| Veltroni-Berlusconi: 30 novembre 2007, è caduto il muro |
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| 29/11/2007 | |
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30 nov. - Il dialogo e' iniziato, sulla legge
elettorale i due principali partiti scommettono sulla possibilita' di
farcela, anche perche' la caduta del governo non e' considerata una
pregiudiziale. "Se ci fosse stata, l'incontro non sarebbe durato
un'ora", fa notare con soddisfazione il sindaco della capitale.
Il clima di ottimismo alla Camera dopo il vertice di oltre un'ora tra
il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi e il segretario del Pd
Walter Veltroni sulle riforme e' sottolineato dai
due nelle rispettive
conferenze stampa. Non a caso, subito dopo l'incontro, Veltroni
telefona proprio al presidente del Consiglio. E il premier commenta:
"Era soddisfatto".
Berlusconi parla nella sala Colletti del gruppo azzurro (e
Veltroni lo seguira' in tv, cosi' come fara' il Cavaliere nei suoi
confronti) e mette in chiaro subito che "siamo disponibili a discutere
di una nuova legge elettorale che consenta un bipolarismo autentico e
una governabilita' effettiva". La disponibilita' c'e', anche se lo
sbocco del voto anticipato e' un obiettivo ulteriore e non la pre
condizione per trattare.
Per il Cavaliere, infatti, "prolungare la
legislatura significherebbe allargare il solco tra le istituzioni e i
cittadini" e comunque "noi riteniamo che la maggioranza sia implosa e
al Senato e' solo nominale. Presto il governo dovra' registrarlo e
porre fine alla sua attivita'".
E quindi, ecco i termini della proposta berlusconiana: "Ho dato
la mia disponibilita' a discutere di legge elettorale, di un
proporzionale con sbarramento con una sola scheda, un solo turno, un
solo voto". Viene confermato, pero', che in questa fase non c'e'
traccia di indicazione preventiva delle alleanze. Quanto alle riforme
istituzionali, invece, Berlusconi ha detto che c'e' "il nostro
dissenso per i tempi che richiedono". Unica eccezione, la riforma dei
regolamenti parlamentari, su cui c'e' un'apertua alla proposta del
vice segretario del Pd, Dario Franceschini.
Veltroni rimarca il dato dell'avvio del confronto e ne trae qualche conseguenza: con il dialogo aperto tra maggioranza e opposizione in questa settimana "si e' chiuso un clima di odio e contrapposizione" tra gli schieramenti che "andava avanti da anni. Chi vorra' riproporlo se ne assumera' la responsabilita' di fronte al Paese". E ancora, mostrando di aver colto la novita' dell'iniziativa di Berlusconi di questi giorni, Veltroni parla anche del Partito della liberta', dicendo che : "Il Pd e il Pdl sono forze alternative e tuttavia e' significativo che queste forze abbiano cominciato a dialogare sul tema delle riforme e della legge elettorale". Il leader Pd chiarisce comunque che non si tratta di un'intesa a due: "Noi cerchiamo il dialogo e la convergenza con tutte le forze politiche a prescindere dalla grandezza dell'una o dell'altra", afferma. Una frase che fa il paio con la simmetrica dichiarazione di Berlusconi: "Ho avuto modo di contattare anche altri partiti e mi sono fatto la convinzione che siano propensi ad accettare questa proposta. La situazione politica cosi' come si e' sviluppata e' tale da richiedere un chiarimento sia a destra che a sinistra. Credo che un sistema proporzionale come quello a cui guardiamo possa essere una risposta".
Meno positivo l'esito dell'incontro sulla
possibilita' di realizzare le riforme istituzionali. Berlusconi
obietta che pur essendo necessarie, "c'e' il nostro dissenso perche'
non vi sarebbe il tempo di farle". Veltroni la vede diversamente,
sostenendo che "si e' creata la condizione per poterle realizzare in
12 mesi". In ogni caso, per il primo cittadino della capitale, "piu'
il governo va avanti, piu' sara' possibile fare le riforme
istituzionali".
E comunque, visto dal Pd, "abbiamo riscontrato un punto di
convergenza e uno di divergenza. La convergenza e' nel merito" mentre
la divergenza e' sui tempi, anche perche' il Cavaliere e' convinto che
si tratterebbe solo di un escamotage per "allungare la vita a Prodi".
C'e' accordo con Berlusconi "per eliminare il bicameralismo perfetto,
per dare piu' poteri al premier e per avere un Senato delle Regioni.
Lui ritiene che le riforme allunghino la vita a Prodi e su questo la
pensiamo diversamente e ribadisco che legge elettorale e riforme
costituzionali sono indissolubbilmente legate, altrimenti -conclude su
questo punto Veltroni- non si risolve la crisi italiana".
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