| USA 2008: Endorsement di Bush Senior per McCain |
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| 19/02/2008 | |
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19 feb. - "Nessuno è più preparato a guidare la nostra nazione in
questi momenti difficili del senatore McCain". Arriva così l'annunciato
'endorsement' all'ormai candidato in pectore repubblicano John McCain,
da parte di George Bush sr, il patriarca della dinastia repubblicana,
dopo che anche il fratello del presidente in carica ed ex governatore
della Florida, Jeb, si è schierato con il senatore che ha messo fuori
gioco quello che sembrava il candidato più gradito all'establishment
del partito, Mitt Romney.
"Il suo carattere è stato forgiato nella sofferenza della guerra - ha detto l'ex presidente parlando a Houston a due settimane dalle primarie del Texas - il suo impegno per l'America è oltre ogni dubbio. Ma, soprattutto, possiede i valori giusti e l'esperienza per guidare la nostra nazione in avanti in questo momento storico".
Per McCain è un sostegno molto importante, dal momento che il senatore ha un grande bisogno di accreditarsi con chi nel partito non lo considera sufficientemente conservatore.
I consiglieri del candidato repubblicano in pectore, che lo scorso weekend nel ranch di McCain in Florida hanno partecipato a un summit per decidere le prossime strategie, al 'New York Times' hanno spiegato che il senatore dell'Arizona chiederà a George Bush di partecipare alle principali manifestazioni per la raccolta dei fondi repubblicani ma non vorrà che l'attuale presidente compaia troppo al suo fianco durante la campagna elettorale.
Il rapporto con la Casa Bianca e il suo attuale si prevede infatti complesso.
Da una parte McCain, che ha sbaragliato gli avversari anche grazie alle sue posizioni indipendenti e di aperta critica all'attuale amministrazione, non ha interesse a stare troppo all'ombra di un presidente che arriva alla fine del suo mandato con un tasso di popolarità precipitato, dopo i record del dopo 11 settembre, ad appena il 30%.
Tenersi lontano da Bush gli permetterà, inoltre, di mantenere il cruciale sostegno degli indipendenti, dei moderati delusi dall'estremismo ideologico mostrato dall'attuale amministrazione e di provare a rubare voti anche in casa democratica.
Ma per contro - riflettono gli strateghi di McCain - Bush rimane ancora abbastanza popolare tra i repubblicani, soprattutto in quei settori del partito, i conservatori e la destra cristiana che ancora non si sono rassegnati a un candidato considerato lontano dalla loro agenda.
Quanto infine al possibile vice di McCain, si fanno sempre più insistenti le voci sull'ex democratico ed ex vice di Al Gore nel 2000, Joseph Lieberman, considerato l'impegno che sta profondendo in favore del candidato in pectore repubblicano.
Alla domanda diretta del 'New York Times', il senatore si schernisce e nega: "No, no, ho già fatto quest'esperienza" riferendosi alla sua candidatura al fianco dell'allora vice presidente Gore.
Ma non fa mistero del fatto che se invitato dal suo amico parteciperà alla convention repubblicana a Minneapolis: "Credo che se McCain sarà nominato, e mi chiederà di andare, andrò".
(Adnkronos)
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