| USA: Deficit commerciale da record: 63 miliardi |
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| 12/01/2008 | |
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12 gen. - Un mese di novembre più nero che mai, quello appena
attraversato dal commercio americano: il deficit del settore, dato
dalla differenza fra esportazioni e importazioni, ha toccato quota
63,12 miliardi di dollari, con un incremento del 9,3% rispetto al mese
precedente. Un “rosso” da record, inaspettato anche per gli analisti,
che avevano previsto un deficit in crescita, ma con cifre stimate
intorno ai 59 miliardi.
L’impennata del disavanzo commerciale “dipende da tre fattori: petrolio, petrolio e petrolio”: così Jay Bryson, economista della Wachovia Corp., compagnia di servizi finanziari di Charlotte, North Carolina, sintetizza la situazione del paese, che con i prezzi del petrolio alle stelle - quasi 80 dollari al barile - ha visto aumentare il costo delle importazioni del 3%, per un totale di 205,4 miliardi di dollari.
La spesa per il petrolio è infatti cresciuta del 16,3% e ha inciso per almeno i due terzi della spesa globale per i beni e i servizi d’importazione.
A riportare in equilibrio la bilancia non basta il rialzo dello 0,4% nelle esportazioni, che a novembre hanno registrato un record positivo per la nona volta nell’anno, attestandosi a 142,3 miliardi: una crescita trascinata soprattutto dall’export nel settore dell’automobile e dei prodotti energetici lavorati, benzina in testa, e dal dollaro debole, che rende particolarmente interessanti e convenienti i prodotti americani sui mercati esteri.(LaStampa)
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