| USA 2008: UN'INCHIESTA IMPUTA A PALIN ABUSO DI POTERE. LEI NEGA |
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| 11/10/2008 | |
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11 ott. - Si e' conclusa
con un verdetto negativo per Sarah Palin, e con un ulteriore
rovescio per le speranze di John McCain di conquistare la Casa
Bianca nelle presidenziali americane del 4 novembre prossimo,
l'inchiesta parlamentare in Alaska sul cosiddetto
'TrooperGate': la candidata repubblicana alla Vice Presidenza
si è macchiata di abuso di potere.
Lei, e il suo anziano
mentore, hanno immediatamente respinto ogni addebito, cercando
anzi di rovesciare il significato stesso del verdetto.
Cosi' si
e' tuttavia espressa, al termine delle indagini, la speciale
commissione investigativa costituita lo scorso luglio dal
Consiglio Legislativo dello Stato Usa. Si tratta dello scandalo
di cui e' al centro la governatrice, che avrebbe silurato il
responsabile locale della Pubblica Sicurezza, Walter Monegan,
perche' questi a sua volta non avrebbe ceduto alle pressioni di
Palin e del suo staff perche' licenziasse Mike Wooten: un
poliziotto, il 'trooper' appunto, che era pure suo cognato, e
al quale l'aggressiva compagna di viaggio di McCain l'aveva
giurata perche' lui era impegnato in un'aspra causa di divorzio
con la sorella Molly, cui contendeva l'affidamento del figlio.
In sostanza, secondo gli inquirenti, la governatrice ha
anteposto i propri interessi personali all'osservanza delle
regole imposte dal codice di comportamento per i pubblici
ufficiali; cosi' facendo, ha violato tra l'altro la fiducia
riposta in lei dall'opinione pubblica. In realta', il
rapporto finale firmato dal capo della commissione Steve
Branchflower, un 'mattone' di ben 263 pagine dalle conseguenze
potenzialmente esplosive per le sorti della campagna
repubblicana, riconosce che Palin ha agito nell'ambito delle
proprie prerogative: era munita infatti della "autorita'"
necessaria per destituire Monegan; ma lo ha fatto in
circostanze che non giustificavano il ricorso a quelle stesse
prerogative, e per tale ragione ha torto. Cosi' come e'
censurato il comportamento del marito, Todd, che si sarebbe
prestato a gestire la faccenda, impegnandosi in prima persona
per farla pagare al troppo recalcitrante capo della polizia
dell'Alaska, e per sovrammercato utilizzando indebitamente
mezzi, locali e personale statali: chiamato a deporre il mese
scorso, Todd si era rifiutato di presentarsi.
Il riconoscimento dell'essersi mantenuta nell'ambito
teorico dei propri poteri ha comunque consentito alla portavoce
dell'interessata, Meg Stapleton, di replicare sostenendo come
l'inchiesta abbia invece dimostrato che la vice di McCain si
comporto' "correttamente e lecitamente". Identico il tenore di
un comunicato diffuso a stretto giro dal 'ticket' repubblicano;
e identica l'insinuazione secondo cui le indagini sarebbero
state "politicamente motivate", e "condotte da sostenitori di
Barack Obama", dunque assolutamente parziali. Peccato che la
commissione fosse composta da dieci membri repubblicani, e da
soli quattro esponenti democratici. (Agi).
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