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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 28.08.2008 ore 16:30
USA 2008: archiviato l'Iowa ora tutti in New Hampshire. Hillary Clinton in difficoltà. Stampa E-mail
04/01/2008
4 gen. -Tra i democratici Barack Obama ha sbaragliato il campo, conquistando una vittoria che ha acquisito un valore ancora maggiore per il fatto che alle sue spalle non si e' piazzata l'ex 'first lady' Hillary Rodham Clinton, fino a poche settimane fa super-favorita, bensi' il terzo incomodo John Edwards. In campo repubblicano l'ha spuntata invece l'outsider Mike Huckabee, il predicatore battista che ha letteralmente surclassato il miliardario Mitt Romney e il veterano John McCain.

hllary15.jpg Elevatissima la partecipazione al voto, per lo meno per gli standard americani, a conferma di quanto la competizione elettorale sia 'sentita' dai cittadini statunitensi molto piu' di quanto non sia avvenuto in passato. Ora la lotta si sposta nel New Hampshire, Stato Usa da sempre decisivo e fortemente indicativo dell'esito finale della consultazione, dove martedi' prossimo e' in programma l'esordio delle vere e proprie primarie. (AGI) Pdo

HILLARY SI CONGRATULA CON OBAMA, BILL HA VOLTO DELUSO  Sul volto di Bill Clinton si leggono orgoglio per la battaglia della moglie, la senatrice di New York Hillary Clinton che ha chiuso con un deludente terzo posto il confronto delle primarie in Iowa. Ma si legge anche innegabile devastazione. La sconfitta c'è e non è da poco: il giovane senatore dell'Illinois Barack Obama l'ha battuta di nove punti, tanti, tantissimi. E persino l'ex senatore della Carolina del Nord John Edwards, che ha speso in Iowa un sesto dei fondi di Clinton, l'ha superata di un punto percentuale. Sul palco la senatrice ha messo l'accento sulla vittoria democratica, che ha portato ai seggi un fiume di persone, ipotecando a suo avviso la Casa Bianca e si è congratulata con il vincitore e con John Edwards.

obama30picc.jpgLA VOGLIA DI CAMBIARE, OBAMA RAGGIANTE TRA I GIOVANI Voglia di cambiare, cambiare, cambiare. E' più di una parola d'ordine, è la spiegazione di un entusiasmo che il partito democratico non vedeva dagli anni novanta, dai giorni dell'ascesa di Bill Clinton, e la chiave per capire la vittoria, storica, incredibile di Barack Obama, giovane senatore nero di Chicago nelle primarie dell'Iowa, uno degli Stati più bianchi, religiosi e conservatori d'America. "Questo è un giorno che ricorderemo fra molti anni" ha detto un raggiante Obama, accanto alla moglie Michelle e alle due figlie, Malia Ann e Natasha.

"Questo è un giorno in cui abbiamo abbattuto le barriere della politica - ha continuato, ispirato tra gli applausi dei suoi sostenitori a Des Moines, quasi tutti giovanissimi - questo è il giorno in cui abbiamo vinto sulla politica della paura e del cinismo. Questo è il giorno in cui possiamo parlare a democratici, repubblicani e indipendenti e dire che siamo un popolo unico, non diviso, che non ci sono stati rossi e stati blu, ma solo gli Stati Uniti d'America.

Il sogno impossibile si avvera, ed è un sogno americano: "Ho un padre del Kenya e una madre del Kansas e una storia personale che può esistere solo in America, la speranza e il coraggio di guardare avanti mi hanno portato qui e mi porteranno avanti". Obama si sente forte e guarda al New Hampshire, martedì prossimo, e "oltre". "Hanno detto che questo giorno non sarebbe mai arrivato...", aveva esordito, senza dire chi. La sua è dopo tutto una corsa contro tutti, anche contro la comunità afroamericana che lo ha finora snobbato perchè "troppo bianco". "...avevano detto che puntavamo troppo in alto, avevano detto che il Paese era troppo diviso, ma oggi, in questo giorno storico, voi avete fatto quello che ci hanno detto era impossibile". Un anno fa era impossibile pensare che Barack Hussein Obama battesse di nove punti la corazzata elettorale di Hillary Clinton, con un distacco immenso, nove punti, 38% a 29 per cento.

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