-autore del libro "L'Amerique de Barack Obama", ricorda che nel 2004 l'allora candidato democratico, John Kerry, scontò nell'elettorato popolare il fatto di avere parenti francesi in famiglia e di parlare correntemente la lingua di Moliere.
AGLI EUROPEI, 'DIVIDIAMO IL FARDELLO' AFGHANISTAN
- Una delle priorità del senatore dell'Illinois Barack Obama è di far capire ai governi europei che devono impegnarsi di più accanto agli Stati Uniti nella guerra contro il terrorismo, soprattutto in Afghanistan, dove bisogna "dividere il fardello". Lo stesso Obama lo ha spiegato oggi alla Cnn poco prima di giungere in Francia, in una lunga intervista di cui alcuni stralci sono stati anticipati. "Gli europei sono coinvolti nella stessa battaglia contro il terrorismo", ha tra l'altro detto Obama, aggiungendo che "noi possiamo continuare a guidarla solo con un serio partenariato" europeo".
Dopo avere citato i tre leader di governo visti in queste ore in Europa (il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico Gordon Brown), Obama ha aggiunto che "l'America vuole lavorare con questi Paesi", in modo da "diminuire il peso del fardello" che grava sulle spalle degli Stati Uniti. Il senatore dell'Illinois ha spiegato che ciò avrebbe un effetto positivo sull'economia americana, colpita dalla crisi dei mutui. "Se ci saranno più truppe Nato in Afghanistan - ha detto Obama - a lungo termine ci saranno meno americani, e spenderemo meno dollari, permettendoci di fare sgravi fiscali alle famiglie della middle class", le più colpite dalla crisi. (ANSA)
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