4 gen - Un senatore nero, Barack Obama ,
giovane democratico di Chicago, ha stravinto le primarie nel più
bianco degli Stati americani, l'Iowa. "Hanno detto che questo
giorno non sarebbe mai arrivato - ha commentato Obama, parlando
tra applausi interminabili ai suoi sostenitori nella capitale Des
Moines - hanno detto che puntavamo troppo alto, hanno detto che
il Paese era troppo diviso, ma oggi, in questo giorno storico,
voi avete fatto quello che ci dicevano era impossibile".
"Il New Hampshire lo potrebbe fare in cinque giorni, l'America
potrebbe farlo quest'anno". Sul podio e alle spalle c'è uno
slogan a caratteri cubitali: "Cambiare l'America, ora ci
crediamo". Obama ha battuto la senatrice di New York Hillary
Clinton, che ha condotto nei sondaggi per mesi nello Stato, con
un distacco immenso, otto punti, 38% a 29 per cento. Ha superato
anche il sorprendente ex senatore della Carolina del Nord John
Edwards.
I GIOVANI E LE DONNE LA FORZA DI OBAMA IN TRIONFO IN IOWA
Barack Obama ha ottenuto la maggioranza dei voti delle donne non sposate e ha
mobilitato uno straordinario esercito di giovani, che il 4
novembre voteranno per la prima volta per le presidenziali
americane.
Queste le due chiavi della vittoria, storica, nelle
primarie dell'Iowa, prima tappa del lungo cammino per la
nomination. A sorpresa Obama ha ottenuto il sostegno di più donne (36%)
rispetto alla senatrice di New York Hillary Clinton (32%), che se
eletta sarebbe il primo presidente donna della storia americana.
Le donne sposate hanno comunque preferito Clinton.
Obama ha avuto il sostegno del 57 per cento di chi ha tra i 17 e
i 29 anni, e il 42 per cento degli elettori di età compresa tra
20 e 44 anni. Clinton da loro ha avuto rispettivamente l'11 per
cento e il 23 per cento dei voti. Tra gli ultrasessantacinquenni
l'ha spuntata Clinton con il 45% dei voti contro il 18% di Obama.
EDWARDS: CON IL SECONDO POSTO AFFOSSA LA CLINTON “ SONO FELICE, VINCE CAMBIAMENTO,ORA BATTAGLIA”
In Iowa "ha vinto il cambiamento, di cui questo paese ha disperatamente bisogno". Così l'ex senatore
della Carolina del Nord John Edwards ha commentato il risultato
dei caucus democratici in Iowa, che lo hanno visto piazzarsi al
secondo posto, alle spalle del senatore dell'Illinois Barack
Obama e prima della senatrice di New York Hillary Clinton.
Edwards è apparso soddisfatto del piazzamento e più che mai
battagliero, in vista dei prossimi round elettorali che
entreranno nel vivo all'inizio di febbraio.
"Gli elettori hanno scelto il cambiamento dello status quo", ha
detto Edwards, che ha puntato molto sulla campagna elettorale in
New Hampshire, dove le primarie si terranno il prossimo 8
gennaio. "Il messaggio che ho inviato è stato raccolto,
continuerò quindi a lottare per il cambiamento, per la classe
media e per la creazione di posti di lavoro, questioni di grande
importanza", ha detto il senatore.
IN CASA REPPUBBLICANA SCINTILLE. HUCKABEE A ROMNEY: “CARATTERE VALE PIU' DI PORTAFOGLI”
C'è anche l'attore Chuck Norris a
coprire le spalle di un posato Mike Huckabee, l'ex governatore
dell'Arkansas e straordinario vincitore delle primarie
repubblicane in Iowa, la prima importantissima tappa nella corsa
verso la nomination. "Il carattere delle persone vale più del
portafogli", ha detto, parlando ai suoi sostenitori nel quartier
generale di Des Moines. E' una frecciata al suo più agguerrito
concorrente, l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney, che
ha investito fiumi di denaro nella campagna elettorale.
Tra i due nel corso degli ultimi giorni era divampata una
violenta polemica, condita da insulti più o meno velati,
durissimi attacchi e spot elettorali al veleno. Il confronto è
finito con 11 punti di vantaggio, 34 per cento a 25, più di
quanto qualsiasi sondaggio avesse pronosticato.
"Ora continua la maratona - ha aggiunto Huckabee - andiamo in
New Hampshire per un cammino che ci porterà alla Casa Bianca".
I PRIMI RITIRI: I DEMOCRATICI CHRIS DODD E0 JOE BIDEN
Il senatore democratico del Connecticut Chris Dodd è il primo a ritirarsi dalla corsa per la
Casa Bianca in conseguenza del risultato delle primarie in Iowa
di questa notte. Dodd ha ottenuto l'appoggio di un solo delegato,
0 per cento del totale dei voti, settimo posto nella corsa degli
otto concorrenti del suo partito anche Il senatore democratico del Delaware
Joe Biden lascia la corsa per la Casa Bianca, sulla scia del
risultato nelle primarie dell'Iowa dove ha chiuso al quinto
posto, con l'1 per cento dei voti. Non basta e Biden si fa da
parte.
IL CALENDARIO DELLE PRIMARIE
- 5 gennaio - caucus in Wyoming (R)
- 8 gennaio - primarie in New Hampshire (R, D), Stato considerato
tra i più importanti, soprattutto per dare slancio alla campagna
elettorale. I numerosi indipendenti potranno scegliere di votare
alle primarie democratiche o repubblicane. Prendendo in
considerazione le elezioni presidenziali a partire dal 1976,
nessun candidato che abbia perso in New Hampshire è mai riuscito
a essere designato dal proprio partito per la corsa alla Casa
Bianca
- 15 gennaio - primarie in Michigan (R, D)
- 19 gennaio - primarie in South Carolina (R); caucus in Nevada
(R, D), Stato chiave nel West, popolato da una larga comunità
ispanica e dove i sindacati dei lavoratori rivestono un ruolo
particolarmente importante
- 26 gennaio - primarie in South Carolina (D), fondamentali per la
scelta degli afroamericani, che rappresentano circa la metà
dell'elettorato che si reca a votare
- 29 gennaio - primarie in Florida (R, D)
- 1 febbraio - caucus in Maine (R)
- 5 febbraio - denominato il "Super Tuesday", con 24 Stati al
voto: primarie in Alabama (R, D), Arizona (R, D), Arkansas (R,
D), California (R, D), Connecticut (R, D), Delaware (R, D),
Georgia (R, D), Illinois (R, D), Massachussetts (R, D), Missouri
(R, D), New Jersey (R, D), New Mexico (D), New York (R, D),
Oklahoma (R, D), Tennessee (R, D), Utah (R, D); caucus in Alaska
(D), Samoa americane (D), Colorado (R, D), Idaho (D), Kansas (D),
Minnesota (R, D), Montana (R) e North Dakota (R, D)
- 5-12 febbraio - al voto gli americani all'estero
- 9 febbraio - primarie in Louisiana (R, D); caucus in Kansas (R),
Nebraska (D), Isole Vergini (D) e Washington (R, D)
- 10 febbraio - caucus in Maine (D)
12 febbraio - primarie in District of Columbia (R, D), Maryland
(R, D) e Virginia (R, D)
- 19 febbraio - primarie in Washington (R) e Wisconsin (R, D);
caucus alle Hawaii (D)
24 febbraio - primarie a Portorico
- 4 marzo - primarie in Ohio (R, D), Rhode Island (R, D), Texas
(R, D) e Vermont (R, D)
8 marzo - caucus in Wyoming (D)
- 11 marzo - primarie in Mississippi (R, D)
- 22 aprile - primarie in Pennsylvania (R, D)
- 3 maggio - caucus a Guam (D)
6 maggio - primarie in Indiana (R, D) e North Carolina (R, D)
- 13 maggio - primarie in Nebraska (R, D) e West Virginia (R, D)
- 20 maggio - primarie in Kentucky (R, D) e Oregon (R, D)
- 27 maggio - primarie in Idaho (R)
- 3 giugno - primarie in Montana (D), New Mexico (R) e South
Dakota (R, D)
Stati dove non sono state programmati nè‚ primarie nè‚ caucus:
Porto Rico (D), Alaska (R), Hawaii (R), Samoa americane (R), Guam
(R) e Isole Vergini (R).
A primarie e caucus terminati, i candidati saranno designati dai
delegati nelle convention nazionali: i democratici si riuniranno
a Denver, in Colorado, dal 25 al 28 agosto, i repubblicani a
Minneapolis, in Minnesota, dall'1 al 4 settembre. Le elezioni per
il 44esimo presidente degli Stati Uniti si terranno il 4 novembre
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