| USA '08: LE SCELTE NON FACILI DI OBAMA SUI POSSIBILI VICE |
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| 05/06/2008 | |
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05 giu. - Acquisita ormai la nomination
democratica, Barack Obama si trova a dover compiere la scelta
del vice che potrebbe essere decisiva nella corsa alla Casa
Bianca. Tra i candidati alla vicepresidenza troviamo ovviamente Hillary Clinton, Joseph Biden, Michael Bloomberg, Wesley Clark e Bill Richardson.
HILLARY CLINTON: la senatrice di New York ha fatto filtrare
un'autocandidatura e con lei il senatore dell'Illinois potrebbe
recuperare i consensi dei 18 milioni di elettori democratici
schieratisi con l'ex First Lady nelle primarie, in particolare
le donne, gli ispanici e gli operai.
Inoltre Hillary fornirebbe
al "ticket" quel patrimonio di esperienza in politica estera
che manca a Obama, porterebbe nuovi finanziamenti e sarebbe
determinante per conquitare molti Stati in bilico. Dall'altra
parte per Obama sarebbe difficile mantenere l'impegno al
cambiamento assunto con gli elettori riportando una Clinton
alla Casa Bianca.
Inoltre la senatrice newyorchese sarebbe
un'ingombrante compagna di viaggio dopo cinque mesi di
combattutissime primarie e non e' detto che l'accoppiata,
anziche' sommare i consensi, non finisca per alienare gli
elettori ostili a un candidato donna o a un afroamericano. Da
un sondaggio online della Cnn e' emerso che il 60% e' contrario
al "dream ticket".
JOSEPH BIDEN: presidente della Commissione Esteri del Senato,
ha sei mandati a Capitol Hill alle spalle e potrebbe fornire a
Obama una robusta copertura in politica estera. Pero' ha 65
anni e non puo' esssere visto come uomo del rinnovamento.
MICHAEL BLOOMBERG: il sindaco di New York, un magnate dei
media ex repubblicano, ha rinunciato a candidarsi come
indipendente. Aiuterebbe Obama per il voto del mondo ebraico,
ma non per quello dei bianchi e degli operai.
WESLEY CLARK: l'ex comandante della Nato che nel 2004 si era
candidato alle primarie democratiche e' un sostenitore di
Hillary e questo potrebbe servire a ricucire lo strappo con gli
elettori dell'ex First Lady, ma ha 63 anni e non entusiasma la
base del partito.
BILL RICHARDSON: il governatore del New Mexico, un ispanico,
potrebbe aiutare Obama a conquistare il voto di questa
minoranza e accrescere le sue credenziali in politica estera
(e' stato ambasciatore all'Onu). (AGI)
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