| USA'08: . . . GIULIANI CHI!? |
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| 14/01/2008 | |
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14 gen. - di Michael Gray - Per non sperperare le sue risorse economiche, Rudy
Giuliani segue una strategia di non combattività nelle primarie
iniziali in modo da concentrare tutto sugli Stati più grandi, iniziando
con la Florida e concentrandosi poi sul giorno del giudizio, il 5
febbraio 2008, quando 24 Stati ospiteranno le loro primarie.
Però è una strategia che lo ha buttato dalla cima dei sondaggi al fondo.
L’ultimo sondaggio del Washington Post-ABC News mette Giuliani in quarta posizione, con solo il 15 % dei consensi, mentre il suo rivale John McCain viene lanciato in alto con ben il 28%: una rimonta di oltre 15 punti percentuali.
Ora, secondo l’indagine del Washington Post, la gara per le Presidenziali sarà tra Hillary Clinton e John McCain.
Solo un mese fa era Giuliani ad essere in testa.
L’auto-imposto silenzio di Giuliani lo ha fatto tramontare nei sondaggi e non solo.
Il Washington Post di Domenica ha riportato la notizia che i dirigenti della campagna di Giuliani stanno lavorando senza ricompensa per risparmiare.
Sembra infatti che anche il flusso di finanziamenti si stia asciugando in quanto i suoi sostenitori incominciano a stancarsi del silenzio di Giuliani.
Può anche darsi che la vecchia massima dello spettacolo americano – “non importa se parlano di te male o bene, importante è che ne parlino” sia veritiera anche nella politica americana.
Giuliani infatti incomincia a pagare un prezzo molto elevato per il suo mutismo.
E’ anche vero, però, che il campo repubblicano è in una situazione di incertezza.
Pur essendo in prima posizione, John McCain non è comunque in una situazione del tutto tranquilla.
Secondo il sito RealClearPolitics, per le primarie di domani in Michigan i sondaggi danno Romney al primo (pur esile) posto.
In Nevada, Romney e Giuliani sono alla pari, mentre in Carolina del Sud Mike Huckabee batte John McCain di 3 punti.
Nello Stato della Florida, dove Giuliani spera di fare il suo ritorno, John McCain segue il Sindaco d’America di solo 4 punti percentuali.
Se McCain riesce a vincere o arrivare in una convincente seconda posizione nei tre Stati precedenti, la scommessa strategica di Giuliani potrebbe fare implodere la sua campagna definitivamente.
Un peccato per un candidato che è entrato nella corsa in una posizione così forte.
Per quanto riguarda la situazione dei Democratici, lo stesso sondaggio del Washington Post mantiene Hillary Clinton in prima posizione.
Ma anche qui ci sono delle novità. La prima posizione di Hillary, oggi, non è più sovrastante come un mese fa. A fronte del 42% dei consensi, la Clinton perde ben 11 punti percentuali, mentre Obama ne guadagna 14 e arriva al 37% dei consensi.
Il distacco della prima candidatura femminile oggi è di solo 5 punti percentuali.
Barack Obama è un fiume in piena e le fondamenta della fortezza Clinton si stanno sgretolando.
Anche se sembra che gli Stati di Nevada e Michigan siano in mano alla Clinton, Barack Obama potrebbe vincere in modo convincente in Carolina del Sud.
A quel punto, la Florida non sarebbe più una carta sicura per l’ex First Lady e potrebbe diventare la sua Jericho. Michael Gray
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