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22 lug. - OBAMA
IN IRAQ, MA NON SI PARLA DI RITIRO TRUPPE - La questione e' troppo
spinosa per affrontarla durante un tour promozionale come quello
intrapreso da Barack Obama in Medio Oriente, ma il ritiro delle truppe
americane in Iraq ha aleggiato sul contenuto degli incontri che il
candidato democratico alla Casa Bianca ha avuto con i leader iracheni
La visita di Obama coincide con il periodo di
minor violenza dall'inizio del 2004, ma secondo il portavoce del
governo di Baghdad, Ali al-Dabbagh, il senatore dell'Illinois non ha
accennato alla sua intenzione di ritirare le truppe entro 16 mesi dal
suo insegnato alla Casa Bianca in caso di vittoria nelle prossime
presidenziali.
Una opposizione che comunque non vede il governo di
al-Maliki e Obama particolarmente distanti: anche Baghdad ritiene che,
se le condizioni di sicurezza lo permetteranno, il ritiro potra'
avvenire entro la fine del 2010.
Obama ha incontra la stampa solo per dire di aver avuto con Maliki un
incontro "molto costruttivo". Il vicepresidente Tareq al-Hashemi,
sunnita, ha detto al senatore di condividere la necessita' di un'agenda
per il ritiro, ma ha sottolineato che l'esercito e la polizia nazionali
devono essere in grado di garantire la sicurezza per impedire che il
Paese piombi nell'anarchia.
Secondo John McCain, che a novembre contendera' a Obama la Casa Bianca,
durante la sua visita nella regione il senatore dell'Illinois ha avuto
modo di verificare quanto sbagliata fosse la sua opposizione alla
strategia della controffensiva voluta dall'amministrazione Bush a fine
2006. "Sono contento che Obama abbia la possibilita' di sedersi per la
prima volta con il generale David Petraeus e
capire di cosa di trattava, del perche' ha funzionato e di perche'
stiamo vincendo la guerra. Spero che approfittera' dell'occasione per
ammettere di aver sbagliato di grosso nel giudicare la situazione".
NYT BOCCIA L'ARTICOLO DI MCCAIN, CHE SI ARRABBIA - Il New York Times e' di nuovo oggetto delle ire
dei repubblicani, dopo la rivelazione che il quotidiano ha bocciato un
articolo sull'Iraq scritto da John McCain, perche' non seguiva la
stessa linea di un editoriale del suo rivale Barack Obama pubblicato
nei giorni scorsi.
Il responsabile della pagina degli editoriali del Nyt, David Shipley,
ha rimandato al mittente un articolo che aveva chiesto a McCain
sottolineando che sarebbe necessario scriverlo in modo che ''rispecchi
il pezzo del senatore Obama''. In un'email inviata allo staff di McCain,
trapelata sul sito di pettegolezzi politici Drudgereport, Shipley ha
affermato di ''non poter accettare il pezzo cosi' come e' scritto''.
Secondo il New York Times, il senatore repubblicano non avrebbe offerto
sufficienti dettagli sul proprio piano per l'Iraq e avrebbe puntato
soprattutto ad attaccare quello dell'avversario.
Lo staff di McCain, nel confermare le rivelazioni, e' partito
all'attacco. 'John McCain - ha detto il portavoce Tucker Bounds - crede
che la vittoria in Iraq debba essere basata sulle condizioni sul campo,
non su scadenze arbitrarie.
A differenza di Barack Obama, questa
posizione non cambiera' sulla base di esigenze politiche o delle
richieste del New York Times'.
I repubblicani sono partiti subito all'attacco del quotidiano di New
York, sostenendo che la bocciatura ha motivazioni politiche e
ricordando, tra l'altro, che Shipley e' un ex membro
dell'amministrazione Clinton.
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