| Usa: Hillary , Rudy (30%) e l' endorsement |
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| 09/11/2007 | |
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9 nov. - di Michael Gray - Nonostante un occhio nero inflittole dai suoi
contendenti al dibattito in diretta TV la settimana scorsa, Hillary
Clinton si riprende con un endorsement importante. Pure Rudy Giuliani
ne guadagna uno notevole.
Ancora barcollante all’inizio della settimana, Hillary Clinton si è
ripreso quando ha ricevuto l’endorsement dall’American Federation of
State, County and Municipal Employees (AFSCME), il più importante
associazione sindacale di impiegati pubblici negli Stati Uniti.
Tale endorsement assicura un’importante fonte di finanziamento oltre a rassicurare voti per le primarie e fornire aiutanti nel ‘back-office’ della sua campagna.
Tutti i commentatori politici concordano che il performance di Clinton durante il dibattito in Filadelfia era lacunoso ma in risposta i suoi consiglieri sottolineano che molti spettatori, soprattutto le donne, hanno vissuto il dibattito invece come un assalto sleale da parte dai sei maschi contendenti.
Tanto è vero che il presidente della AFSCME, Gerald McEntee, durante il suo discorso annunciando l’endorsement da parte della sua Associazione ha commentato:
“Some of you may have seen last night’s debate… six guys against Hillary, and I’d call that a fair fight. This is a strong woman.” - “Forse alcuni di voi avete visto il dibattito di ieri sera … sei tipi contro Hillary, io la chiamerei un zuffa equilibrata. Questa è una donna forte.”
L’intervento della AFSCME a meno di due mesi dalle primarie di IOWA è importante perché nonostante, la sua posizione forte nei sondaggi nazionali, nello stato di IOWA il suo vantaggio non è così marcato. Infatti tutti e tre candidati democratici stando investendo milioni di dollari sia in uffici elettorali sia in comunicazione in preparazione per quello che promette essere un vero bagno di sangue.
Se vince Hillary il resto dell’America sarà ai suoi piedi. Se perde dovrà mettere dei ferri di cavallo nei suoi guantoni da pugile.
In casa repubblicana, al livello nazionale, a differenza dei democratici, nessuno dei contendenti sembra essere in una posizione di netto vantaggio. Giuliani è davanti nei sondaggi, il Washington Post ci fa notare che è la prima volta in trent’anni che un candidato repubblicano, a due mesi dalle primarie, non abbia un livello di consenso al di sopra del 40%. Secondo Real Clear Politics, i dati indicano che, in media a livello nazionale, Giuliani ha il 30% dei consensi contro il 16% di Thompson, il 15,6 di McCain, il 12,3 di Romney e il 8,3 di Huckabee.
Però quando si guarda la media nello stato di Iowa la situazione cambia radicalmente. In prima posizione si trova il candidato mormone Romney con il 29,2% dei consensi seguito dal pastore protestante Huckabee al 15,4%, Giuliani al 13,2%, Thompson al 11,6% e McCain al 7,8%.
E’ chiaro che la battaglia per la nomination repubblicana promette di essere molto lungo e pieno di sorprese.
Per questo motivo l’arrivo di un endorsement per Giuliani del tutto inaspettato potrebbe cambiare radicalmente lo scenario repubblicano.
Giuliani è spesso criticato dall’ala conservatrice ‘cristiana’ del partito repubblicano per le sue politiche ‘liberali’ nei confronti della comunità gay e verso l’aborto durante il suo periodo come sindaco di New York.
Tale ala corrisponde a circa il 30% dei votanti del partito.
Di fatto Fred Thompson non perde mai un’occasione per sottolineare il suo passato politico ‘pro-life’ – contro l’aborto, Mitt Romney è stato costretto a cambiare radicalmente la sua politica a riguardo ed è probabilmente grazie a questi stessi cristiani conservatori che Mike Huckabee mantiene un discreto bacino di appoggio tanto da essere considerato da molti commentatori politici come potenziale candidato alternativo.
Mercoledì Pat Robertson il noto ‘televangelist’ è sceso in campo e ha annunciato il suo appoggio a Giuliani.
L’endorsement da parte di Pat Robertson potrebbe essere il deus ex machina per la campagna del Sindaco d’Amercia.
Pat Robertson è un noto ‘televangelist’, cioè un pastore evangelico televisivo molto noto e molto seguito negli USA che ha fondato un potente network televisivo (Christian Broadcasting Network) e un influente gruppo politico ‘Christian Coalition’ allineato con il Partito Repubblicano.
Di fatti è un importante vittoria per Giuliani perché dimostra che una parte dei conservatori repubblicani hanno deciso di sorvolare certi questioni ‘sociali’ a favore del fatto che Giuliani è l’unico candidato repubblicano in grado di contrastare uno dei tre potenziali candidati democratici, Hillary Clinton in testa.
E’ possibile ormai che i futuri sondaggi politici non saranno incentrati sui candidati presidenziali, Rudy e Hillary, ma, invece, indagheranno su chi saranno i loro vice.
Michael Gray
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