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Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 03:22
USA 2008: La campagna della CLINTON, un DISASTRO e Bill è un "piombo" Stampa E-mail
27/01/2008
27 gen. - di Michael Gray - A perdere le primarie in Carolina del Sud non è stata Hillary ma suo marito Bill. Da un paio di settimane i commentatori politici americani stanno riflettendo sul ruolo di Bill Clinton nella campagna di sua moglie, un ruolo che sta prendendo un’importanza primaria e che sta preoccupando i dirigenti del partito democratico.

hillary38fuorimisura.jpg Da quasi un anno Hillary è l’indiscusso protagonista dei Democratici con John Edwards e Barack Obama in posizioni di minore rilievo. Però, dall’inizio delle votazioni delle primarie, Barack Obama è stato catapultato avanti e ora gareggia con la Clinton per il primo posto.

A Novembre Hillary era in vantaggio di quasi 30 punti percentuali negli Stati di Iowa, New Hampshire, Nevada e Carolina del Sud. Però, meno di 60 giorni dopo, ha perso in Iowa, ha vinto New Hampshire per 6 punti percentuali, ha appena vinto in Nevada, anche se Obama ha vinto più delegati in quello Stato, e ora in Carolina del Sud ha perso brutalmente di oltre 25 punti percentuali.

Qualcosa è cambiata nella gara democratica. Sicuramente Barack Obama è un candidato che impara velocemente. Però la sua istruzione avviene in un contesto dove ha preparato bene la sua base elettorale.

E’ una persona che ha costituito un’organizzazione formidabile oltre ad avere inculcato un fervore quasi di adorazione tra i suoi sostenitori. Lo dice tutto il sostegno dichiarato ieri da parte di Caroline Kennedy figlia di JFK che in un editoriale sul New York Times ha scritto: “Over the years, I’ve been deeply moved by the people who’ve told me they wished they could feel inspired and hopeful about America the way people did when my father was president. This sense is even more profound today. That is why I am supporting a presidential candidate in the Democratic primaries, Barack Obama”. “Negli anni sono stata profondamente commossa dalle persone che mi raccontano che desiderano essere ispirate e rese speranzose come hanno provato durante la Presidenza di mio padre. Questa sensazione è ancora più profonda oggi. Per questo motivo sto dando il mio appoggio ad un candidato democratico, Barack Obama”.

Anche nel campo della Clinton si trova un candidato ben preparato e ben organizzato. La sua macchina elettorale è un locomotore piena di energia ed è in grado di coprire grandi distanze. La capacità di questi due candidati è anche dimostrato nel fatto che sono riusciti a raccogliere fondi senza precedenti nella storia delle presidenziali americani. Nel 2007 ciascuno ha accumulato oltre 100 milioni di dollari. Però, qualcosa è cambiato e nessuno fattore è più evidente della presenza di Bill Clinton.

Già a metà del 2007 Hillary Clinton ha incominciato ad usare suo marito. Era una presenza quasi blanda, perché sicuramente c’erano ancora dei dubbi sul passato dell’ex Presidente. Questo fino a poco prima delle votazioni quando l’arma Bill è stata messa in prima linea.

La campagna democratica è stata trasformata da una gara tra civili ad una guerra civile. La puzza di acrimonia pendeva nell’aria. Sostenitori importanti incominciavano a lamentare le tattiche della Clinton, le scene di rabbia e ira da parte di Bill Clinton hanno segnalato che la lotta di Hillary era anche una battaglia personale dell’ex Presidente. Bill ormai era l’altra faccia della campagna di Hillary.

Lei parla in modo generico e tenta di ispirare mentre lui palesemente fa riferimento al successo economico della sua Presidenza. E in Carolina del Sud, la presenza di Bill doveva essere decisiva. Bill, molto amato dalla comunità afroamericana tanto da essere chiamato il primo presidente nero nella storia degli USA, doveva assicurare il successo di Hillary. Invece la comunità nera l’ha abbandonato e ha scelto un nuovo personaggio, Barack Obama.

Fra quasi una settimana ci sarà la votazione in oltre 20 stati, in una giornata battezzata Tsunami Tuesday – una giornata fondamentale dove verranno decise le fortune di tutti i candidati Repubblicani e Democratici. Per i Repubblicani John McCain è in una buona posizione (anche se Mitt Romney è alle sue calcagna) ed è una vera minaccia per i democratici in quanto molto seguito dai cosiddetto votanti ‘independenti’ che sempre decidano le votazioni per le Presidenziali.

In questo contesto la scelta dei democratici è estremamente rilevante. A Novembre 2008 Hillary potrebbe perdere mentre Barack Obama potrebbe vincere. Michael Gray


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