| USA '08: E FIDEL CASTRO STA CON OBAMA - E' IL MIGLIOR CANDIDATO |
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| 27/05/2008 | |
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27 mag. - Fidel Castro sta con Barack Obama. Le prime reazioni al discorso del senatore dell'Illinois alla Fondazione Nazionale Cubana Americana (FNCA) (dove Obama ha detto che non solleverà l'embargo ma è pronto ad aprire il dialogo), arrivano dal lìder màximo: "E' il miglior candidato per la presidenza degli Stati Uniti da un punto di vista sociale e umano". Fidel ha anche precisato di non provare "rancore" per lui perché "non è il responsabile dei crimini contro Cuba e l'umanità".
Secondo Castro, le proposte di Obama possono portare " fame nel paese, le rimesse diventare elemosine e le visite a Cuba da parte della cumunità cubanoamericana (che Obama ha promesso se vince) propaganda per il consumismo". E la stoccata finale arriva rispondendo alle parole di Obama a Miami. Il senatore dell'Illinois ha parlato di "rivoluzione cubana andidemocratica e priva di rispetto della libertà e dei diritti umani" ovvero, precisa Fidel, "gli stessi argomenti che l'amministrazione Usa ha usato per giustificare i suoi crimini contro Cuba". Castro ha criticato duramente l'amministrazione Bush ma ha anche teso la mano a Obama: "Non metto in dubbio la sua acuta intelligenza, la sua capacità critica e il suo spirito di lavoro. E' ferrato sulle tecniche di comunicazione ed è al di sopra dei rivali nella corsa alla Casa Bianca. E' senza ombra di dubbio una persona piacevole...". In attesa della quasi certa nomination democratica, Barack Obama sta preparando un tour in Europa che dovrebbe partire da Berlino, città dal forte richiamo all'epoca kennediana. Lo ha riferito al Tagesspiegel il coordinatore del governo tedesco per la cooperazione con gli Usa, Karsten Voigt. La visita di Obama nella capitale tedesca inevitabilmente riporterà alla mente il celebre discorso di John F. Kennedy nel 1963, quando nella Berlino divisa dal Muro pronunciò le parole "Ich bin ein Berliner", io sono berlinese. Obama seguirà le orme di Jfk tenendo un discorso allla porta di Branedburgo e visitando il Museo Kennedy.
Barack Obama corregge il tiro sul dialogo con l'Iran e avverte che non è sicuro che, se eletto, incontrerà il presidente Mahmud Ahmadinejad.
Il senatore dell'Illinois ha spiegato che terrà conto delle elezioni presidenziali nella repubblica islamica, in programma del 2009, e ha fatto capire che l'incontro potrebbe avvenire con un esponente delle autorità religiose, come la Guida suprema Ali' Khamenei. "
Non c'è motivo di incontrare necessariamente Ahmadinejad prima di sapere se resterà al potere, non è la persona più potente in Iran", ha spiegato Obama.
Il candidato repubblicano John McCain ha subito accusato il senatore afroamericano di aver fatto marcia indietro: "Nell'ultimo anno, Obama ha più volte confermato che si sarebbe incontrato senza precondizioni con Ahmadinejad e i leader di Siria, Cuba e Venezuela", ha ricordato il portavoce di McCain, Brian Rogers. (Affaritaliani)
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