| USA 2008: MCCAIN, dopo GIULIANI incassa anche il sostegno di Schwarzenegger. |
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| 31/01/2008 | |
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31 gen. (Ap) - Rudolph Giuliani in un discorso pronunciato a Simi Valley, ha espresso il suo appoggioa a John
MacCain. "Dio ti benedica John", ha detto l'ex sindaco.
In un discorso pronunciato a Simi Valley, in California, Giuliani ha dichiarato che appoggerà il compagno di partito John MacCain. "Dio ti benedica John", ha detto l'ex sindaco sconfitto nelle primarie di lunedì in Florida.
CALATO TRISTEMENTE IL SIPARIO SU GIULIANI - La sconfitta di ieri in Florida ha definitivamente fatto calare il sipario sulla candidatura di Rudy Giuliani alla Casa Bianca. Nello stato che una volta aveva definito la rampa di lancio della sua campagna elettorale e dove ha investito gran parte delle sue risorse, l'ex sindaco di New York ha guadagnato un risicato terzo posto. Esperti e quotidiani americani si sono rincorsi oggi per analizzare la "caduta libera" della campagna di Giuliani (come scrive impietoso il New York Times), e per spiegare "una fine tanto drammatica e masochistica" da essere paragonata (dal Daily News) a quella dell'Otello di Verdi, l'opera favorita del sindaco. Per tutti, le cause sono una combinazione di strategie sbagliate, una vita personale complicata e posizioni su temi sociali tropo liberal per convincere i repubblicani conservatori. Per il Times, la candidatura di Giuliani potrebbe essere stata solo una grande illusione, nutrita all'inizio da sondaggi nazionali che lo davano in vantaggio sui rivali con il 33% dei favori. A fine settembre aveva nelle sue casse 16 milioni di dollari, quando Mitt Romney aveva raccolto solo 9,5 milioni e John McCain, vincitore delle primarie di ieri, 3,2 milioni. Ma tali risorse sono state spese in fretta e per un'intensa campagna via posta, invece di creare una robusta rete di organizzazioni che facessero campagna elettorale per lui, in New Hampshire e Carolina del Sud. A fine gennaio, i suoi aiutanti hanno dovuto rinunciare allo stipendio per far fronte alle difficoltà economiche della campagna elettorale. Ma al di là di strategie discutibili, per il Times un'altra dinamica ha giocato un ruolo determinante: più i democratici vedevano Giuliani, e meno ne volevano sapere di lui, un vero newyorchese, ex sindaco della città che i conservatori identificano con l'essenza stessa del liberalismo. E lui è un liberal per molti aspetti - in particolare sull'aborto e l'immigrazione - la dove i candidati repubblicani sono sempre, immancabilmente conservatori. La sua vita famigliare non ha aiutato: ha avuto tre mogli, l'ultima delle quali sposata dopo una relazione clandestina divenuta famosa sulle pagine di gossip, e due figli che gli parlano a malapena e che non avrebbero votato per lui. Nel concedere la sconfitta ieri sera, lo stesso Giuliani ha ammesso di essere fuori posto tra i repubblicani più conservatori. "Ma se si ha un sogno, bisogna portarlo avanti fino in fondo" ha aggiunto. "Oggi il suo sogno è finito - scrive il Daily Post - e Giuliani deve iniziare a pensare al prossimo atto".
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