| USA 2008: in 48 SUPER BOWL e SUPER TUESDAY, un inferno per i candidati |
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| 02/02/2008 | |
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02 feb. - Non ci saranno spot televisivi per
gli aspiranti democratici e repubblicani, ma il Super Bowl si
intreccera' ugualmente con il Super Tuesday elettorale. Tra
domenica e martedi' negli Usa si assegna il campionato di
football americano e un pezzo di Casa Bianca, e c'e' chi
traccia paralleli o studia possibili ricadute sulle primarie
della sfida tra i New York Giants e i New England Patriots.
Di certo sono entrambi eventi molto attesi: da un sondaggio
Gallup e' emerso che se il 40% degli americani e' piu'
elettrizzato dalla sfida sportiva di Phoenix, un sorprendente
37% guarda con maggiore interesse all'esito del voto di
martedi'.
Per il Super Bowl la Fox tv non ha accettato spot
elettorali, ammesso che qualcuno dei candidati volesse
investire quasi tre milioni di dollari per 30 secondi di
pubblicita' nell'evento piu' televisto dell'anno.
Ma l'esito
della partita potrebbe avere ricadute almeno sull'affluenza
alle primarie in 4 dei 24 Stati coinvolti nel martedi'
elettorale - New York, New Jersey, Connecticut e Massachusetts
- dove risiedono gran parte dei tifosi delle due squadre.
Ad
esempio martedi' la sfilata dei giocatori per le strade in caso
di vittoria dei Patriots congestionerebbe Boston e ridurrebbe
di molto il numero dei votanti nel Massachusetts.
E poi c'e' l'intreccio repubblicano fra John McCain (il
Super Bowl si gioca nella sua Arizona) e Mitt Romney, l'ex
governatore del Massachusetts che ha scelto un logo quasi
identico a quello dei Patriots.
Senza contare che Hillary
Clinton e' senatrice di New York: il marito Bill ha detto che
tifera' per i Giants ma ha assicurato che "New York,
Massachusetts e Rhode Island" sono i tre Stati preferiti
dell'ex First Lady e lui stesso gioca a golf con Tom Brady, il
quarterback del New England.
Equilibrismi da campagna
elettorale.
Nessuno, pero', potra' trarre presagi dall'esito della
partita, neppure nel caso di uno storico successo dei Patriots
che chiuderebbero per la prima volta la stagione imbattuti da
quando la Nfl e' a 16 squadre.
Nel 2004 John Kerry fece appena
in tempo ad esultare per la vittoria dei suoi Redsox di Boston
contro i New York Yankees dopo 86 anni di digiuno nelle World
Series di baseball e due settimane dopo fu sconfitto da George
W. Bush per la Casa Bianca. (AGI)
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