| USA '08:LA FORTEZZA HILLARY INDEBOLISCE I DEMOCRATICI |
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| 10/05/2008 | |
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10 mag. - di Michael Gray - Senza dubbio John McCain ed Hillary Clinton hanno un nemico in comune, Barack Obama, situazione che mette in risalto la forza di McCain e la debolezza invece dei due candidati democratici.
La vittoria di Obama nel Carolina del Nord e la sua
‘piccola’ sconfitta in Indiana ha sicuramente rinforzato la posizione
del candidato afroamericano nelle primarie democratiche – a tal punto
da essere considerato ormai dai maggiori giornali americani da Los
Angeles a New York titolare della candidatura democratica alle
presidenziali di Novembre 2008.
La Clinton però non demorde e continua
con testardaggine thatcheriana la sua corsa nonostante il fatto che
abbia finito i soldi ed è costretta a fare rincorso alla "tassa Lewinsky"
(per la tassa Lewinsky intendo dire che Hillary ormai ha preso in
prestito dal proprio conto più di 10 milioni di dollari – soldi
probabilmente guadagnati dal marito Bill ma messo a disposizione di
Hillary senza battere ciglio forse a causa dei i sensi di colpa per le
sue attività extraconiugali durante la sua presidenza.) e il mondo
democratico comincia guardarsi attorno con imbarazzo.
La Clinton ora deve trovare un modo per ritirarsi in modo elegante
senza portare via futuri voti ad Obama perché la situazione è tale che
il partito democratico comincia a dividersi definitivamente.
Si legge
sempre più frequentemente articoli nei giornali americani inviati dai
sostenitori di Hillary Clinton (soprattutto tra le donne ‘mature’ e gli
operai con basso livello di istruzione che sono due importanti gruppi
sostenitori) che dichiarano che non andranno a votare se Obama vince la
candidatura.
Infatti la visita di McCain questa settimana a Youngstown
- Ohio una città post industriale nella cosiddetta cintura di ruggine,
caratterizzata da un alto livello di disoccupazione e tradizionalmente
territorio democratico, è dimostrazione del fatto che McCain sta
prendendo molti spunti dalla campagna della Clinton contro Obama per
costruire la propria campagna elettorale.
La tenacia della Clinton sta
diventando sempre più il tallone di Achille del partito democratico.
Alcuni pensano alla possibilità della candidatura di Obama con la
Clinton come vice, cosa non del tutto disdegnato sorprendentemente, da
un portavoce dell’ex first lady, ma rinnegato da molti dirigenti del
partito perché la squadra “presidenziale”composta da un nero e da una
donna è considerata troppo ‘rischiosa’.
Io continuo a individuare in Bill Richardson il compagno ideale per
Barack Obama, ex ministro sotto Bill Clinton, ex governatore, ex
ambasciatore ONU con una grande esperienza nella politica estera e,
nonostante il nome anglosassone, di estrazione ispanica.
Il paradosso di questa situazione sarà se Barack Obama vincerà la
nomination alla candidatura democratica, avrà bisogno per vincere le
presidenziali di aiuto da tutti i democratici, ma soprattutto da Bill e
Hillary Clinton. - Michael Gray
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