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Ultimo aggiornamento: 07.01.2009 ore 20:23
VELTRONI, CASINI, DI PIETRO... TUTTI CONTRO IL BLOCCO ALLE INTERCETTAZIONI Stampa E-mail
09/06/2008
09 giu. - "Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per contrastare ogni attività illegale. Ma non è accettabile che tutto questo finisca sui giornali", ha affermato oggi a Berlino il segretario del Pd, Walter Veltroni, a proposito del nodo intercettazioni. "La pubblicazione sui giornali non deve essere consentita" ha detto Veltroni ai giornalisti a Berlino, dove è arrivato per incontri con dirigenti del gruppo socialista al parlamento europeo e una relazione a una conferenza su temi europei della Spd
intercettazioni_280x200.jpg"Un Paese democratico deve garantire un doppio diritto - ha detto Veltroni - e cioé il diritto dei magistrati di avere tutti gli strumenti necessari per contrastare la criminalità e il diritto dei cittadini di non vedere il loro nome e le loro conversazioni pubblicate sui giornali se non al momento del processo e nella parte di rilevanza processuale". "Il magistrato ha diritto di poter fare le intercettazioni ma poi ha il dovere di tenerle segrete", ha detto Veltroni, secondo il quale si tratta di uno strumento fondamentale non solo contro mafia o camorra, ma anche pedofilia, corruzione o reati finanziari.
ALFANO, DOBBIAMO GARANTIRE DIRITTO PRIVACY - "Figuriamoci se si vogliono spuntare le unghie alla magistratura". Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, puntualizza in un'intervista al Messaggero che la stretta sulle intercettazioni è "una necessità trasversalmente riconosciuta". E' necessario, spiega il guardasigilli, "operare un riequilibrio tra due diritti: quello delle indagini e quello della tutela della privacy". Alfano ricorda che fu l'ultimo governo di Romano Prodi a "mettere in cantiere norme per arginare un fenomeno che suscita allarme e preoccupazione" e che l'attuale maggioranza intende procedere in quella direzione. Il ministro evidenzia i costi delle intercettazioni, "capitolo che rispetto alle spese di giustizia incide per oltre un terzo". "Noi sosterremo i magistrati perché siamo per la legalità e perché ci sta a cuore che le indagini facciano il loro corso, ma vogliamo garantire i cittadini che con le indagini non c'entrano".
PIZZETTI, DIFENDERE I CITTADINI COMUNI - "Ci preoccupiamo che siano tutelati anche coloro che vedono il loro nome pubblicato sui giornali senza alcun motivo". Il garante per la privacy, Francesco Pizzetti, spiega quali sono i tre elementi che secondo lui dovrebbero essere contenuti nel provvedimento sulle intercettazioni annunciato dal presidente del Consiglio. "La prima cosa - dice - è indicare modalità che consentano in modo chiaro al pm di tenere separati gli atti istruttori che sono utili al processo, da quelli ininfluenti. Secondo punto: individuare casi in cui lo strumento dell'intercettazione deve essere mantenuto così com'é a disposizione dell'autorità giudiziaria e casi in cui il ricorso può essere più limitato". In ultima istanza, per quanto riguarda l'informazione, il garante invita i giornalisti al "rigoroso rispetto del codice deontologico".
DI PIETRO, REFERENDUM SE PASSA LA LEGGE - Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro critica la proposta del presidente del Consiglio di eliminare le intercettazioni, osservando che si tratterebbe di una norma 'salva-casta', e annuncia l'intenzione di promuovere un referendum abrogativo.
"Le intercettazioni telefoniche - spiega Di Pietro ad - stanno alla lotta alla criminalità come il bisturi sta al chirurgo in sala operatoria. Sono necessarie per curare il malato dal male. E non vale appellarsi al fatto che qualche volta il bisturi viene utilizzato per fini diversi, per ammazzare la moglie. Perché dobbiamo evitare di togliere ai magistrati uno strumento importantissimo di indagine".
"Per questa ragione - aggiunge - ritengo che la proposta del presidente del Consiglio sia allo stesso tempo 'criminogena', in quanto tende ad assicurare impunità a tanti criminali che commettono reati e ad impedire alla magistratura di scoprirli; ed è anche 'interessata', perché è (quantomeno sul piano politico) un'azione di ritorsione e di prevenzione nei confronti dei magistrati e del loro lavoro". "Come reagiremo? La nostra opposizione - risponde Di Pietro - é quella di sempre.
L'Italia dei Valori non ha due opposizioni. Che tipo di opposizione fare va chiesto al PD, perché l'Idv dal primo giorno ha detto in modo chiaro che siccome Berlusconi e i suoi amici li conosciamo e già conoscevamo le loro storie personali, giudiziarie, imprenditoriali e politiche avremmo fatto opposizione dura e pura in ogni luogo e in ogni momento, fuori e dentro il Parlamento.
Per questa ragione a noi non va nemmeno chiesto che tipo di opposizione faremo: tutto ciò che é democraticamente permesso ed è lecito fare". Di Pietro annuncia poi "il referendum abrogativo che, comunque, promuoveremo e sarà come al solito boicottato da questa legge referendaria che impedisce al quesito di avere validità se non raggiunge il 50% degli aventi diritto al voto".
CASINI, NON PASSARE DA PADELLA A BRACE - "Non bisogna passare dalla padella alla brace, ci vuole equilibrio". Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, interviene sul provvedimento annunciato dal governo che limita le intercettazioni.
Arrivando alla riunione del Consiglio nazionale del suo partito, Casini ritiene che sia "giusto regolamentare, ma non giusto imbavagliare". Il leader dell'Udc intravede "il rischio di esagerazione, che c'é sempre e c'é sempre stato".
E ricorda il disegno di legge presentato in Parlamento nella scorsa legislatura ritenendo necessario ripartire da lì: "Credo che in Parlamento su questa base si può trovare la strada".
FIEG, SI PUNISCA CHI LE LASCIA TRAPELARE - Più che punire i giornalisti che pubblicano le intercettazioni o gli editori, va punito in primo luogo chi viola il segreto istruttorio lasciandole trapelare all'esterno: è la posizione del presidente della Federazione degli editori, Boris Biancheri, a proposito dell'annunciata stretta sull'uso di questo strumento investigativo.
"Limitare le intercettazioni alle indagini relative a reati di terrorismo e criminalità organizzata - afferma Biancheri in una nota - non mi sembra affatto una buona idea. Un sequestro di persona o la corruzione di un pubblico ufficiale che non hanno connessioni con mafia o camorra non sono meno gravi per questo".
Per il presidente della Fieg, "quel che è necessario è che le intercettazioni siano disposte solo in caso di assoluta necessità e che venga tutelato rigorosamente il segreto istruttorio. Si parla di punire il giornalista che scrive una notizia o l'editore che la pubblica: ma va punito in primo luogo chi, violando il dovere di mantenere il segreto sul contenuto di una intercettazione, l'ha comunicata o lasciata trapelare all'esterno", conclude.
SIDDI, INACCETTABILE L'IPOTESI DI 5 ANNI DI CARCERE - Sulla questione delle intercettazioni "la Fnsi non vuole fare battaglie ideologiche, né battaglie contro un governo di un particolare colore politico. La censura non è mai un valore né una condizione liberale", e l'"ipotesi dei cinque anni di carcere è inaccettabile". Lo ha detto il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, che oggi partecipa a Bari ad un convegno per celebrare il centenario della Fnsi. "I bavagli - ha detto ancora - non sono la risposta, rispetto a una società che presenta molte ingiustizie". Secondo Siddi, inoltre, oggi il concetto di tutela della privacy viene richiamato a sproposito. "Certamente tutte le persone che finiscono sotto intercettazione - ha detto - hanno diritto alla tutela degli aspetti delicati della propria identità personale e della propria dignità umana. Su questo siamo pronti a discutere. C'é già una legge. Se non funziona la si corregga ma non si dica che bisogna fare nuove leggi per questo o addirittura immaginare cinque anni di galera per i giornalisti". Secondo Siddi, inoltre, la categoria dei "giornalisti è sotto tiro". "Non è una novità - ha aggiunto - Ma oggi la pressione è più forte perché i poteri accettano poco di essere disturbati e invece l'informazione ha anche il ruolo di disturbare il manovratore, se questo c'é".
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scritto da sem, giugno 10, 2008

Orecchio non sente cuore non duole, ultima battuta dello psiconano

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