| USA 2008: HILLARY ATTACCA OBAMA : VERGOGNATI! |
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| 24/02/2008 | |
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24 feb. - La miglior difesa è l’attacco. Lo sa bene Hillary
Clinton che «disgustata» dalle critiche di Barack Obama alle sue
politiche sanitarie e commerciali, si scaglia con violenza mai vista
sino ad ora sul rivale nella nomination democratica. «Vergognati, Obama
- sferza l’ex first lady - è ora che tu conduca una campagna elettorale
coerente e che dimostri di rispettare le tue promesse».
La Clinton lancia quindi il guanto di sfida al senatore afro-americano: «Incontriamoci in Ohio e discutiamo delle tue tattiche politiche».
Ha il viso tirato e gli occhi gonfi Hillary, rossa di rabbia come il tailleur che indossa, mentre sventola in aria una copia dei volantini incriminati.
Del resto il senatore l’ha toccata sul nervo scoperto, il piano di assistenza sanitaria, da sempre cavallo di battaglia dell’ex first lady, e i trattati di libero scambio approvati dal marito Bill durante la presidenza.
Da parte sua Obama ritiene che le critiche sono suffragate dai fatti e si chiede come mai la rivale abbia tirato fuori quel materiale da giorni di domino pubblico.
«Mi fa pensare che dietro ci sia un preciso piano propagandistico», dice il senatore da Columbus facendo riferimento a una presunta strategia in vista del dibattito di martedì in prima del voto del 4 marzo in Ohio e Texas.
Gli attacchi di Hillary sono iniziati già la mattina al Cincinnati Technical College, paragonando più volte Obama a George W. Bush e affermando che il Paese ha già perso la scommessa di «un presidente privo di esperienza che non mantiene le promesse».
Ma i colpi più duri li ha sferrati dopo, parlando di «contaminazione» della campagna elettorale. «Ne ho abbastanza dei discorsi, dei comizi e delle tattiche prese dal libro di Karl Rove (ex consigliere di Bush), i democratici dovrebbero indignarsi».
«Ogni cosa contenuta in questi messaggi è completamente accurata - risponde il portavoce di Obama Bill Burton - non come gli attacchi senza senso della campagna di Hillary Clinton, che sono già stati rigettati in Carolina del Sud, Wisconsin e in mezza America».
Nei volantini Obama ricorda come i tentativi di riforma del sistema sanitaria dell’ex first lady siano falliti già una volta, e critica i piani della Clinton perché rendono obbligatoria la copertura anche se i cittadini non se la possono permettere, mentre per lui la priorità è la riduzione dei costi.
Il secondo attacco è al trattato Nafta di libero scambio approvato da Bill nel 1994 e considerato una »manna» dalla moglie, secondo un articolo di Newsday del 2006.
La Clinton smentisce e anche il giornale definisce l’uso del termine «fuorviante», ma il senatore insiste sulle sue tesi.
Sarà l’imminente voto del 4 marzo e i 334 delegati in palio, le undici vittorie consecutive di Obama, o le defezioni dei superdelegati di Clinton, ma appare lontano anni luce il dibattito di inizio febbraio quando Hillary e Barack, nel nome della crociata anti-repubblicana, si scambiavano solo punzecchiate da fidanzatini facendo sognare agli elettori il «ticket proibito».
(LaStampa)
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