| USA 2008: a Las Vegas confronto tra i candidati democratici, tutti contro Hillary |
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| 16/11/2007 | |
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16 nov. - La possibilita' di coniugare sicurezza nazionale e tutela dei
diritti umani e' stato il tema centrale del confronto ieri sera
a Las Vegas tra gli aspiranti alla candidatura democratica alle
presidenziali americane del 2008.
Si e' parlato anche di
Sanita' e di Commercio estero in un dibattito che ha coinvolto
i grossi calibri del partito dell'asinello e che a tratti si e'
traformato in una sorta di tutti contro tutti o contro Hillary
Clinton, la "Il primo obbligo del presidente degli Stati Uniti e' proteggere e difendere gli Stati Uniti d'America", ha affermato la senatrice di New York, che ha aggiunto: "Questo non significa che debbano essere trascurati altri aspetti". Obama, senatore dell'Illinois, che la signora Clinton ha giudicato troppo inesperto in politica estera per fare il presidente, ha dato invece una risposta piu' sfumata, ma anche piu' articolata con un richiamo al Pakistan, dove il presidente Pervez Musharraf ha imposto lo stato d'emergenza e sospeso i diritti costituzionali per contrastare -cosi' ha motivato- il terrorismo islamista. "I due concetti (lotta contro il terrorismo e tutela dei diritti umani, ndr) non sono in contraddizione, ma assolutamente complementari", ha detto, "Credo che il Pakistan sia un grande esempio. Negli ultimi sette anni abbiamo dato aiuti per 10 miliardi di dollari con due finalita': fronteggiare il terrorismo e ripristinare la democrazia. Non abbiamo ne' l'una ne' l'altra cosa. Mentre la democrazia in Pakistan rafforzaerebbe la nostra battaglia contro gli estremisti. Se ci limitiamo a puntellare pratiche anti-democratiche alimenteremo l'impressione che l'America si preoccupa soltanto di se' stessa e che il destino degli americani non e' legato a quello di altri popoli". La Clinton, rispetto al confronto del 30 ottobre, da cui non usci' troppo bene, e' sembrata piu' tempestiva ed efficace rispetto a Obama e al senatore del North Carolina, John Edwards. Ma il tono generale del dibattito e' stato criticato sia dal governatore del New Mexico, Bill Richardson, sia dal senatore del Delaware, Joseph Biden, per gli attacchi personali degli uni contro gli altri. Mark Penn, lo stratega della signora Clinton, ha affermato che la reazione dell'audience ha indicato che la tattica di Obama e di Edwards di attaccare la favorita si e' rivelata un boomerang. "Il grande punto interrogativo di ieri sera era se la senatrice Clinton sarebbe stata in grado di recuperare e lo ha fatto. Il suo e' stato un lavoro straordinario. La campagna elettorale e' stata rimessa sui binari giusti", ha assicurato.(NC) |
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