| VELTRONI: PD SOLA OPPOSIZIONE, AUT-AUT ALL'IDV - DI PIETRO: STO CON LA PIAZZA |
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| 10/07/2008 | |
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10 lug. - L'alleanza tra Pd e Idv, sottoscritta
prima delle elezioni e traballante sin dalla mancata formazione
del gruppo unico alla Camera, sembra giungere al capolinea
all'indomani del 'No Cav Day' girotondino.
Walter Veltroni ha
lanciato un ultimatum ad Antonio Di Pietro, chiedendo di
scegliere tra l'estremismo di Beppe Grillo e Marco Travaglio e
una linea riformista. Immediato il ''niet'' dell'ex pm.
E,
mentre Veltroni incassa il successo del ritiro da parte del
governo della norma blocca-processi, grazie alla battaglia
parlamentare con l'Udc, prepara una campagna d'autunno contro il
governo.
Il 'day after' di Piazza Navona inizia in casa Pd, con gli
ulivisti e quanti erano andati alla manifestazione, in
difficolta', dopo gli exploit negativi del duo Grillo-Guzzanti.
Un po' tutti (Mario Barbi, Giovanni Bachelet, Marina
Magistrelli) invitano a distinguere i cittadini presenti dai due
interventi che, come hanno detto in molti, ''hanno rovinato una
bella manifestazione''. Arturo Parisi, poi, ha dribblato i
cronisti che hanno tentato di avvicinarlo a Montecitorio.
Nel resto del partito il leit-motiv e' stato: ''Abbiamo fatto
bene a non andare a Piazza Navona'' (da Giorgio Tonini a Ermete
Realacci). E anche il dalemiano Nicola Latorre e' sulla linea
del segretario: ''Quel tipo di opposizione e' funzionale a
Berlusconi ed e' speculare alla radicalizzazione dello scontro
politico sui temi della giustizia che sta operando la
maggioranza''.
Il Pd, invece, mira ad ''allargare il consenso''
riuscendo a convincere anche chi ha votato per il centrodestra.
Beppe Fioroni, capo dell'organizzazione democratica, compie
il passo successivo e pone la domanda essenziale: ''Che ci
azzeccano questi con noi e con il Pd?''. Ed e' la domanda che
tutti nel partito si pongono da settimane, da quando cioe' il
'corsaro-Di Pietro' ha rotto il patto del gruppo parlamentare
unico e sta giocando il suo gioco in concorrenza al Pd.
Ed ecco che Veltroni, a 'Matrix', rompe gli indugi e lancia
l'aut-aut: ''Ora Di Pietro decida con chi stare: se e' con
Grillo e Travaglio lo dica, se invece decide di stare in un'area
riformista prenda l'impegno conseguente e metta fine a
manifestazioni come quella di ieri''.
''Io non mi dissocio dal
senso vero delle parole di Beppe Grillo, dalle parole di
Travaglio e dalla piazza'', replica a muso duro Di Pietro.
''Certo non avrei usato i toni di Sabina Guzzanti - aggiunge -
ma lei fa satira e io faccio politica. L'invidia del mondo
politico li spinge a vedere la pagliuzza della satira anziche'
la trave delle leggi ad personam''.
Ma la bonta' di una linea riformista Veltroni la puo'
riscontrare gia' in giornata, con l'annuncio del governo del
ritiro della norma 'blocca-processi'. ''Loro fanno
un'opposizione a chiacchiere - dice il segretario del Pd - ma i
risultati sono stati raggiunti da noi: dal decreto Retequattro
che abbiamo bloccato, a quello sulle intercettazioni''.
Insomma,
sara' valorizzata al massimo l'opposizione parlamentare in
sintonia quindi con l'Udc di Pier Ferdinando Casini. ''Con lui -
dice Veltroni - c'e' un dialogo, ma vedremo in corso d'opera se
seguira' una convergenza''.
Il leader dei democratici lascia pero' socchiusa la porta
all'Idv. Non arriva infatti a rimettere in discussione
l'appoggio del Pd alla candidatura di Leoluca Orlando alla
presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Il sostegno e'
infatti riconfermato.
Per quanto riguarda Berlusconi, Veltroni annuncia di voler
portare alla manifestazione del Pd del 25 ottobre milioni di
firme contro il governo: la raccolta la avviera' lui stesso
venerdi' a Prato. Tre mesi, dunque, per riuscire a svincolarsi
dall'agenda politica imposta dal Cavaliere (intercettazioni,
blocca-processi, Lodo Alfano) e portarla sul piano dei temi
sociali ed economici: ''Berlusconi - ha detto Veltroni - metta
sull'aumento dei salari la stessa energia con cui si e' occupato
dei suoi problemi''.
In serata arriva la stoccata di Parisi: ''Veltroni non ha
capito che e' lui ad aver portato in Piazza Navona i nostri
elettori e ad averli lasciati in mani altrui?''. ''Il giorno in
cui Parisi dira' 'bene, bravo - replica sconsolato il segretario
- sara' una notizia''.
LA REPLICA DI DI PIETRO
Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, non si dissocia dalla manifestazione di ieri a Piazza Navona contro il governo Berlusconi, né dalle parole di Beppe Grillo e Marco Travaglio. Parlando davanti alle telecamere, in sala stampa alla Camera, l’ex pm osserva: «Gridiamo ad alta voce non mi dissocio dalla manifestazione di ieri, dal senso vero delle parole di Grillo e di Travaglio. Non mi dissocio da Piazza Navona».
Quanto al discorso della comica Sabina Guzzanti, Di Pietro osserva: «Non avrei fatto ricorso alle parole della Guzzanti ma io non faccio satira e non ho bisogno di ricorrere ai paradossi».
«Nessuno pensi di poter intimidire l’Italia dei Valori con aut aut di sorta. La nostra forza ci proviene direttamente dai cittadini che ci hanno votato e solo ad essi dobbiamo ubbidire, non ad altri».
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